venerdì 25 marzo 2016

RARE FUTURES - This is Your Brain on Love (2016)


Deve essere davvero frustrante per un musicista avere un album pronto, o almeno quasi completato, e tenerlo in attesa per più di un anno. Non so proprio come abbia fatto Matt Fazzi ad aspettare così tanto tempo per deliziarci con This is Your Brain on Love. Un breve riassunto per chi non sapesse di cosa sto parlando: Matt Fazzi inizia a suonare più di dieci anni fa come chitarrista con i Facing New York ed in seguito con i Taking Back Sunday, per poi fondare la propria band dal nome Happy Body Slow Brain ed esordire nel 2010 con l'album Dreams of Water. Durante la preparazione del progettato secondo album di questi ultimi, iniziata nel 2011, si unirà ai A Great Big Pile of Leaves, impegnandosi anche in vari tour sempre in qualità di chitarrista con Atlas Genius, Into It. Over It., RX Bandits e The Dear Hunter.

Il tempo intanto passa e, all'inizio dell'anno scorso, il nuovo LP degli HBSB sembrava pronto per prendere la via del mondo, confermato da un annuncio ufficiale. Nonostante ciò, concluso il 2015 non c'era stata alcuna traccia degli Happy Body Slow Brain. Poi l'inaspettata sorpresa a inizio 2016 con il cambio di nome in Rare Futures, una line-up parzialmente rinnovata e l'album che ora finalmente potete ascoltare che contiene praticamente i brani che appartenevano già da molto tempo al repertorio live degli Happy Body Slow Brain e proseguono degnamente la linea tracciata da Dreams of Water.


This is Your Brain on Love rappresenta quindi, tecnicamente, la tanto attesa seconda prova degli Happy Body Slow Brain, ovvero un'altra collezione di groove rock d'eccellenza con Fazzi e compagni che giocano sulla linea sottile che si staglia tra l'accattivante melodia che ti si pianta nella testa e la trovata sperimentale, suggerendo riff e ritmiche contagiose mentre i tre procedono con perizie strumentali gustose ed eleganti. Fusion, soul e R&B fanno parte del DNA del gruppo in modo primario, caratteristiche trasmesse dal caldo piano elettrico di Worst Thing I've Ever Done, dal drum 'n' bass di Cool My Mind o le ricche armonie vocali tra Yes e Crosby, Stills & Nash di Reminding Me to Live. Matt Fazzi, che oltretutto possiede un timbro vocale perfetto per questo tipo di musica, lascia spesso che basso e batteria costituiscano l'impalcatura sulla quale cantare e aggiungere i suoi abbellimenti di tastiera o di chitarra.



Ad esempio il singolo The Pressure e Your Past si basano su dei pulsanti groove così densi ed efficacemente trascinanti che da soli basterebbero a sorregere la riuscita del brano. Poi, dall'altra parte, ci sono cose che ricordano l'elettrico funk prog dei Facing New York (Ride the Snake, Mercury [and Opposite Planets]) o esperimenti ibridi con ballate prog come You're An Island e Not Giving Up Yet dove il timbro orchestrale delle tastiere si fa più prominente, ma stabilmente calato in un contesto che si avvicina a stilemi da black music. Da questo punto di vista Hope (con ospite Gavin Castleton alla voce) sarebbe quasi un pezzo electro reggae rock alla maniera degli RX Bandits se non fosse per la coda fusion strumentale. Comunque la mettiate, Happy Body Slow Brain o Rare Futures, Fazzi ritrova qui l'energia sufficiente per una nuova partenza che lo slega dai canoni di qualsiasi altra alternative o indie rock band, plasmando un sound personale e del tutto riconoscibile e molto, molto coinvolgente.

4 commenti:

Angelo ha detto...

Che meraviglia.Dove li hai pescati? Alt prog core, grazie di esistere....

Lorenzo Barbagli ha detto...

Li conosco fin da quando erano Happy Body Slow Brain, è passato un po' di tempo quindi di preciso non ricordo, ma se non sbaglio fu per rinterzo grazie ad un'intervista dei Facing New York che citavano il nuovo progetto di Fazzi

Angelo ha detto...

Comunque grazie per le infinite chicche che ci proponi. Non so quanti gruppi meravigliosi ho scoperto grazie a te. Grazie davvero!

Lorenzo Barbagli ha detto...

My pleasure ;)

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