giovedì 29 novembre 2012

Lo-Fi Resistance - Chalk Lines (2012)


Lo-Fi Resistance è il nome dietro al quale si cela il musicista e compositore Randy McStine. Ho avuto modo di conoscere e ascoltare un paio di anni fa il progetto di McStine - all'epoca dell'esordio A Deep Breath (2010) - grazie alla mailing list di Kevin Gilbert, dove si citava il songwriting di questo album come molto affine a quello del compianto autore di The Shaming of the True. Inoltre A Deep Breath vedeva la partecipazione di Nick D'Virgilio come ospite alla batteria e responsabile del mixaggio. Il risultato, mi pare di ricordare, era molto buono.

Esce il 3 dicembre la seconda prova di McStine dal titolo Chalk Lines e questa volta gli ospiti sono aumentati e sempre di rilievo: abbiamo la sezione ritmica dei Porcupine Tree Gavin Harrison (batteria) e Colin Edwin (basso), un altro porcospino onorario come John Wesley, Doug Pinnick (King's X) e David Kerzner (Kevin Gilbert) che ha co-prodotto l'album.

Anche ascoltando le preview di Chalk Lines sembra che McStine abbia sicuramente fatto passi avanti e l'album è destinato a diventare una delle ultime perle che ci ha regalato questo 2012.


Tracklist:
1. Isolation Tank (5.56) 
2. Chalk Lines (6.50) 
3. Fall (6.45) 
4. The Silent War (4.21) 
5. I Move On (2.18) 
6. Fading Pictures (6.33) 
7. No Readmission (3.54) 
8. Face Another Day (14:29) 






E per chi non conosce il primo album:



http://lofiresistance.com/

martedì 20 novembre 2012

This Town Needs Guns - "13.0.0.0.0" in uscita il 22 gennaio



Il nuovo album dei math rockers This Town Needs Guns intitolato 13.0.0.0.0, uscirà il 22 gennaio via Sargent House. Il seguito di Animals segna l'esordio del nuovo cantante Henry Tremain in sostituzione di Stuart Smith. Per ora il gruppo ha reso disponibili in anteprima le due canzoni Cat Fantastic e Left Aligned che potete ascoltare di seguito.

This Town Needs Guns - Cat Fantastic by Sargent House

This Town Needs Guns - Left Aligned by Sargent House

Questo il comunicato ufficiale:

Oxford, England's This Town Needs Guns has always been known for walking a tightrope line between pop melody and technical precision. But, their sophomore album, 13.0.0.0.0 finds the band blurring the lines so masterfully that their intricate, spindling guitar lines and soaring pop hooks reach unforeseen apexes. And, so it's fitting that the band titled their new album after esoteric means of counting: 13.0.0.0.0 referring to the Mayan calendar's Long Count indicating the beginning (August 11, 3114 BCE) and ending (December 21, 2012) of the current creation.
13.0.0.0.0 is their first album featuring their new vocalist Henry Tremain following the amicable departure of former lead singer Stuart Smith in 2011. This lineup shows considerable growth and cohesion with Tim Collis' signature bluegrass style finger-picking electric guitar lines weaving around brother and drummer Chris Collis' stop 'n' go syncopated rhythms as Tremain's rich vocals glide across the proceedings. But it's the band's earnest songwriting that really shines herein.

This Town Needs Guns have stayed true to their sound rather than chasing pop payoff like many of their contemporaries. The result is a leaner, stronger version of themselves similar to the way kindred spirits Pinback and Grizzly Bear have honed unique identities over many years. Album opener "Cat Fantastic" kicks things off at a spritely pace with an incredibly nimble clawhammer plucking guitar melody that sounds like a hybrid of Flatt & Scruggs crossed with Robert Fripp. But, it's the warmth to Tremain's voice and the song's hooky chord progression that makes it easy to forget the depth of musicianship on display throughout. Elsewhere, ethereal vocal melodies weave together with rapid-fire guitar and bass interplay on "Havoc In The Forum" and a sliced-up sounding drum pattern on "I'll Take The Minute Snake." Tremain's vocal acrobatics in "Left Aligned" reach stunning highs while slithering bass chords, fugue-like guitar notes and rollicking drums form a sturdy base. "13.0.0.0.1" perfectly closes the album with a chiming lullaby of interwoven piano and lightly plucked guitar notes.
"13.0.0.0.0" will be released worldwide on LP, CD and download via Sargent House on January 22, 2013.

