sabato 28 novembre 2015

MERCURY REV - The Light In You (2015)


Dopo essersi presi una pausa di riflessione di sette anni i Mercury Rev tornano con l’album The Light In You, riprendendosi una forma che avevano faticato a mantenere. Il lungo tempo trascorso dall’ultimo lavoro in studio dei Mercury Rev era stato mitigato dalla doppia uscita di Snowflake Midnight abbinato allo strumentale Strange Attractors. Dal comunicato stampa della nuova casa discografica del duo (la Bella Union), Jonathan Donahue e Sean Mackowiak, ci viene fatto intendere che per loro sono stati anni turbolenti a livello personale a cui si deve sommare l’abbandono da parte dello storico bassista/produttore Dave Fridmann. Su The Light In You Mackowiak e Donahue dimostrano comunque di aver imparato la lezione del loro ex compagno, mettendosi entrambi dietro al banco di regia e tirando fuori i classici suoni che hanno caratterizzato gli altalenanti risultati artistici del gruppo, dai consensi unanimi riscossi con Deserter’s Songs al controverso e criticato The Secret Migration.

La voglia di ripartire si percepisce con il sogno ad occhi aperti di The Queen of Swans, dove il dream pop orchestrale della band non è stato mai così psichedelico e colorato. Ma uno dei punti fermi principali del disco è la delicatezza: sia che venga sussurrata come una cantilena infantile su Amelie, sia che venga dispiegata nelle orchestrazioni da favola di You've Gone With So Little for So Long. Tra violini, cori, timpani e chimes, i Mercury Rev sembrano una versione in punta di fioretto e fiabesca dei Beach Boys. Donahue reitera frasi come fossero un’invocazione da formula magica e la musica ne segue le tracce con le stesse caratteristiche di ripetizione del post rock, tipo su Emotional Free Fall. Non è escluso che con tali premesse venga a galla una certa ridondanza come accade in Coming Up for Air, mentre i toni chiaroscuri di Central Park East sono disturbati da una componente eccessivamente lisergica che non le si addice. D’altra parte gli arrangiamenti sinfonici rappresentano, nel bene e nel male, il cuore pulsante dei Mercury Rev che, se nella prima parte del lavoro trattengono un’aura suggestiva che raggiunge il culmine con il ballata da musical Autumn’s in the Air, nella seconda i colori da pop impalpabile si diradano per far spazio a canzoni con impianto più tradizionalmente cantautorale e alle inaspettate briose atmosfere soul rock da motown di Sunflower e Rainy Day Record. All’interno di The Light In You troviamo impressi quei canoni stilistici dei Mercury Rev che più hanno convinto negli ultimi album, senza però superarli con lo slancio che ci saremmo potuti aspettare dopo questa lunga attesa, ma ciò rimane un peccato veniale.

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