mercoledì 6 maggio 2009

THE OPIUM CARTEL - Night Blooms (2009)


The Opium Cartel è il progetto solista al quale stava lavorando da molti anni Jacob Holm-Lupo, chitarrista e leader del gruppo di progressive rock White Willow. La pagina MySpace dedicata a The Opium Cartel è ormai attiva da qualche anno e di volta in volta aveva ospitato i demo dei pezzi che sarebbero andati a completare l'album d'esordio Night Blooms che oggi vede la luce.

Holm-Lupo, per questa sua prima prova lontano dai White Willow, si è circondato di uno stuolo di collaboratori non estranei a chi frequenta abitualmente il progressive rock scandinavo e quello più ricercato ed etereo dei No-Man. E' infatti Tim Bownes l'ospite più illustre di Night Blooms, che canta insieme a Rachel Haden (attuale bassista di Todd Rundgren) in By This River di Brian Eno (riletta con violoncello e contrappunti di tastiere), unica cover di un album che comunque mantiene alcuni punti in comune con il teorico della "musica per non musicisti". Un altro punto di rilievo è la presenza costante alla batteria e a varie percussioni dell'esperto progger Mattias Olsson (vedi Änglagård).

La musica di The Opium Cartel si potrebbe definire folk elettronico, prendendo ispirazione tanto da David Sylvian quanto dalla tradizione popolare scandinava. E' così che appaiono i bozzetti acustici della bellissima Three Sleepers o di Heavenman che sono toccate da delle punteggiature di tastiere e synth bass, ma anche arricchite da fiati e archi. La stessa cosa accade alle pseudo-ballate Better Days Ahead e Honeybee (dove Holm-Lupo adotta un'inaspettata vocalità alla Geddy Lee) che accennano una leggera propensione al pop, ma sempre attraversate ed intermezzate dai suoni di synth. Molto bella anche la riproposizione di The Last Rose of Summer (già presente su Sacrament dei White Willow, ma stavolta cantata dalla Haden) con un'inedita introduzione di Ketil Einarsen al flauto che sembra un'appendice ai pezzi più bucolici dei King Crimson. Beach House è un'elegia di progressive gotico che si avvicina molto ai White Willow e che porta in sé pure i germi della psichedelia lisergica dei Pink Floyd.
Il punto debole dell'album sono le voci maschili che danno ai pezzi poca sicurezza ed incisività, oltre che un andamento sonnolento. Quando invece sono le voci femminili della Haden o di Sylvia Skjellestad a fare da linea guida a canzoni come Skinnydip e Flicker Girl il pop prog di Holm-Lupo diventa ispirato e romantico come non mai.

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