lunedì 9 marzo 2015

Firefly Burning - Skeleton Hill (2015)


Suoni e progressioni armoniche non convenzionali, minimalismo e una ricerca quasi ossessiva per l'originalità sembrano essere le prerogative di questo secondo lavoro dei Firefly Burning (prima solo Firefly). Quattro anni fa questo quintetto inglese se ne uscì con il piccolo gioiello Lightships e oggi, inseguendo quelle forme di art rock acustico sperimentale, viene replicato su Skeleton Hill con un atteggiamento intellettuale sempre più teso alla fusione tra pop e avanguardia classica. Già la scelta della strumentazione, che prevede l'utilizzo esclusivo di strumenti acustici (piano, chitarra, violoncello, violino) e ritmiche ridotte all'osso per il peculiare ausilio di metallofoni come gender e gong tipici del gamelan giavanese, è sintomo di una presa di coscienza distintiva per presentarsi come piccolo ensemble di chamber pop più che come una band avant-folk.

I Firefly Burning non sono solo questo, ma anche la straordinariamente duttile voce di Bea Hankey, sono le polifonie vocali dei suoi compagni che si aggiungono alla sua, anche come punteggiatura ritmica, e una sensibilità classica tale da nobilitare una materia da "cultura bassa" come il pop. Se volete dei paragoni si possono trovare delle relazioni con Kate Bush, Bjork e Iamthemorning, ma il tutto è relativo. Skeleton Hill è anche il primo disco prodotto dall'ex Talk Talk Tim Friese-Greene che evidentemente ha trovato nei Firefly Burning delle affinità musicali che lo hanno stimolato in tal senso.



http://www.fireflyburning.co.uk/

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