giovedì 28 marzo 2013

La macchina silenziosa dei Twelve Foot Ninja


Il quintetto australiano Twelve Foot Ninja ha debuttato lo scorso novembre con l'album Silent Machine (dopo i due solidi EP New Dawn e Smoke Bomb) uscito dopo una singolare campagna promozinale. In pratica il gruppo ha pubblicato i 12 brani singolarmente con cadenza settimanale fino alla data di realizzazione dell'album. Ma non è tutto. I Twelve Foot Ninja hanno ideato una graphic novel in stile manga (disegnata da Keith Draws) nella quale vengono narrate le avventure del "ninja da dodici piedi", suddividendola in 12 capitoli che sono poi stati abbinati alle canzoni sotto forma di file PDF.

Proprio come i Thank You Scientist (con i quali c'è stato di recente un ricambio di stima via facebook) anche i Twelve Foot Ninja sono stati inclusi tra i primi dieci posti dei migliori album del 2012 di altprogcore grazie ad un lavoro fresco che è un mix di stili più disparati come reggae, dub, nu-metal e una buona dose di humor. Tutte cose che, se messe insieme alla vocalità del cantante Kin, portano ad un inevitabile paragone con i Faith No More, ma la vitalità dinamica di Silent Machine è comunque tutta da scoprire, inserendo così il gruppo nella recente new wave australiana insieme a Karnivool, Dead Letter Circus e The Butterfly Effect. Francesco Notarangelo ha avuto un breve scambio di battute con la band.


Vi prego di presentarvi:
Siamo:
Kin, voce
Ro, Chitarra e seconda voce
Russ, batteria
Damon, basso
Stevic, chitarra
In breve i Twelve Foot Ninja.


Tweelve Foot Ninja, da dove nasce?
È una lunga storia. Brevemente deriva da una statua a grandezza naturale dell’uomo più alto del mondo. Ho pensato che sarebbe stato fantastico se fosse stato ancora un po’ più alto e con le sembianze di un ninja.


Come nacque la strategia innovativa di Silent Machine?
Nacque dopo diverse discussioni con il nostro manager e da un generale desiderio di svolgere più cose in un’unica via.


Quali sono i gruppi che vi hanno ispirato?
Moltissimi. Penso ai Meshuggah, Dub Trio, Fat Freddy’s Drop, Mr Bungle, Jamiroquai, Pantera, Fear Factory, Radiohead.


Cosa pensi della scena prog-australiana come Cog, Karnivool, Dead Letter Circus?
Amiamo queste bands. Siamo stati in tour per l’Australia con i Dead Letter Circus, davvero ottime persone.


È cambiato qualcosa dal primo EP New Dawn?
Decisamente. Ora siamo più sicuri dei nostril mezzi e del suono che proponiamo. Siamo anche diventati più bravi nel comporre la nostra musica.


Che cosa cercate di aggiungere al prog? È una scelta del vostro cantante cercare d’imitare la voce di Mike Patton?
Non mi piace catalogare la nostra musica in un unico genere così mi auguro di non dover mai cercare di aggiungere qualcosa, se non alimentare il desiderio di scrivere buone canzoni. Kin, decisamente, non cerca d’imitare il modo di cantare di Mike Patton. Mike Patton è stato sicuramente un buon modello così come lo è per tante altre metal bands. D’altronde Patton è stato ed è un grande innovatore.


Qual è la canzone che avresti voluto scrivere o suonare?
Probabilmente Grace di Jeff Buckley, una delle migliori canzoni mai scritte.








http://twelvefootninja.com/


Intervista e traduzione a cura di
Francesco Notarangelo
checcontr@yahoo.it 

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