lunedì 8 giugno 2015

Intervista con Mike Vennart (Italian + English version)


di Lorenzo Barbagli e Francesco Notarangelo


Come descrivere una band stilisticamente incatalogabile e coraggiosa come gli Oceansize? Non si può. Gli Oceansize andrebbero ascoltati possibilmente non fermandosi ad un solo brano perché altrimenti si rischia solo di intaccare la superficie di ciò che erano in realtà. Personalmente li ho amati e ritenuti una delle band più originali degli anni Zero. Ecco quindi perché ritengo la seguente intervista a Mike Vennart - che di quella grande band è stato il frontman, chitarrista e cantante - un momento speciale e importante per altprogcore e ringrazio Mike per essere stato molto gentile e disponibile per aver risposto alle nostre domande.

Una volta svaniti gli Oceansize, Vennart si è dato da fare continuando a scrivere musica con l'amico Richard A. Ingram (Gambler) nei British Theatre, collezionando nel frattempo i demo per il proprio album solista. Anche se, probabilmente, l'attività che  ha permesso a Vennart di vivere di musica senza problemi è stato l'ingaggio come seconda chitarra negli show dal vivo dei Biffy Clyro, band con cui gli Oceansize hanno condiviso un'ottima amicizia per quasi tutta la loro carriera. Molta della lunga gestazione e composizione di The Demon Joke è proprio passata attraverso quei pochi momenti liberi che Mike si ritagliava tra una stanza d'albergo e l'altra durante i tour con i Biffy Clyro, collezionando demo sul suo laptop.

Passato dunque questo periodo di grande laboriosità, Vennart sta per pubblicare finalmente il primo album a proprio nome intitolato The Demon Joke (del quale qui potete trovare la mia recensione). Il disco è stato lanciato con una campagna PledgeMusic che in parte ne ha sostenuto le spese di produzione e i cui "pledgers" hanno già ricevuto l'album in forma digitale o fisica. La pubblicazione ufficiale "per i comuni mortali" invece è prevista per il 22 giugno e passerà per i canali della SuperBall Music, che fu anche l'etichetta degli Oceansize. Vista l'occasione abbiamo approfittato per porre a Mike Vennart alcune domande su passato, presente e futuro della sua carriera artistica.

A tal proposito, una nota a margine: non ho voluto di proposito toccare qualsiasi cosa riguardasse la separazione degli Oceansize dato che, come argomento, mi sembrava delicato, sicuro che le risposte di Mike sarebbero state comprensibilmente vaghe. Ormai ciò che è stato è stato e il modo con cui Vennart, Gambler e Steve Durose stanno affrontando il presente fa capire che quello degli Oceansize è un capitolo chiuso, inutile tornarci sopra. Per quanto concerne gli Oceansize ho preferito quindi deviare su domande con una prospettiva squisitamente artistica. Comunque, per chi volesse saperne di più su Oceansize, Biffy Clyro e British Theatre, un resoconto di dichiarazioni e di come sia andata la vicenda le potete trovare anche all'interno del mio libro Altprogcore - dal post hardcore al post prog.



- Partiamo con il parlare di The Demon Joke. Il suo processo di gestazione è stato molto lungo, come ti senti alla fine di questa nuova esperienza come solista?

Mi sento sollevato. Praticamente, ogni volta che cerco di scrivere una nuova canzone, penso che il pozzo si sia come definitivamente prosciugato. E' stato così fin dall'inizio. Avere un album completato - effettivamente pubblicato questa settimana - è stata una grande impresa a livello personale. Sono molto contento del risultato finale, stilisticamente è forse un po' diversificato, o forse non del tutto. Chiaramente non saprei dirlo.


- Sull'album compaiono i tuoi vecchi compagni d'avventura negli Oceansize, Gambler e Steve Durose (che ti stanno accompagnando anche in tour), forse è presto per chiederlo, ma pensi di coinvolgerli anche in altri progetti futuri?

Certo. Al momento sto lavorando con Gambler all'album dei British Theatre e ho appena trovato una parte che solo Steve può rivestire. Ho lavorato con loro per oltre 20 anni, per questo non posso immaginare di fermarmi molto presto.


- Anni fa dichiarasti che, prima di formare gli Oceansize, con Durose avevate provato a scrivere pezzi più semplici, ma non vi venivano bene. Le canzoni di The Demon Joke hanno un impatto più immediato rispetto agli Oceansize e sembrano funzionare, pensi che con la maturità hai imparato a scrivere canzoni “normali”?

Forse è proprio questo - la maturità. Ero in una band con Steve prima degli Oceansize e, sì, faceva schifo. Eravamo giovani e stavamo ancora imparando. Hai mai sentito quei demo dei Radiohead prima che fossero messi sotto contratto? Sì, eravamo proprio a quel livello di mediocrità.


- Come vi siete inseriti tu e Gambler nel contesto musicale live dei Biffy Clyro? I ragazzi vi hanno lasciato libertà per le vostre parti o avete deciso insieme cosa aggiungere?

In realtà è come una specie di linea sfocata. Certamente, ci sono parti di chitarra e tastiere negli ultimi album dei Biffy Clyro, ma più che altro noi siamo lì per aggiungere sostanza alle parti suonate dal trio. Le parti di chitarra di Simon sono veramente incasinate. Parlo di tutte quelle stranezze come accordi in stato di rivolto e cluster. Se entrambi suonassimo le stesse cose verrebbe fuori un suono di merda, quindi lascio quella roba a lui e io vado a rinforzare le parti di basso e adatto alla mia chitarra le sezioni suonate da violini e fiati. Lo adoro!


