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lunedì 28 febbraio 2022

SOM - The Shape of Everything (2022)

Avevamo lasciato i SOM poco meno di un anno fa con l'EP Awake, il quale con i suoi remix puntava a mostrare la malleabilità a cui può essere sottoposto il loro stile che fonde post rock, shoegaze e doom metal. Che sia una musica suggestiva da un punto di vista onirico/psichedelico, quanto abrasiva da quello metallico/elettrico lo rimarca il nuovo The Shape of Everything, secondo album del supergruppo (formato da membri di Junius, Caspian, Constants), in cui i confini stilistici appena menzionati si sgretolano del tutto.

Messo in apertura, Moment è la quintessenza del loro sound, nel senso che da lì in avanti tutto l'album si muoverà sulla falsariga delle coordinate impostate da questo pezzo. Il che non equivale a dire che il tutto è un susseguirsi di brani uno uguale all'altro, ma è il comparto sonoro ad imporsi come caratteristico, quasi rappresentato metaforicamente in modo visuale dalla cover. The Shape of Everything è un imponente impasto di umori elettrici, nebulosi ai margini della spirale, come la flebile voce principale, mentre nel nucleo creano sfumature che si affastellano l'una sull'altra, ma potenti e vividi nella loro unione e totalità.

A volte delle cadenze da doom accentuano la sensazione di solennità (Center), altre nascondo sotto la superficie un'anima dream pop (Shape), ma è indubbio che il continuo e massiccio muro elettrico affiancato ad una voce lontana e malinconica, quasi una variazione del sussurro, formano insieme un impasto sonoro che si perpetua in una riconoscibile formula presente su tutto l'album. Gli ingredienti essenziali sono la potenza del post rock e la dolcezza del dreamgaze che creano questo scontro tra contrasti che permettono a The Shape of Everything di piazzarsi in un territorio stilisticamente trasversale e quindi apprezzabile anche da chi non è avvezzo a questi generi.  

martedì 2 marzo 2021

SOM - Awake (2021)

Senza starci troppo a girare intorno potremmo classificare i SOM come un supergruppo, in quanto i suoi componenti provengono da band veterane e molto rispettate in ambito post rock, shoegaze e progressive rock. Naturalmente anche i SOM ricadono in tale ambito musicale e, con il debutto The Fall risalente al 2018, si sono presentati con un potente e suggestivo metal etereo, che loro stessi hanno ribattezzato "heavy dream pop". I signori di cui stiamo parlando sono Justin Forrest dei Caspian, Duncan Rich dei Constants, Will Benoit che ha militato anch'egli nei Constants e fa parte inoltre dei Junius insieme ad altri due membri dei SOM, ovvero Joel Reynolds e Mike Repasch-Nieves. 

The Fall metteva la distorsione in primo piano e la sparava con uno slancio al rallentatore negli spazi siderali, mentre la flebile voce di Benoit era sommersa da onde di muri elettrici di chitarre, il fuzz del basso e ritmiche pesanti come macigni. L'aggiunta dei synth, utilizzati discretamente come da tappeto futuristico, ne aumentava il livello industriale, anche se tutto l'arsenale sonoro che punta alla saturazione, grazie ad accorte scelte melodiche che fanno da controparte, sembrava quasi dissiparne la pesantezza in favore di atmosfere impalpabili e psichedeliche.

Nel 2020 il gruppo aveva deciso di iniziare i lavori per il secondo album, ma l'improvvisa pandemia e il conseguente lockdown non lo hanno permesso. I SOM si sono quindi dovuti fermare senza però rinunciare mantenersi attivi. Cambiando modalità, si sono organizzati in altro modo per realizzare nuovo materiale in modalità remota. Il risultato è l'EP Awake in uscita il 5 marzo, che contiene i due inediti Awake // Sedate e Youth // Decay accompagnati da quattro remix. Sostanzialmente i due brani non fanno che rafforzare il carattere nebuloso e oscuro del post metal prodotto dai SOM ed è già possibile ascoltarli tramite i due video ufficiali.