Tracklist:

1. Cat Fantastic
2. Havoc in the Forum
3. Left Aligned
4. In The Branches of Yggdrasil
5. I'll Take the Minute Snake
6. 2 Birds, 1 Stone And An Empty Stomach
7. Nice Riff, Clichard
8. Triptych
9. Pygmy Polygamy
10. A Different Kind of Tall (small)
11. +3 Awesomeness Repels Water
12. 13.0.0.0.1

http://www.thistownneedsguns.com/

Happy Birthday Kevin Gilbert

Se fosse vivo oggi Kevin Gilbert compirebbe 46 anni. Chi segue il blog conosce la mia stima per questo grande artista che ci ha lasciato troppo presto. Quindi, dato che non si parla mai abbastanza di Kevin Gilbert, prendo come scusa il suo compleanno per condividere un filmato che ho trovato da poco. E' il concerto completo che i Giraffe fecero nel 1994 al ProgFest suonando quasi per intero The Lamb Lies Down on Broadway. Gli appassionati naturalmente conosceranno bene questa performance, ma fino ad ora non era mai stata caricata interamente su YouTube. Credo che questa sia una buona occasione per riguardarsela.



Tracklist:

The Lamb Lies Down on Broadway
Fly on a Windshield
Broadway Melody of 1974
In The Cage
The Grand Parade of Lifeless Packaging
Back in N.Y.C.
The Carpet Crawlers
Lilywhite Lilith
The Lamia
The Colony of Slippermen
Raven (Instrumental)In The Rapids
It / Watcher of the Skies
The Musical Box

Band lineup:
Kevin Gilbert - vocals
Dan Hancock - guitar
David Kerzner - keyboards
Stan Cotey - bass
Nick D'Virgilio - drums

www.kevingilbert.com

lunedì 19 novembre 2012

Biffy Clyro - il nuovo singolo "Black Chandelier"


Dopo il singolo Stingin' Belle, i Biffy Clyro licenziano oggi il secondo brano tratto dal nuovo album Opposites in uscita il 28 gennaio. Il brano Black Chandelier sarà incluso nell'EP omonimo che precederà Opposites e sarà pubblicato il 13 gennaio. Riguardo al brano sembra che per ora non ci siano grosse sorprese riguardo allo stile, in quanto il trio scozzese sta proseguendo la linea di commercializzazione intrapresa da Puzzle e ampiamente abbracciata dal precedente Only Revolutions (2009), album che ha fruttato ai Biffy Clyro il disco di platino.



Tracklist:

1 Black Chandelier
2 The Rain
3 Thundermonster
4 Many of Horror (Live)

http://www.biffyclyro.com/home.htm

mercoledì 14 novembre 2012

TWELVE FOOT NINJA - Silent Machine (2012)


Dopo i due EP New Dawn (2008) e Smoke Bomb (2010) che potevano far intravedere buone possibilità per un debutto vero e proprio, gli australiani Twelve Foot Ninja con l'esordio Silent Machine non solo non deludono le aspettative, ma vanno ben oltre le direttive impostate precedentemente. I Twelve Foot Ninja hanno tutte le carte in regola per diventare una delle nuove band di punta nella new wave alt-metal australiana insieme a Karnivool, Dead Letter Circus e i defunti (credo) Cog. Avevo già scritto qualche riga a proposito di questo debutto, ma il suo impatto è stato così inaspettatamente positivo che credo sia necessario un approfondimento.

L'album Silent Machine è stato pubblicato il 2 novembre accompagnato da una campagna di pre-ordini quanto meno singolare. Le 12 canzoni che compongono il lavoro sono state rese disponibili in download con cadenza settimanale prima dell’uscita dell’album e ad ognuna di esse è stata abbinata una parte di un fumetto che narra la storia del "ninja di dodici piedi" (inteso come altezza tanto per precisare), una sorta di concept album quindi.

La band non ha mancato di fare proseliti tra gli addetti ai lavori tanto che il chitarrista dei Periphery Jake Bowen li ha esplicitamente consigliati ai tipi di Metalsucks. Anche se, ascoltando la band, non è tanto lo stile djent che viene fuori. In pratica il quintetto si colloca artisticamente vicino alle band sopra citate e, al posto di parametri prog metal, si diverte (è proprio il caso di dire) a mischiare riff nu metal poderosi e devastanti con improvvise deviazioni verso funk, dub, salsa, ritmiche latino americane, reggae e via dicendo. A molti, ascoltando i Twelve Foot Ninja, potranno venire alla mente paragoni più o meno palesi - uno su tutti con i Faith No More e Mr. Bungle, grazie anche alla voce del cantante Kin, molto simile a Mike Patton.

