domenica 20 marzo 2016

Magnifici riverberi dal passato: la consorteria dei Levitation


Che bella, magnifica ed esoterica macchina furono i Levitation. Comparsi come una meteora nella scena alternativa inglese con un nome preso in prestito da un album degli Hawkwind, bruciarono troppo in fretta e con un'intensità dal calore fievole che comunque abbagliò come un fuoco coloro che ne furono colpiti. Era il 1989 quando il chitarrista e cantante Terry Bikers per le sue intemperanze fu buttato fuori dagli The House of Love, la band che aveva contribuito a rendere il suo nome conosciuto dalla stampa. Gli umori musicali e le velleità artistiche di Bikers erano estremamente variabili e non si sentiva più a suo agio con gli House of Love (la medesima irrequietezza che gli fece abbandonare i Levitation) e quindi creò un gruppo tutto suo.

Seguendo la propria visione, si unì al batterista David Francolini conosciuto durante un tour comune con la band di quest'ultimo, i Something Pretty Beautiful. L'altro fondamentale incontro fu quello con Christian "Bic" Hayes che dal 1989 era diventato il chitarrista dei Cardiacs, il che valse ai Levitation l'importante supporto di Tim Smith come produttore di fiducia. La line-up fu completata dal bassista Laurence O'Keefe e dal tastierista Robert White, riuniti in un quintetto che Francolini definirà "una consorteria di hippie arrabbiati che la pensano allo stesso modo". Dopo aver certificato il loro status di nuovi idoli nella scena psichedelica inglese come uno degli act più brillanti e all'avanguardia, i Levitation implosero lentamente e prematuramente nel 1993 per l'improvviso abbandono di Bikers e con in cantiere un secondo album esplosivo che sicuramente li avrebbe consacrati a dovere, ma che ha visto la luce nella sua forma completa solo lo scorso ottobre e la cui storia ho già raccontato qui.

Lungimiranti quanto basta per attirare a sé l'autorevolezza necessaria per influenzare le successive generazioni di band che poi hanno avuto successo al loro posto, i Levitation rifuggirono gli schemi imposti dalle mode, riuscendo a schivare le etichette stilistiche ben definite, nonostante i continui tentativi della stampa nell'incasellarli in modo alterno all'interno dello shoegaze, nel gothic, nell'alternative o nella psichedelia, forse anche a causa della loro vicinanza a gruppi come All About Eve, Ride, Psychedelic Furs, Spiritualized, Mercury Rev, My Bloody Valentine, Swervedriver o per quelli che influenzarono successivamente come The Verve, Damon Albarn dei Blur e i Radiohead (che ad inizio carriera aprivano i loro concerti). Per essere più chiari Mike Smith, prima talent scout per la MCA e poi direttore generale della Columbia, affermò lapidariamente: "I Levitation sembravano arrivati in cinque minuti al punto in cui i Radiohead impiegarono dieci anni per arrivare." In pratica i Levitation avvicinarono per la prima volta ed in modo convincente il progressive psichedelico con l'alternative rock, anticipando in un certo senso anche l'arrivo del post rock, elemento di cui si ha parzialmente coscienza una volta ascoltato Meanwhile Gardens.




COTERIE

In un'epoca in cui il termine "progressive" pareva dimenticato, i Levitation non solo non rifiutavano tale appellativo, ma era Bikers stesso che suggeriva ai giornalisti "Noi siamo progressive. Abbiamo delle idee.", mentre Hayes si definiva un fan dei Gentle Giant. Terry Bikers, in una delle sue tante deliranti dichiarazioni che gli valsero l'appellativo di "Bonkers Bikers" ("fuori di testa Bikers"), fu in realtà il più lucido di tutti nel proclamare sinteticamente al Melody Maker: "Non abbiate paura di quella parola. Le persone ne sono troppo spaventate. Io non ho imbarazzo a dirlo. Noi siamo una band progressive. Puoi essere progressive senza essere pomposo. Suona come un cliché ma non mi importa - noi siamo una band progressive e lo siamo qui e in questo momento."

