domenica 29 novembre 2009

BIG BIG TRAIN - The Underfall Yard (2009)


I Big Big Train sono una di quelle band maturate tantissimo con il passare del tempo. Ignorati o liquidati per tutti gli anni '90 e buona parte di questo decennio, hanno iniziato ad avere visibilità con The Difference Machine nel 2007 e poi, alla fine dell'anno scorso, pubblicando una nuova versione di English Boy Wonders - originariamente uscito nel 1997 in una veste provvisoria (per così dire) per mancanza di soldi - che rimane una delle più convincenti prove di progressive rock di questi ultimi anni.

Anche The Underfall Yard è un lavoro molto piacevole che ha anche il pregio di avere come ospiti Nick D'Virgilio alla batteria (già presente su The Difference Machine), Dave Gregory alla chitarra e Jem Godfrey al sintetizzatore.

L'album inoltre segna l’ingresso alla voce di David Langdon e, nonostante le dichiarazioni di Gregory Spawton riguardo ad un rinnovamento nella direzione musicale, il lavoro si limita a mescolare gli ingredienti degli ultimi due album della band.

Victorian Brickwork è poi il brano che maggiormente lascia inalterata l’ispirazione neo progressive dei Big Big Train, pur cambiando obiettivo. Il pezzo porta a galla infatti delle influenze che mai fino ad ora la band aveva palesato così chiaramente con riferimenti a Yes e Genesis nelle sonorità di chitarra e tastiere. Stesse influenze si possono rintracciare su The Last Train, brano molto ben congegnato e trascinante, forse il migliore del CD.

Tra i cantanti passati tra le fila dei Big Big Train, Langdon è quello con la voce più potente, ma con un registro non molto alto, il che penalizza la natura solenne delle musica della band la quale trarrebbe beneficio da toni più elevati. Analogie vocali possono essere rintracciate in Steve Hogarth e difatti qualche passaggio di Winchester Diver ricorda ancora i Marillion.

La title-track, che è una suite di ventitré minuti e si avvale della collaborazione di Jem Godfrey al sintetizzatore, solo nel finale cerca di aggiungere qualcosa di nuovo con l’ausilio di una sezione fiati. A proposito di questi ultimi, essi rivestono un importante ruolo nella traccia strumentale Evening Star che somiglia ad un requiem suonato da una banda orchestrale.


MILLION DEAD - "Living the Dream" Video (2005)

Dato che a qualche lettore del blog piacciono i Biffy Clyro, ho deciso di postare questo video dal passato del gruppo ormai disciolto Million Dead, sperando di fare cosa gradita in caso non fosse conosciuto. L'album dal quale è tratta questa canzone è Harmony No Harmony e presenta alcune affinità con Biffy Clyro, Sucioperro e Reuben, anche se devo dire che i Million Dead sono abbastanza personali...e poi mi andava di postare Living the Dream per il semplice motivo che mi piace.


sabato 28 novembre 2009

MIKE KENEALLY - Scambot 1 (2009)


Tra i vari progetti a cui Mike Keneally si è dedicato in questi anni, nella sua discografia l'ultimo vero album in studio di inediti risale al 2004. Dog (questo il titolo) veniva licenziato a nome Mike Keneally Band e presentava una musica leggermente più diretta rispetto a quella a cui il musicista ci aveva abituato.

Scambot 1 ridimensiona le cose. Esso è un concept album (primo capitolo di una trilogia) e racconta una storia immaginaria scritta dallo stesso Keneally (narrata nel booklet) il quale stava lavorando al progetto ormai da molti anni. La prima idea del personaggio che dà il titolo all’album risale infatti al 2001 quando Keneally stava lavorando a Wooden Smoke.

In effetti Scambot 1 è una delle opere più complesse di Keneally, all’interno della quale non si può fare a meno di notare il lavoro scrupoloso degli arrangiamenti e delle trovate compositive. Buona parte dell’album è occupata da veri e propri collage sonori, piccoli abbozzi musicali incollati assieme il quale diretto correlativo nelle arti figurative, per fare un esempio, potrebbe essere il mosaico.

L’atonalità della stramba Saturate, le due parti di Cat Bran Sammich e Tomorrow sono le prove più sorprendenti, ma anche nelle tracce di normale durata, come Life’s Too Small o Hallmark (che alla fine è il meno stravagante), rimane questo contrasto tra melodie che tentano di essere lineari e dissonanze che destabilizzano il centro tonale.

Lo spiazzamento, in senso positivo, di fronte a tali esperimenti si ripresenta puntualmente grazie alle difficoltose architetture sonore. Keneally convince un po’ meno quando si dedica agli esperimenti di avanguardia, che sono pezzi strumentali fini a se stessi, We Are the Quiet Children o Gita (12 minuti) dove, tra l’altro, l’influenza zappiana è più accentuata.

