lunedì 18 luglio 2016

Altprogcore July discoveries, part 2


La seguente appendice alle scoperte di luglio non è una vera e propria collezione di gruppi inediti (in quanto, bene o male, ho già parlato di loro), ma una sorta di riassunto di uscite e ascolti per il mese in questione che comprende opere prime ed esordi interessanti, oltre il ritorno dei This Town Needs Guns con il nome TTNG.
In questo caso ne approfitto per segnalare il nuovo EP degli americani The Most, già responsabili dell'EP Important Things che faceva ben sperare per il loro futuro. E infatti, con At Once hanno realizzato un altro gustoso lavoro sulla scia di band come Feed Me Jack, Monobody, Mid Atlantic Title e Stage Kids che hanno metabolizzato l'esperienza math rock cercando di trasportarla su territori vicini al jazz e alla fusion, dove la formula prevede una sezione di fiati da aggiungere alla classica line-up rock.




I Belle Noire del cantante Joey Lancaster (presente nell'ultimo lavoro degli Strawberry Girls), dopo un EP uscito nel 2012, hanno pubblicato ora il loro primo album What It Means to Be che è un concentrato di post hardcore accessibile che sarà apprezzato da chi conosce gli Emarosa, ma anche da coloro che si dedicano all'ascolto di quelle band che fanno parte della scena alternativa compresa tra le etichette Triple Crown Records e Equal Vision Records.




Il singolare esordio del quintetto inglese Madilan con Morning till Morning si dedica all'incontro tra elettronica futurista e drum & bass che si legano in una fusion post prog. Indizio: provengono da Bristol e, neanche a farlo apposta, i Madilan puntano a creare un sound personale legato comunque al retaggio che quella scena ha contribuito a sviluppare negli anni '90. Le ritmiche fluide e l'uso del vocoder da parte del cantante Scott Clarence estremizzano i linguaggi dell'indietronica/trip hop sulla scia degli Stateless e, appoggiandosi a riflessi di post rock e math rock nelle parti strumentali, segnano qualche affinità anche con i Bark Psychosis.




Infine c'è il ritorno dei TTNG, tenutari del più puro e classico math rock che potrete trovare in giro. Disappointment Island è un'opera brillante al pari di 13.0.0.0.0 e, se ci fosse solo un piccola possibilità per il math rock di sfondare come un genere mainstream, i TTNG sarebbero sicuramente in vetta alle scelte del pubblico, capaci di far tramutare con intelligenza i sincopati intricati tapping e arpeggi in materia pop.

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