mercoledì 14 novembre 2012

TWELVE FOOT NINJA - Silent Machine (2012)


Dopo i due EP New Dawn (2008) e Smoke Bomb (2010) che potevano far intravedere buone possibilità per un debutto vero e proprio, gli australiani Twelve Foot Ninja con l'esordio Silent Machine non solo non deludono le aspettative, ma vanno ben oltre le direttive impostate precedentemente. I Twelve Foot Ninja hanno tutte le carte in regola per diventare una delle nuove band di punta nella new wave alt-metal australiana insieme a Karnivool, Dead Letter Circus e i defunti (credo) Cog. Avevo già scritto qualche riga a proposito di questo debutto, ma il suo impatto è stato così inaspettatamente positivo che credo sia necessario un approfondimento.

L'album Silent Machine è stato pubblicato il 2 novembre accompagnato da una campagna di pre-ordini quanto meno singolare. Le 12 canzoni che compongono il lavoro sono state rese disponibili in download con cadenza settimanale prima dell’uscita dell’album e ad ognuna di esse è stata abbinata una parte di un fumetto che narra la storia del "ninja di dodici piedi" (inteso come altezza tanto per precisare), una sorta di concept album quindi.

La band non ha mancato di fare proseliti tra gli addetti ai lavori tanto che il chitarrista dei Periphery Jake Bowen li ha esplicitamente consigliati ai tipi di Metalsucks. Anche se, ascoltando la band, non è tanto lo stile djent che viene fuori. In pratica il quintetto si colloca artisticamente vicino alle band sopra citate e, al posto di parametri prog metal, si diverte (è proprio il caso di dire) a mischiare riff nu metal poderosi e devastanti con improvvise deviazioni verso funk, dub, salsa, ritmiche latino americane, reggae e via dicendo. A molti, ascoltando i Twelve Foot Ninja, potranno venire alla mente paragoni più o meno palesi - uno su tutti con i Faith No More e Mr. Bungle, grazie anche alla voce del cantante Kin, molto simile a Mike Patton.

Niente di nuovo sotto il sole quindi, ma suonato e realizzato con una sensibilità non comune verso melodie, armonie vocali e ritmiche altamente contagiose. È sorprendente la disinvoltura e la perizia con le quali i cinque accostano dei generi così lontani, un terreno dove altri avrebbero rischiato di sfiorare il ridicolo. La forza dei Twelve Foot Ninja risiede nella sicurezza delle loro capacità, altamente qualificate, che trovano nel senso dell’umorismo (si vedano i video ufficiali e altri tipo questo) un’ulteriore conferma che giustifica tale versatilità stilistica.

Coming for You, che si apre subito con decibel di metal, si spacca in digressioni pseudo salsa e disco, così come Mother Sky si prodiga nell'accentuare i contrasti virando verso riverberi dub. Il tutto è ripreso con maggiore forza nell'imponente Vanguard che ha dalla sua un potentissimo ritornello sincopato alla Pain of Salvation. Kingdom è una delle migliori tracce che frulla nel calderone influssi mediorientali, elettronica e un chorus da metal barocco da far invidia ai Faith No More. La title-track e Liberation hanno un tale respiro solenne che nasconde già una grande maturità artistica, mentre Rogue e Myth of Progress portano in dote i riff hardcore più rocciosi del lotto. Ain't That A Bitch esplora il lato più soft e orecchiabile, risultando vincente anche in questo campo.
Silent Machine è facilmente catalogabile come uno dei migliori debutti dell'anno e la band è sicuramente da tenere d'occhio in futuro.





http://twelvefootninja.com/

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