venerdì 15 giugno 2018

Tricot live @ Audiotree


Le tricot, attualmente in tour negli Stati Uniti con i Chon, TTNG e Polyphia, sono appena passate dagli studi Audiotree per una sessione live che potete gustare di seguito.

domenica 10 giugno 2018

Phi Yaan-Zek - Reality Is My Play Thing (2018)


Da oltre venti anni anni il chitarrista inglese Phi Yaan-Zek produce album come solista e collabora con una vastità di colleghi tra cui Mike Keneally, Ron "Bumblefoot" Thal, Marco Minnemann, Bryan Beller, Andy Edwards, Steve Lawson e Lalle Larsson. Con alcuni di questi nomi (soprattutto Minnemann) ha realizzato in passato sette CD e quest'ultimo doppio Reality Is My Play Thing si può dire rappresenti il culmine del percorso di Phi Yaan-Zek, presentando oltretutto una line-up da sogno con Minnemann alla batteria, Mike Keneally e Lalle Larsson (Karmakanic, Anderson/Stolt) alle tastiere e Bryan Beller al basso.

Naturalmente su Reality Is My Play Thing ritroviamo l'eccentrica verve di Frank Zappa, del british pop e post punk non convenzionale di XTC e Cardiacs, nonché i trademark della prog fusion di Keneally, Steve Vai e altre delizie psichedeliche nascoste o spalmate con cura nel lungo arco delle 36 tracce delle quali è composto. Il fatto che sia un album così corposo è stato dettato anche dalla sua gestazione che si è protratta per undici anni ed infine registrato tra l'Inghilterra e la California. Reality Is My Play Thing è in uscita il 21 giugno ma la prima metà, che si concentra su canzoni pop jazz, può essere già fruita attraverso Bandcamp, mentre la seconda parte è per lo più strumentale, anche se in tutto il disco non mancano intricate parti soliste e di gruppo che talvolta ricordano i folli collage di matrice kenealliana.





http://www.pyzmusic.com/

martedì 5 giugno 2018

Altprogcore June discoveries


Dore Mear Beon è lo pseudonimo musicale sotto il quale si cela Andrew Sagriff che con il secondo album A Commending Paean for the Forgotten Henrietta Swan Leavitt firma una prova matura di math rock progressivo e post rock ad impianto chitarristico. Molto efficace.



Gli irlandesi Umbra sono invece dediti ad un jazz rock progressivo sotto la guida del chitarrista Chris Guilfoyle. Il quintetto si avvale anche di sax soprano e tenore che in qualche passaggio più sperimentale può far venire alla mente i Roller Trio.



La storica band giapponese di zeuhl fusion Koenjihyakkei sta per pubblicare Dhorimviskha Digest, primo album in studio dopo tredici anni di silenzio attraverso la Skin Graft Records che nel frattempo ha pensato bene di rendere disponibile l'ultima fatica Angherr Shisspa (2005) su Bandcamp.



Il gruppo math rock (anche se è una definizione approssimativa) haisuinonasa è attivo ormai dal 2004, ma come capita per delle proposte così lontane dalle nostre latitudini è una scoperta piuttosto recente. Fin dal primo EP la band ha dimostrato una costante crescita e particolarità nello sviluppare uno stile che oltrepassa i generi.



Infine dal Messico la gradevole proposta dei DJ Perro, musica strumentale molto solare che si snoda tra fusion e math rock.

mercoledì 30 maggio 2018

Blanko Basnet - Ocean Meets the Animal (2018)


Qualche volta succede che trovi ciò che stai cercando nella musica (originalità, complicazione, melodia) in un disco indie rock, ma di quelli fatti bene e che fanno bene. Così scopri per caso una band come i Blanko Basnet pensando erroneamente che corrisponda all'ennesimo gruppo pop rock come tanti e invece dietro c'è un chitarrista virtuoso dal nome Joe Hall che, insieme al batterista Jeff Stickley, milita contemporaneamente nel trio Hammer No More the Fingers e dove i Blanko Basnet dovevano essere il suo sfogo solista con il quale ha esordito nel 2013 con un omonimo album. Ocean Meets the Animal è il secondo lavoro che esce a distanza di cinque anni e, oltre a ciò, si distanzia dai suoi predecessori per una scrittura più asciutta ma arrangiata in modo quasi progressivo e che per la prima volta ha coinvolto anche gli altri membri Matt McElroy (basso) e Matt Skinner Peterson (chitarra, tastiere) e non il solo Hall.

La musica dei Blanko Basnet consiste in riff elettroacustici e arpeggi sincopati che riportano a timbri psichedelici e puliti allo stesso tempo, rendendo riconoscibile lo stile personale di Hall del quale fa bello sfoggio in Every Dollar e Mother senza mai scadere nel lezioso. In altri momenti i ritmi dei brani sono proprio dettati dalla costruzione di pattern pizzicati, creando così un corto circuito con la folktronica (Minnow, Light, Get Away), o meno convenzionali e quasi post rock (la title-track, Eyes). Le vocalità a toni alti e l'uso di polifonie, alle quali ha contribuito come ospite Amalia Meath dei Sylvan Esso, ricordano i primissimi White Denim (senza l'influsso southern), ma il risultato è così etereo che si sposa perfettamente con i sognanti e avvolgenti suoni della chitarra come nelle stellari Berry e Yossarin. Probabilmente non troverete nulla di nuovo in Ocean Meets the Animal se non un album che si eleva con intelligenza nell'attuale panorama indie rock.




www.blankobasnet.com

domenica 20 maggio 2018

Nuove uscite e anticipazioni


In questo fine settimana ci sono state alcune novità che sommerò in quest'unico post:

Mike Vennart ha da molto tempo annunciato il secondo album al quale, ancora una volta, prenderanno parte gli ex Oceansize Richard Ingram e Steve Durose. Ancora non c'è una data definitiva, ma nel frattempo è possibile ascoltare il nuovo singolo Donkey Kong.


