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martedì 2 marzo 2021

SOM - Awake (2021)

Senza starci troppo a girare intorno potremmo classificare i SOM come un supergruppo, in quanto i suoi componenti provengono da band veterane e molto rispettate in ambito post rock, shoegaze e progressive rock. Naturalmente anche i SOM ricadono in tale ambito musicale e, con il debutto The Fall risalente al 2018, si sono presentati con un potente e suggestivo metal etereo, che loro stessi hanno ribattezzato "heavy dream pop". I signori di cui stiamo parlando sono Justin Forrest dei Caspian, Duncan Rich dei Constants, Will Benoit che ha militato anch'egli nei Constants e fa parte inoltre dei Junius insieme ad altri due membri dei SOM, ovvero Joel Reynolds e Mike Repasch-Nieves. 

The Fall metteva la distorsione in primo piano e la sparava con uno slancio al rallentatore negli spazi siderali, mentre la flebile voce di Benoit era sommersa da onde di muri elettrici di chitarre, il fuzz del basso e ritmiche pesanti come macigni. L'aggiunta dei synth, utilizzati discretamente come da tappeto futuristico, ne aumentava il livello industriale, anche se tutto l'arsenale sonoro che punta alla saturazione, grazie ad accorte scelte melodiche che fanno da controparte, sembrava quasi dissiparne la pesantezza in favore di atmosfere impalpabili e psichedeliche.

Nel 2020 il gruppo aveva deciso di iniziare i lavori per il secondo album, ma l'improvvisa pandemia e il conseguente lockdown non lo hanno permesso. I SOM si sono quindi dovuti fermare senza però rinunciare mantenersi attivi. Cambiando modalità, si sono organizzati in altro modo per realizzare nuovo materiale in modalità remota. Il risultato è l'EP Awake in uscita il 5 marzo, che contiene i due inediti Awake // Sedate e Youth // Decay accompagnati da quattro remix. Sostanzialmente i due brani non fanno che rafforzare il carattere nebuloso e oscuro del post metal prodotto dai SOM ed è già possibile ascoltarli tramite i due video ufficiali.

 







giovedì 20 ottobre 2016

Caspian - Castles High, Marble Bright (2016)


Dopo il grandioso album dello scorso anno Dust and Disquiet, i Caspian pubblicano oggi un nuovo EP Castles High, Marble Bright il quale comprende solo due lunghe tracce in perfetto stile post rock, forse meno sperimentali del solito, ma comunque sempre emotive e cristalline nella propria aderenza al genere.



In più, con l'EP è anche stato realizzato questo cortometraggio.


sabato 5 marzo 2016

Caspian live @ Audiotree (session #2)


I Caspian hanno partecipato per una seconda sessione ai live Audiotree. A differenza di quella, notevole, già presentata un mese fa per la radio KEXP, la setlist dedicata alla presente esibizione porta con sé i migliori brani tratti dall'ultimo album Dust and Disquiet con la presenza dell'unico pezzo vocale, acustico, Run Dry, cantato per l'occasione da Tanner Merritt degli O'Brother. In più, da un po' di tempo c'è la possibilità di acquistare in formato audio su Bandcamp molte delle esibizioni dagli artisti che sono passati dalle sessioni Audiotree.


 

mercoledì 3 febbraio 2016

Agent Fresco e Caspian live on KEXP

Gli Agent Fresco e i Caspian, band che hanno pubblicato due tra gli album migliori dello 2015, si sono cimentate in una sessione live per la radio KEXP. Penso si possa rimanere ben impressionati da come riescano a mantenere l'energia e le complesse sonorità riprodotte negli album, oltre a rappresentare un saggio di come oggi la musica post rock o post prog viva di una creatività troppo spesso ignorata.

martedì 29 settembre 2015

CASPIAN - Dust and Disquiet (2015)


Ascoltando Dust and Disquiet, quarto album in studio del sestetto statunitense Caspian, si ha la piacevole sensazione che il post rock possa regalare ancora grandi emozioni, cosa che, almeno personalmente parlando, capita sempre più di rado. Passati appena due anni dalla dolorosa scomparsa del bassista Chris Friedrich, la band torna con un album che segue i successi di critica ottenuti con Waking Season (2012) e l'EP Hymn For The Greatest Generation (2013). Dust and Disquiet diventa quindi un passo storico per i Caspian: non solo il primo lavoro senza Friedrich, ma anche un'opera dove la sua assenza ha inevitabilmente influenzato la "narrazione" musicale, dando nuova linfa al loro sound strumentale.

Con il sussurro di Separation No.2, che si unisce idealmente alla meditabonda pacatezza di Rioseco, l'album si assicura di preparare il terreno al dispiegamento di forze Arcs of Command, ricolma di vortici elettrici degni dei God is an Astronaut, e soprattutto Echo and Abyss, uno dei pezzi post rock meglio concepiti degli ultimi tempi: un inizio strumentale hard psichedelico dove si innestano delle liriche scandite come in trance, perfettamente funzionali nell'accrescere l'atmosfera ossessiva che sale a dismisura nel finale. Non che non sia mai capitato, ma per la prima volta in modo incisivo i Caspian usano la voce e lo fanno con ancora più coscienza nell'acustica Run Dry una ballata che, posta al centro dell'album, spezza volutamente la tensione accumulata. Giusto il tempo di riprendersi e qualche raggio di sole sembra stagliarsi dagli arpeggi pianistici di Sad Heart of Mine, subito però il cielo si nasconde nei bordoni di Darkfield con un inizio tribale che farebbe invidia ai Battles se non si fossero totalmente rincoglioniti.

Nonostante i clamori che suscitò Waking Season, Dust and Disquiet è forse l'album migliore prodotto dai Caspian sinora, un lavoro che porta dentro di sé le ferite laceranti e la voglia di ripartire, ma capace anche di rilasciare un'energia positiva usata come fosse una specie di terapia lenitiva.




http://caspianmusic.net/