Niente di nuovo sotto il sole quindi, ma suonato e realizzato con una sensibilità non comune verso melodie, armonie vocali e ritmiche altamente contagiose. È sorprendente la disinvoltura e la perizia con le quali i cinque accostano dei generi così lontani, un terreno dove altri avrebbero rischiato di sfiorare il ridicolo. La forza dei Twelve Foot Ninja risiede nella sicurezza delle loro capacità, altamente qualificate, che trovano nel senso dell’umorismo (si vedano i video ufficiali e altri tipo questo) un’ulteriore conferma che giustifica tale versatilità stilistica.

Coming for You, che si apre subito con decibel di metal, si spacca in digressioni pseudo salsa e disco, così come Mother Sky si prodiga nell'accentuare i contrasti virando verso riverberi dub. Il tutto è ripreso con maggiore forza nell'imponente Vanguard che ha dalla sua un potentissimo ritornello sincopato alla Pain of Salvation. Kingdom è una delle migliori tracce che frulla nel calderone influssi mediorientali, elettronica e un chorus da metal barocco da far invidia ai Faith No More. La title-track e Liberation hanno un tale respiro solenne che nasconde già una grande maturità artistica, mentre Rogue e Myth of Progress portano in dote i riff hardcore più rocciosi del lotto. Ain't That A Bitch esplora il lato più soft e orecchiabile, risultando vincente anche in questo campo.
Silent Machine è facilmente catalogabile come uno dei migliori debutti dell'anno e la band è sicuramente da tenere d'occhio in futuro.





http://twelvefootninja.com/

lunedì 12 novembre 2012

The Flaming Lips alla corte del Re Cremisi


Qualche anno fa i Flaming Lips rivisitarono alla loro maniera del tutto personale The Dark Side of the Moon. Non contenti di aver dissacrato uno dei capolavori riconosciuti del progressive rock, oggi ci riprovano con quello che viene considerato il primo album che diede l'avvio al genere e cioè In the Court of the Crimson King dei King Crimson naturalmente.

I Flaming Lips sono stati coadiuvati in questa operazione da New Fumes, Stardeath e White Dwarfs, permettendosi il lusso di cambiare anche il titolo dell'opera e chiamarla Playing Hide and Seek with the Ghosts of Dawn (frase estrapolata da un verso di Moonchild) Se siete curiosi il tutto è da qualche giorno in streaming continuo a questo indirizzo, senza rispettare la scaletta originale dell'album, mentre Moonchild la potete ascoltare qui sotto:



Playing Hide and Seek with the Ghosts of Dawn Tracklist:
01. Linear Downfall – “21st Century Schizoid Man”
02. New Fumes – “I Talk to the Wind”
03. Linear Downfall, Spaceface, Stardeathand White Dwarfs, and New Fumes with The Flaming Lips – “Epitaph”
04. Spaceface – “Moonchild”
05. Stardeath and White Dwarfs – ”In the Court of the Crimson King”

domenica 11 novembre 2012

Motorpsycho - Blissard Deluxe Edition (2012, 4 CD)


Dopo averci deliziato con la deluxe edition del capolavoro Timothy's Monster, la Stickman Records pubblicherà il 23 novembre un quadruplo box set dedicato a Blissard, album del 1996. I Motorpsycho fecero seguire il più contenuto Blissard allo straripante e monumentale doppio Timothy's Monster che sancì una svolta seminale nella carriera della band. Blissard, come nella tradizione del trio norvegese, fu una di quelle opere che cercò di cambiare prospettiva stilistica, dedicandosi a canzoni con una minor percentuale di progressive e indirizzata più verso suoni duri e abrasivi derivati dall'alternative rock, il grunge e anche un pizzico di pop rock. Anche se comunque il retaggio progressive e noise della band era ancora ben presente in brani come S.T.G. e Greener.

Questa edizione contiene numerosi inediti, versioni alternative di brani editi, ma anche tutte le b-sides dei vari EP usciti in concomitanza con l'album (Manmower, The Nerve Tatoo) e che sono comunque diventate parte integrante della storia della band.