 Tra i singoli che annunciano nuove eccitanti usciteci sono quelli di Skyharbor (il più volte annunciato Sunshine Dust è previsto per il 7 settembre) e di The Mercury Tree che si ripresentano con il pezzo Superposition of Silhouettes composto interamente in accordatura microtonale.





Forse sapete che i The Dear Hunter e i Between the Buried and Me hanno intrapreso insieme un tour statunitense. Le due band sono molto amiche e hanno deciso di celebrare la cosa con uno speciale 7" in edizione limitata dove ognuno coverizza un pezzo dell'altro: The Tank per i Between the Buried and Me e Rapid Calm per i The Dear Hunter.


Sempre in tema di singoli il trio giapponese di math pop Tricot ha appena pubblicato due nuovi brani inediti dal titolo postage e On the boom.



I Dream the Electric Sleep hanno invece recuperato un intero album inedito risalente al 2008 (quando la band era appena in embrione ed era solo un duo) dal titolo The Giants Newground. Questa uscita anticipa anche il nuovo lavoro previsto per il 2019 e prodotto nientemeno che da Michael Beinhorn.

domenica 13 maggio 2018

Not a Good Sign - Icebound (2018)


In pochi anni il progetto Not a Good Sign, pensato e formato nel 2012 dal chitarrista Francesco Zago (Yugen) e dal tastierista Paolo «Ske» Botta, è arrivato al terzo album, questa volta con qualche novità. Infatti Zago all’indomani del secondo lavoro in studio From a Distance (2015) ha lasciato la direzione del gruppo nelle mani del solo Botta che in questa sede si carica sulle spalle il peso di firmare tutte le composizioni, ad eccezione di Truth di De Sarno/Trevisan. Icebound testimonia inoltre l’ultima presenza del cantante Alessio Calandriello (La Coscienza di Zeno) che si congeda lasciando le future parti vocali al nuovo chitarrista Gian Marco Trevisan, ma le più considerevoli novità riguardano la direzione dell’album. 

Quello che era nato come un sodalizio che potesse accostare le potenzialità melodiche, alleggerendo le complessità più astruse del prog in favore di costruzioni musicali più scorrevoli, qui assume contorni propriamente avventurosi e audaci, come la lunga cavalcata Hidden Smile, brano di punta che approfondisce in maniera spigolosa e ruvida le prospettive di 1000Autunni, il bell’album solista di Botta risalente al 2011. Se infatti prima nei Not a Good Sign era rispettato il giusto equilibrio tra parti vocali e strumentali in una filosofia compositiva prossima all’estetica “song oriented”, Icebound si immerge in spazi multiformi tipici del prog e lo fa con lucidità nel mantenere legami tanto con il presente quanto con il passato. 

Le due anime di Frozen Words e Down Below si riescono ad integrare con il moderno art rock e il prog jazz, rimarcato anche dai prestigiosi interventi del sax vandergraaffiano di David Jackson che si fanno spazio nelle trame tensive di Trapped In. Alla fine però il maggior pregio di Icebound (e della band soprattutto) risiede nel fatto che, pur utilizzando timbriche strumentali ormai consolidate all’interno del progressive rock, queste si discostano da qualsiasi sterile paragone e creano una miscela esplosiva e personale. Icebound è così da catalogare come un grande album di prog moderno.


domenica 6 maggio 2018

Altprogcore May discoveries, part 2


From Worry to Shame è l'esordio del duo Head with Wings formato da Joshua Corum e Brandon Cousino. Il concept album, in uscita l'1 giugno, è stato registrato e prodotto da Frank Sacramone e Jamie Van Dyck degli Earthside (che suonano anche come ospiti) e mixato da Forrester Savell (Karnivool).




Vi ricordate gli Anywhere? No? Beh è comprensibile visto che sono passati sei anni dal primo LP  prodotto dall'unione di Cedric Bixler Zavala, Mike Watt e Christian Eric Beaulieu. Questa volta a tenere le redini del progetto è il solo Beaulieu accanto al quale compaiono una serie impressionante di ospiti a partire dagli stessi Bixler Zavala e Watt e poi Krist Novoselic, Dale Crover, Naima Mora, Gregory Rogove, Isaiah Mitchell e molti altri. Anywhere II raccoglie comunque i nove brani editi in passato nei due EP Olompali (2013) e Light the Portals (2016).


Terzo album per la band belga ATMOSPHERES che con Reach producono un buon djent atmosferico di cui la ricetta è stemperare le parti più aggressive elettrico/elettroniche con voci e sonorità dreamgaze.



I MoeTar, dopo due album in studio eccellenti che mischiavano art rock e progressive, si sciolgono e ci dicono addio con questo EP che raccoglie le ultime quattro composizioni registrate dal gruppo. Un vero peccato.



EP di debutto per gli italiani Nowe, quintetto di Schio con voce femminile e un bell'amalgama strumentale di suoni elettrici impalpabili tra post rock e dream pop.



Il 22 giugno vedrà anche il ritorno dei Roller Trio, con il terzo album New Devices, che con un piccolo cambio di line-up, con l'inclusione del chitarrista sperimentale Chris Sharkey, probabilmente segnerà anche un cambio di direzione verso paesaggi fusion più all'avanguardia.