P.S. Com'è ormai consueto nella tradizione kenealliana, esiste un'edizione limitata di 3000 copie contenente un CD aggiuntivo. Se potete compratevi quella.

sabato 21 novembre 2009

ANTIQUE SEEKING NUNS


Per tutti gli amanti della scuola di Canterbury ci sono tre EP da non perdere. Lo strano è che purtroppo questo dotato gruppo chiamato Antique Seeking Nuns dal 2003 ha prodotto solo questi tre gioiellini, l'ultimo dei quali risale allo scorso settembre.

Mild Profundities (2003), Double Egg With Chips And Beans (2006) e Careful! It's Tepid (2009), proprio come descritto dalla band, ospitano delle pop-songs intelligenti che, con piglio orgogliosamente intellettuale, lasciano da parte i canoni prevedibili del pop e si rivolgono alla Canterbury dei fratelli Sinclair, degli Hatfield & the North, ma anche ai Gentle Giant e a Frank Zappa.

Careful! It's Tepid è l'ultimo EP della band di Matt Baber (tastiere) e Joff Winks (chitarra e voce) che chiude di fatto la carriera degli Antique Seeking Nuns. Dalle loro ceneri è nata la Joff Winks Band che ha già cambiato nome in Sanguine Hum, i quali, forse, manterranno alcune peculiarità dei predecessori. Intanto c'è tempo per ascoltarsi i tre EP.














<a href="http://antiqueseekingnuns.bandcamp.com/album/careful-its-tepid">Careful! It's Tepid by Antique Seeking Nuns</a>

www.myspace.com/antiqueseekingnuns
www.myspace.com/joffwinksband

mercoledì 11 novembre 2009

KEVIN GILBERT - Nuts + Bolts (2009)

Dopo anni di attese e rinvii, promesse disattese e una disillusione crescente tra i fan, escono i tanti volte annunciati e procrastinati CD di inediti Nuts e Bolts. Il materiale qui contenuto è solo una parte del lascito musicale di Kevin Gilbert ed è una collezione abbastanza omogenea di brani scritti e registrati tra gli anni '80 e '90. Alcuni di essi inoltre erano già noti ai fan dato che erano circolati in vari bootlegs. Il Gilbert cantautore che emerge dalle due raccolte è quello dal lato più romantico e introspettivo, compositore di appassionate ballad per chitarra e piano.

Bolts, oltre che presentare le versioni acustiche di Goodness Gracious e The Ballad of Jenny Ledge, riscopre alcune perle come le malinconiche Souvenir (precedentemente conosciuta come Bitter Souvenir) e The Best of Everything, tra le migliori canzoni d’amore uscite dalla penna di Gilbert, e addirittura la cover di Taxi Ride di Jane Siberry. Waking the Sun e Something Nice for My Dog, con Nick D’Virgilio alle percussioni, sono due canzoni folk che si muovono tra pop e alternative.

Nuts recupera materiale risalente agli anni Ottanta sul quale Gilbert era tornato a lavorare registrando nuove versioni. Si tratta di brani tratti dal repertorio dei suoi vecchi gruppi Giraffe (The World Just Gets Smaller) e NRG (Tired Old Man, When Strangers Part) e rispunta ufficialmente la cover di Kashmir dei Led Zeppelin. Until I Get Her Back è un classico rimasto nel cassetto per troppo tempo che, dal punto di vista musicale, svela l’importante ruolo di Gilbert come songwriter avuto nell’album Tuesday Night Music Club (si, proprio quello di Sheryl Crow, ex-fidanzata di Gilbert). Finally Over You sembra scritta per un musical di Broadway, mentre Childood’s End è l’unico brano veramente progressive, interpretato magistralmente con tocco genesisiano. Le restanti ballad While Heroes Cry, Circling Winds e Shannon Elizabeth si ricollegano ufficialemente alle atmosfere più pacate di Bolts.


www.popplusone.com/gilbert

www.kevingilbert.com

lunedì 9 novembre 2009

THREE MILE PILOT - Planets 7" (2009)


Qualcuno di voi forse conoscerà i Black Heart Procession o i Pinback. Bene, prima di loro c'erano i Three Mile Pilot e ora finalmente sono tornati insieme. Prima con una serie di concerti, adesso con qualcosa di più. Il nuovo album è pronto e come preludio la band ha realizzato un nuovo singolo, sotto forma di 7" in edizione limitata, con due canzoni Planets/Grey Clouds.