Motorpsycho originally released their masterpiece album "Blissard" in 1996 to worldwide acclaim. Now, almost 2 decades later, they've emptied the vaults and have compiled the ultimate box-set consisting of the original tracks, different recording sessions, rejected mixes, songs lost along the way and, at times, absolute musical mayhem. A must-have for hardcore Motorpsycho fans and an interesting insight for all music lovers into the workings of one of the world's most prolific indie bands.










Tracklist
Disc 1: Blissard vol. 1 The Original Album

Sinful, Wind-borne
"Drug Thing"
Greener
's Numbness
The Nerve Tattoo
True Middle
S.T.G.
Manmower
Fool's Gold
Nathan Daniel's Tune From Hawaii

Disc 2: Blissard vol.2 - When The World Sleeps (The KiT-sessions, 1994)

Stalemate
Flick of the Wrist
When the World Sleeps
Black W'abbit
The Ballad of Patrick & Putrick
7th Dream
Mad Sun

Disc 3: Blissard vol.3 - The Pidah Mixes

Sinful, Wind-borne
"Drug Thing"
Greener
The Matter With Her
's Numbness
The Nerve Tattoo
Manmower
Like Always
True Middle
S.T.G.
Stalemate

Disc 4: Blissard vol.4 - The Ones That Got Away B-sides, rehearsal tapes, the Atlantis psychosis files...

The Nerve Tattoo
Of Beacons & Beams
The Wheel
Pale Day
Mad Sun (short version)
A Saw Sage Full of Secretion
Heaven and Hell
Sterling Says
Never Judge
Baby Scooter
In the Midst of All That
Silver Tongue
Dave Gave Up
That Dying Breed
"Drug Thing"
A Shortcut to the Stars
Aa Luna
Atlantis Swing
Familjen tar plats i studion/Fyra kvällar session
Jazz på trøndska

http://www.stickman-records.de/

venerdì 9 novembre 2012

Everything Everything - i due nuovi singoli "Cough Cough" e "Kemosabe"


Gli Everything Everything hanno presentato in anteprima il secondo singolo Kemosabe (in uscita il 9 gennaio) tratto dal nuovo album ARC (in uscita il 14 gennaio). Kemosabe arriva a più di un mese di distanza da Cough Cough e saranno le due canzoni di apertura di ARC.
Sinceramente mi ha stupito l'annuncio a settembre di un'uscita così lontana, all'anno nuovo, quando l'album era praticamente pronto a fine estate. Avrei scommesso su una pubblicazione tra novembre e dicembre, ma d'altra parte saranno scelte probabilmente legate alla casa discografica e al marketing.
Comunque i due pezzi usciti sinora, non hanno deluso le mie aspettative e credo che ARC farà altrettanto, essendo uno degli album più attesi del 2013. Il quartetto di Manchester sembra avere optato per delle composizioni un po' più dirette, sempre con un marcato uso di elettronica, con una scrittura che punta su forme più ortodosse, anche se non mancano richiami al prog rock grazie a deviazioni melodiche non convezionali, ritmiche e armonie vocali ricercate. Insomma il pop rock che ci piace deve essere così: sofisticato, intelligente e imprevedibile.








L'album avrà due edizioni la Regular e la Deluxe, ecco le tracklist:

Regular Edition

1 Cough Cough
2 Kemosabe
3 Torso Of The Week
4 Duet
5 Choice Mountain
6 Feet for Hands
7 Undrowned
8 _Arc_
9 Armourland
10 The House Is Dust
11 Radiant
12 The Peaks
13 Don't Try


Deluxe Edition
1 Cough Cough
2 Kemosabe
3 Torso Of The Week
4 Duet
5 Choice Mountain
6 Feet For Hands
7 Undrowned
8 _Arc_
9 Armourland
10 The House Is Dust
11 Radiant
12 The Peaks
13 Don't Try
14 Awe/Arc
15 No Plan
16 Justice
17 Duet (Alternative Version)
18 Don't Try (Everything Everything Remix)
19 Distrikt!

http://www.everything-everything.co.uk

lunedì 5 novembre 2012

THE TEA CLUB - Quickly Quickly Quickly (2012)


Quickly Quickly Quickly segna la terza prova in studio dei The Tea Club, band del New Jersey guidata dai fratelli Dan e Patrick McGowan. Questo è il primo lavoro con il nuovo batterista Joe Rizzolo e il bassista Charles Batdorf che qui ha preso le veci di Becky Osenenko, passata alle tastiere. Purtroppo la band ha sofferto sempre una certa instabilità di line-up e già da questa estate Batdorf e Osenenko non fanno più parte della squadra.

