venerdì 7 ottobre 2016

FOES - The Summit Lies Skyward (2016)


The Summit Lies Skyward segna il lungamente atteso esordio del quartetto inglese FOES che, dopo due ottimi EP, è riuscito ad entrare nella scuderia dell'etichetta Basick Records. L'album conferma la tendenza che la band aveva intrapreso a partire dalle composizioni del secondo EP e cioè un progressivo allontanamento da soluzioni marcatamente metal/sperimentale/psichedelico/prog che li avvicinava alle latitudini degli Oceansize. Alcuni brani già noti e pubblicati antecedentemente come i singoli The Everest, Young Sovereign, Beautiful Fiction e No Sleepers Verse (contenuta nel loro secondo EP) rappresentano più o meno la direzione generale maggiormente rivolta ad un metal poderoso e lisergico piuttosto che progressive, ma che comunque si distingue grazie ad un buono sforzo per rendere il proprio sound personale.

Quello che colpisce è la capacità di alternare nello stesso brano atmosfere eterogenee tra l'epico, il crepuscolare e il devastante, tutto miscelato grazie ad una sezione ritmica assolutamente prominente e un intreccio di chitarre la cui elettricità riverberata punta direttamente a propulsioni spaziali. The Choir Invisible, From Stillness Came Slow Bloom e In Standing Vigil sono quei pezzi più legati al passsato con una sottile trama post rock che si dipana in ambiti psych prog, dando al metal quel tocco ultraterreno che raggiunge l'apice nell'intermezzo strumentale di Pin Feather. Un lavoro compatto e monolitico che, in ogni modo lo si veda, è molto più originale di molte altre proposte provenienti dal post metal.




2 commenti:

Bernardo Pacini ha detto...

A me ha deluso molto.

Lorenzo Barbagli ha detto...

A me per metà. Visto l'andazzo dei singoli pensavo peggio, ma è certo che se avessero proseguito su questa linea http://foesuk.bandcamp.com/album/ophir
sarebbe stata tutta un'altra cosa

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