In più è stato realizzato un box di 6 CD limitato a 1000 copie contenente la loro discografia dal 1991 al 1999. Tutte queste belle cose sono disponibili a questo link: www.merchlackey.com/threemilepilot

La musica dei Three Mile Pilot non è assolutamente di facile assimilazione. Negli anni '90 era sicuramente spiazzante, ancora oggi è moderna e comunque la si pensi The Chief Assassin to the Sinister (1994) rimane uno dei capolavori di quel decennio. Con il passare del tempo la formula sonora del trio di San Diego si è "addolcita" ed è divenuta molto più accessibile. I due brani del nuovo singolo non fanno eccezione e assomigliano molto alle atmosfere di Another Desert, Another Sea (1997).

www.myspace.com/threemilepilot
http://www.threemilepilot.com/

E ora se ne avete la forza godetevi il concerto al The Casbah per il ventesimo anniversario della band.














































domenica 8 novembre 2009

Prime notizie su due album in uscita nel 2010.

Il nuovo album dei Demians uscirà ad aprile, annunciato dallo stesso Nicolas Chapel ieri sera al concerto di Bologna, durante il set come supporto ai Porcupine Tree.




Il nuovo dei Canvas Solaris, Irradiance, uscirà a gennaio.

giovedì 5 novembre 2009

BIFFY CLYRO - Only Revolutions (2009)



Nella moltitudine di uscite di quest'anno è difficile dire se ci siano più delusioni che conferme, ma Only Revolutions ricade sicuramente nella prima categoria. L'EP That Golden Rule mi aveva fatto ben sperare, dato che conteneva dei discreti inediti, però il successivo singolo The Captain aveva raffreddato le mie aspettative: una canzone davvero inutile e brutta, concepita a mo' di cantilena piratesca che finisce per essere più farsa che epica.

La cosa triste è che The Captain apre Only Revolutions e, se i Biffy Clyro non hanno trovato niente di meglio come traino inaugurale al loro nuovo CD, si possono trarre conclusioni scontate anche se non si ascolta l'album. Per la cronaca io l'album l'ho ascoltato, nonostante sapessi già che mi avrebbe deluso, cosa che puntualmente è avvenuta. Non so come spiegarlo, ma dopo anni e anni passati ad ascoltare musica, queste "sensazioni preventive" possono capitare.

La puzza di bruciato si intuiva anche dal fatto che il gruppo ha deciso di inserire in scaletta Mountains, singolo uscito ormai più di un anno fa (agosto 2008 per essere precisi), che potevano benissimo trattare come un episodio isolato. Insomma, perché questa riproposizione? Poco materiale a disposizione a causa di un'ispirazione sempre più latitante?

E meno male che questo lavoro doveva contenere i riff più duri della band, oltre che essere annunciato come un ritorno ai fasti di The Vertigo of Bliss e Infinity Land. A me sembra invece ancora più mainstream di Puzzle che, nella sua semplicità, era molto meglio di questa raccolta di pseudo punk-pop-songs. L'unico brano abbastanza pesante è stato proprio il singolo apripista That Golden Rule (utilizzato come specchietto per le allodole?), anche se, alla luce dei fatti, il vero primo singolo andava considerato l'hard pop ruffiano di Mountains.

Praticamente quell'inventiva che animava i due album citati in precedenza è completamente scomparsa e qui si trovano canzoni al massimo modeste, come Bubbles e Whorses. I ritornelli sono tutti uguali, l'uso dell'orchestra è ridondante e pomposo e le nuove ballad God & Satan, Know Your Quarry e Many of Horror sono veramente leziose. E Born on a Horse che roba è? Sembra un incrocio tra uno scarto dei Marmaduke Duke e dance avariata (che già è avariata di suo).

Nel tour di promozione di Puzzle, nella primavera del 2007, i Biffy Clyro passarono anche dall'Italia, aprendo i concerti dei Bloc Party. Andai a vederli all'Estargon di Bologna e penso di essere stato uno dei pochi presenti quella sera ad essere lì per il gruppo di supporto anziché per l'attrazione principale. Parlando con alcuni presenti che si apprestavano ad entrare, quando spiegavo loro che ero lì per i Biffy Clyro, gli sguardi che ricevevo avevano un'espressione tra lo stupito e tra l'interrogativo tipo: "...e chi cacchio sono?". Mi resi conto infatti dopo che a conoscere le canzoni dei Biffy saremo stati tre o quattro (me compreso). Ho riportato questo aneddoto perchè credo non siano in molti in Italia a conoscere il trio scozzese. Quindi se non li avete mai ascoltati e siete curiosi vi do un consiglio: in questo momento Only Revolutions è in streaming nella pagina MySpace della band. Bene, non perdeteci tempo e ascoltatevi invece The Vertigo of Bliss.

mercoledì 4 novembre 2009

Anneke è sempre la migliore!



P.S. Addicted del Devin Townsend Project uscirà il 17 novembre