venerdì 1 ottobre 2010

BIG BIG TRAIN - Far Skies Deep Time EP (2010)


Il nuovo EP dei Big Big Train sarà disponibile dal 25 ottobre per chi è iscritto alla mailing list della band e sarà ordinabile ufficialmente da chiunque altro a partire dal 25 dicembre. Sebbene presenti solo 5 pezzi, uno dei quali è una cover, è un po' limitativo chiamare EP Far Skies Deep Time visto che arriva a durare 41 minuti.

Master of Time è la cover che apre l'album. Il pezzo è di Anthony Phillips ed è una outtake dal suo primo album da solista The Geese and the Ghost comparsa come demo nella ristampa di quest'ultimo. La versione dei Big Big Train, approvata dallo stesso Phillips, aggiunge all'originale un'impronta da band, naturalmente con voluti richiami ai Genesis che non sono semplici scopiazzature da neo-prog, ma un tributo, soprattutto all'era Trespass, album dove l'impronta di Phillips rimane predominante. Quindi la canzone viene edificata in gran stile e in una visione più grandiosa e ad ampio respiro condita di assoli di chitarra, tastiere e flauto.

Al fianco di Greg Spawton e Andy Poole c'è la stessa line-up di The Underfall Yard che vedeva David Longdon alla voce, Nick D'Virgilio alla batteria e Dave Gregory (ex XTC) alla chitarra. La seconda canzone, Fat Billy Shouts Mine, proviene proprio dalle session di quell'album, andando a ricoprire le stesse atmosfere tra neo-prog e pop, dove la parte del leone la fa Gregory che nei suoi interventi si dimostra un grandissimo chitarrista.

British Racing Green ha un'atmosfera pacata ed eterea, con un ritmo rallentato e un ispirato solo di flauto di Longdon, nel quale si riflettono le caratteristiche delle ballate dei King Crimson e i tappeti sonori aristocratici di David Sylvian, mentre Brambling è un altro buon pezzo negli standard dei Big Big Train, che nulla aggiunge o toglie alla loro tavolozza sonora.

L'ultimo epico The Wide Open Sea, che si protrae per ben oltre 17 minuti, dovrebbe essere il pezzo forte del lotto, ma con quella sua aria melodrammatica finisce per somigliare troppo alle suite dei Marillion, che non è eventualmente un male, ma appare leggermente spersonalizzato. Comunque un bell'EP da ascoltare nell'attesa del nuovo album English Electric previsto per il prossimo anno.

www.bigbigtrain.com

2 commenti:

Marco Malagoli ha detto...

Continuo a chiedermi perchè sono alquanto ignorati in Italia. Continuo a sostenere che sono assolutamente originali, hanno solo il difetto (difetto...) di somigliare nell'immediato ai Gensesis, ma è solo superfice.
Sai darmi un'interpretazione a tutto ciò?

Lorenzo Barbagli ha detto...

I Big Big Train, anche se sono in attività da molti anni, hanno avuto una storia di basso profilo e si sono fatti notare solo con "The Difference Machine" del 2007.
La strada per risalire l'anonimato è lenta ma pare che piano piano il gruppo ci stia riuscendo e ad ogni nuova uscita l'interesse del pubblico aumenta. Forse con un po' di pazienza riusciranno a farsi notare di più anche in Italia.
Lo spero proprio perchè ad oggi è una delle migliori band di progressive in circolazione.