La rivelazione arrivò nell'aprile del 1991 con l'EP Coppelia seguito in agosto da The After Ever EP, poi raccolti parzialmente con altri brani nella compilation Coterie. In quest'ultima si poteva assaggiare anche un esempio delle performance lisergiche live della band con le ipnotiche versioni allungate di Rosemary Jones e Bedlam. In questa prima fase dei Levitation la psichedelia faceva la parte del leone, sia nel raga caleidoscopico Firefly (scelto come singolo) sia nelle fluide spirali pinkflydiane di Smile e It's Time. Ma la vera sorpresa era Squirrel che sottolineava l'estro poliedrico dei Levitation e mostrava virtualmente l'inafferrabilità del loro stile: un incedere da gothic rock alla All About Eve cantato con l'indolenza degli Smiths e con arpeggi di chitarra e tastiere che parevano ricalcare il neo prog dei Marillion, sottolineato ancora di più nel crescente assolo della sezione strumentale.


NEED FOR NOT

Un anno dopo, nel 1992, il gruppo era pronto a mostrarsi ad un pubblico più vasto con il primo album Need for Not, trascinato da numeri ritmati e più concretamente ortodossi come Against Nature e World Around, che portavano sulle proprie spalle i riverberi della new wave rock degli anni '80 e potevano far presa facilmente. Ma il disco si rifugiava ben presto nella vicina psichedelia delle acide trascendenze di Hangnail e Pieces of Mary, mentre i suoni che si schiudevano da Arcs of Light and Dew e Embedded rappresentavano il lato più delicato dei Levitation. Discorso a parte merita la conclusiva Coterie, un viaggio prog di otto minuti immerso in arpeggi reiterati impostati su un registro da sitar e un profluvio di ricami armonici che si riuniscono in crescendo elettrici. Allora si parlava dell'abilità incrociata delle chitarre di Bikers e Hayes, veri miscelatori e alchimisti di spirali elettriche, anche se il marchio di riconoscimento lo impartiva senza dubbio il drumming incontenibile di Francolini, con quel suo caratteristico rullante dal suono sordo sempre straripante di colpi e dalla precisione inappuntabile. Un altro gioiello nascosto in un 7" allegato all'edizione limitata di Need for Not era Cutwater, con note di piano ossessive alla Cardiacs e un andamento ritmico obliquo che si trasformava con l'incedere del pezzo, tra il post punk e il neo prog.





Purtroppo, a causa dello scioglimento, a parte i fortunati che assistettero agli ultimi concerti della band, non si fece in tempo a capire la vera natura dei Levitation, con una carriera troncata un secondo prima di toccare l'apice. Meanwhile Gardens - non nella sua versione rimaneggiata e uscita solo in Australia nel 1994 con il cantante Steve Ludwin (a rimpiazzo di Bikers) che conteneva anche brani trascurabili, ma in quella di un album che per la sua mole avrebbe dovuto essere diviso in due parti: Summer e Autumn (tre brani aggiuntivi sono stati pubblicati nell'EP Never Odd or Even) - si sarebbe spinto sonicamente molto oltre Need for Not, accennando ad uno stile personalissimo che si lanciava verso territori chitarristici ossessivi quanto impalpabili, fondando di fatto una nuova concezione per la psichedelia. Non c'erano gli oceani di suono dello shoegaze, non c'era il dark del gothic rock e neanche l'acidità e i riverberi dello space rock o i colori ammiccanti del dream pop, ma una collisione alterata di tutto questo.




Meanwhile Gardens si collocava in un nuovo spazio proiettato in un universo parallelo, luogo dove sarebbe potuto nascere una nuova forma di post rock, un sentimento e ambizione che non a caso Bikers rimarcò dicendo: "Non ero dove volevo essere musicalmente. Io voglio essere nei Talk Talk." Nulla di questo però si concretizzò, Bikers formò nel 1996 con la sua nuova musa e compagna Caroline Tree i folk psichedelici Cradle, autori del solo Baba Yaga, mentre Hayes, Francolini e O'Keefe ci riprovarono con i Dark Star (ne parlo qui).


Bonus Track:
Qui di seguito un estratto dall'ultimo concerto dei Levitation con Bikers nel maggio 1993 al Tufnell Park Dome, evento che fu l'anticamera dello scioglimento del gruppo, avvenuto poi definitivamente nel 1994. All'inizio del filmato potete sentire Bikers che dice "Levitation certainly are a lost cause as far as I can tell. We've completely lost it, haven't we? Haven't we?", le parole che segnarono il suo abbandono.



Titoli di coda

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