Comunque torniamo a Quickly Quickly Quickly. Per capire appieno l'estetica musicale dei The Tea Club credo sia utile anche andarsi a rileggere quanto avevo scritto su Rabbit e General Winter's Secret Museum, poiché questa terza opera prosegue quelle linee guida, addentrandosi ancora di più se vogliamo nelle complesse possibilità di quella musica. Se infatti i lavori precedenti potevano godere, se non totalmente, almeno in parte, di una immediatezza più rassicurante, in questo caso nulla è lasciato alla facilità di ascolto. Non si pensi a qualcosa di astruso e impenetrabile, tutt'altro, ma le copiose costruzioni dei Tea Club nascondono strutture in moto continuo e stratificazioni che richiedono diversi ascolti per essere assimilate.

Quante volte vi siete chiesti come potrebbe essere il progressive rock moderno? Per alcuni deve ricalcare i soliti stilemi degli anni '70 altrimenti non lo è. Ebbene, quello dei Tea Club non è quello che si può catalogare come progressive sinfonico o neo-prog, non trovate traccia di Genesis o Yes, eppure questi quattro brani multiformi trasudano progressive ad ogni nota. Non vi è nulla di barocco o pretenzioso, ma piuttosto una rivisitazione del rock alternativo e sperimentale, tenendo lontano facili paragoni con i nomi più gettonati degli ultimi tempi come Porcupine Tree o Mars Volta. I Tea Club sono riusciti, cioè, nella non facile impresa di crearsi un'identità ben definita nell'affollato mondo del prog rock moderno che troppi epigoni ci ha già regalato.

Ciò è dato da delle composizioni che dimenticano le basilari regole formali: non ci sono ritornelli o strofe, né sono presenti movimenti o parti in queste lunghe tracce ma solo un frastagliato percorso in costante mutamento. L'apertura è a suo modo coraggiosa, affidata ai cangianti 18 minuti di Firebears che ci avvolge immediatamente come un vortice, soprattutto grazie all'inventivo drumming di Rizzolo, con gli strumenti in continuo spasmo frenetico. A metà strada si placa in una serenata psichedelica guidata dal piano che, dopo la sua esposizione, riparte come un motore in una terza parte che riprende l'incedere iniziale.

I tre brani succesivi tengono fede alla descrizione che la band ha posto come suggello nel proprio sito web in una acuta sintesi: "Pastoral Progressive Rock". The Eternal German Infant prende elementi dalla sensibilità pop rock dei fratelli McGowan e la passa in un frullatore schizofrenico di accordi in perenne cambiamento e linee melodiche mutuate da Jeff Buckley. Nonostante ciò The Eternal German Infant non è un brano di facile assimilazione, molto cervellotico. Così come la successiva Mister Freeze, acustica e misteriosa, una litania con basso prominente e chitarra, sulla quale si affacciano minacciosi riverberi psichedelici. I Shall Consume Everything è un misto delle atmosfere espresse sinora: un clima sognante dato da arpeggi spaziali e calde armonie vocali. Il clima si instaura lentamente fino ad un crescendo dal sapore ambivalente tra il solenne e il disturbante. La crescita artistica dei Tea Club va di pari passo alla complessità con la quale mettono in note le loro storie dark e surreali, un percorso che sembra simile a quello degli Oceansize: rischioso, impopolare, destinato ad un elitario gruppo di ascoltatori, ma tanto appagante una volta che si è giunti in fondo alla sostanza.


LINE-UP:
Dan McGowan – lead vocals (2,3,4), backing vocals, acoustic and electric guitar
Patrick McGowan – electric guitar, lead vocals (1), backing vocals, bass (2)
Becky Osenenko – keyboards
Charles Batdorf – bass (1,3,4), guitar (2)
Joe Rizzolo – drums
Additional instruments by R McGeddon

http://theteaclub.net/

domenica 4 novembre 2012

Arcane Roots - "Resolve" free download



Mentre sono in studio per registrare il loro album di debutto, gli Arcane Roots hanno rilasciato il singolo Resolve (che potete ascoltare di seguito), scaricabile gratuitamente tramite il loro sito web ufficiale www.arcaneroots.co.uk/resolve
Per adesso il gruppo inglese ha all'attivo solo l'EP Left Fire, uscito nel 2011 solo in forma digitale e ristampato quest'anno con l'aggiunta di qualche bonus track.