mercoledì 2 marzo 2016

La trilogia art pop di Jane Siberry


In una vecchia intervista di Kevin Gibert, alla classica domanda su quale artista prediligesse in quel periodo (parliamo della prima metà degli anni '90) o comunque che lo avesse particolarmente impressionato, la risposta fu Jane Siberry ed in particolare gli album No Borders Here e The Speckless Sky. Una cosa che ribadì poi anche in un'altra occasione e rimarcata da una sua magistrale interpretazione di Taxi Ride tratta da The Speckless Sky. Ammirando con devozione il corpus artistico di Gilbert, fu logico per me andare a ripescare quei lavori ai quali aggiungerei anche il seguito di The Specklesse Sky, The Walking.

Fino ad allora conoscevo la canadese Siberry come penso la maggior parte del pubblico europeo, ovvero quando ebbe un attimo di esigua notorietà nel 1991, partecipando alla colonna sonora del film di Wim Wenders Fino alla Fine del Mondo con il brano Calling All Angels in duetto con KD Lang. Pubblicati tra il 1983 e il 1988, i tre album in questione hanno il raro fascino di un oggetto moderno, ma estremamente vintage. L'equilibrio tra avanguardia sperimentale e adesione ai dettami del pop rock e new romantics in voga all'epoca, fanno di No Borders Here, The Speckless Sky e The Walking tre lavori senza tempo, anche se da essi traspare benissimo il periodo in cui sono stati prodotti. Senza paura di confrontarsi con canzoni dalla durata estesa come The White Tent The Raft, Mimi on the Beach e The Empty City, mi piace pensare alla Siberry come ad una versione femminile di Peter Gabriel. Molto spesso i brani si dipanano come un flusso di coscienza dove spicca l'incredibile lavoro chitarristico di Ken Myhr e i synth da new wave pop che si uniscono alla maniera della trilogia anni '80 dei King Crimson.



Da lì in avanti la produzione artistica della Siberry ha avuto alti e bassi, ha sempre cambiato costantemente e coraggiosamente direzione con esiti alterni, ma senza lasciare da parte il ruolo della sperimentazione in equilibrio tra folk, chamber pop e jazz. Un fattore che si può ritrovare anche nell'ultimo album appena pubblicato Ulysses' Purse, che rappresenta l'ultima parte della cosiddetta "Three Queens Trilogy". Dato che alcuni album nella discografia della Siberry (tra cui i suddetti tre) sono stati per molto tempo di difficile reperibilità è un bene che ora si possano ritrovare su Bandcamp.
 

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