martedì 22 novembre 2011

CAMEMBERT - Schnörgl Attahk (2011)


A sentire Schnörgl Attahk, debutto della strepitosa band francese Camembert, si fa fatica a credere che sia un settetto. Il sound, così corposo, orchestrale e quasi barocco, della jazz fusion profusa in Schnörgl Attahk li fa sembrare come minimo una big band. Il formaggio francese elettrificato rappresentato nella cover (l'artwork e il booklet sono a cura di Paolo "Ske" Botta) richiama in musica solo in parte l'immaginario gonghiano. Dai Gong si può partire, ma i Camembert affrontano il viaggio musicale nelle lande canterburiane da soli, consci dei propri mezzi. Che sono notevoli naturalmente.

Stessa è la verve per il freak-concept che sta dietro all'album (storia di alieni, astronavi-formaggio e scienziati pazzi), stessa è l'importanza riservata agli strumenti percussivi che furono la peculiarità della fase Pierre Moerlen. Dopodiché il percorso è segnato in tutte le declinazioni jazz rock: dal funk all'r'n'b, fino ai ritmi latini di Santana. Oltre l'impianto tradizionale di chitarra, batteria e basso, la scelta vincente è proprio quella di dare risalto, insieme ad una sezione di fiati, a strumenti poco frequentati dal prog rock come lo xilfono, il vibrafono e addirittura l'arpa. Ne esce fuori un suono avventuroso e multiforme, con timbriche ben amalgamate e semplicemente meravigliose. Il tutto si insinua tra le pieghe di Frank Zappa fino - per rimanere in ambiente francofono - alle band Québécois degli anni '70 (penso a L'Orchestre Sympathique, agli Et Cetera e ai Maneige).

Sono presenti qui in nuova veste quasi tutte le composizioni dell'EP Clacosmique (2009) dal quale viene ripresa anche la verve. Una componente, quest'ultima, che dona a pezzi come Untung Untungan (con ospite Francesco Zago alla chitarra) e El Ruotuav Ed Sram un fluire spensierato, affidato ad una immaginazione esecutiva scanzonata e allo stesso tempo seriosa. E' un po' come se il leggero spirito canterburiano, che aleggia su tutto il lavoro, si incontrasse con il R.I.O. degli Henry Cow. Dato che si parla poi di spazio non potevano mancare accenni al jazz cosmico in salsa zeuhl nella surreale Le Meurtrier Volant, che si invola successivamente nelle lande dei Magma all'inizio della suite in cinque movimenti La Danse du Chameau. Anche se il risultato qui non vuole essere melodrammatico, ma quasi divertente. Alfieri di un jazz rock orchestrale oltremodo raffinato, i Camembert riescono a convincere immediatamente sin dall'esordio.

Camembert:

Pierre Wawrzyniak / bass, acoustic guitar, vocals
Vincent Sexauer / electric guitar
Philémon Walter / drums
Guillaume Gravelin / harp
Bertrand Eber / trumpet, didgeridoo, cowbell, vocals, whistle
Fabrice Toussaint / trombone, vibraphone, xylophone, percussion
Julien Travelletti / bass trombone, tuba
con:
Francesco Zago / electric guitar (3)

Tracks:

1. Infinicheese (1:35)
2. Clacos Zero (0:35)
3.Untung Untungan (11:13)
4. Clacos 1 : Notre Mere ? Tous (1:58)
5. El Ruotuav Ed Sram (8:16)
6. Clacos 2 : Die Experimente Von Dr Frankenschnoergl (0:48)
7. Le Meurtrier Volant (9:01)
8. La Danse du Chameau - Batifolade (Part1) (5:29)
9. Soif! (Part2) (1:17)
10. La Tempete De Sable (Part3) (4:51)
11. Reveries Lubriques (Part 4) (1:09)
12. The Final Run (Part5) (5:01)

www.myspace.com/camembert67

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