- Con Gambler (Richard A. Ingram) sei anche impegnato nel progetto British Theatre. Dopo i due EP da voi prodotti vedremo la realizzazione anche di un album completo? E, a tuo giudizio, quali relazioni o divergenze trovi tra Oceansize, British Theatre e Vennart?

E' facile differenziare tra il mio album e ciò che sarà quello dei British Theatre, ma di conseguenza dovrei iniziare a rivelare come suonerà questo album e vorrei che fosse una sorpresa. Basti dire che sarà molto differente...molto differente anche dai precedenti EP. Per quanto riguarda invece il confronto con gli Oceansize la differenza sostanziale è che qui sono io al comando e non ho bisogno di fare leva su cento idee diverse dentro una sola canzone per compiacere tutti. Sono fiero di quello che hanno fatto gli Oceansize, ma a volte era tutto un po' troppo pretenzioso, troppo ingegnoso per il solo gusto di esserlo.  


- Pensi che oggi, se gli Oceansize fossero ancora insieme, avresti ugualmente conservato questi pezzi per un tuo album solista oppure non avresti pensato di pubblicare qualcosa di tuo e li avresti offerti al gruppo?

Pensavo ad un album come solista fin dai tempi di Frames, dato che era chiaro che avevo gusti differenti. Ora posso dirti che queste canzoni di The Demon Joke non avrebbero superato la fase di demo all'interno degli Oceansize. Sono troppo semplici, troppo melodiche e troppo ottimiste. Francamente, se fossero state sviluppate da quella band, c'è una buona possibilità che l'inevitabile macellazione a cui sarebbero state sottoposte mi avrebbe deluso.


- Quindi vorrei sapere, gli Oceansize nei loro quattro album hanno sempre cercato di variare e modificare l'approccio alla scrittura, mentendo comunque intatta la complessità formale. Secondo te oggi suonerebbero diversi da Self-Preserved While the Bodies Float Up, il vostro ultimo album prima dello scioglimento?

Penso che nel nostro ultimo album si può percepire un compromesso costante. Gli Oceansize dovevano lavorare per processo di eliminazione. In altre parole, dovevi soddisfare i gusti di ogni membro della band, altrimenti dovevi sopportare all'infinito le loro lamentele su una canzone che odiavano. Self-Preserved... è vario, ma perdemmo la nostra direzione. Cercai di istigare un approccio più disteso/psichedelico/sperimentale, ma a quel punto semplicemente non era davvero nella nostra natura. Non fraintendetemi, quell'album è grande e ne sono fiero, ma è piuttosto confuso. Non suona propriamente coeso come i nostri lavori precedenti.


- Nell'ipotesi che sarà difficile vedervi in concerto in Italia, toglici una curiosità: dal vivo state suonando anche qualche pezzo degli Oceansize? Se si, quali?

Sì, suoniamo alcune vecchie canzoni. Non ho intenzione di dirvi quali sono, ma sono quelle più in sintonia con l'atmosfera della musica che sto facendo adesso.
 

- Come blog cerchiamo sempre di proporre nuovi artisti e musiche poco conosciute che stimolino gli ascoltatori. Prima di salutarci potresti proporre ai nostri lettori qualche nuovo artista a tuo giudizio meritevole.

Non so molto a proposito di novità, ma al momento sto ascoltando Super Furry Animals, Matt Berry, Stealing Sheep, Vessels, Gaz Coombes, Blanck Mass, David Bowie, Kathryn Joseph….



ENGLISH VERSION:



Let's start speaking about The Demon Joke. Its process was very long, how do you feel at the end of this new experience as a solo musician?

I feel relieved. Pretty much every time I try to write a new song, I think the well has finally run dry. It’s been like this since the beginning. To have a completed album - actually released this week - is quite an achievement for me, personally. I’m very happy with how it turned out, stylistically it’s maybe a little different, then again maybe not at all. I clearly can’t fucking tell.


On the album appear your old Oceansize friends, Gambler and Steve Durose (who are accompanying you on tour). Maybe it’s early to ask, but do you think to involve them in other future projects?

Certainly. I’m working on the British Theatre album with Gambler right now and I’ve just found a spot that only Steve can nail. I’ve been working with them for over 20 years, so I can’t imagine I’ll be stopping any time soon.


Some years ago you spoke that before forming Oceansize, you and Durose have tried to write some simple songs, but you weren’t able. The songs of The Demon Joke have a more immediate impact than Oceansize and seem to work very well, do you think that now, with maturity on your side, are you able to write “straight” songs?

Maybe that’s all it is - maturity. I was in a band with Steve before Oceansize and, yeah, it sucked. We were young and we were learning. Ever hear those Radiohead demos from before they got signed? Yeah, we were that kind of terrible.


How did you and Gambler entered your instruments in the context of Biffy Clyro live shows? The boys have left you freedom for your parts or did you decide together what to add?

It’s kind of a blurry line, actually. Certainly, there are guitar/keyboard parts on the later Biffy records, but more than anything we’re there to add weight to the the 3 piece. Simon’s guitar parts are really fucked. Like all these weird inversions and clusters. It would sound shit if we both play them, so i leave that stuff to him and I kinda beef up the bottom end, and adapt the string/horn parts for guitar. I love it.


You are also involved with Gambler (Richard Ingram) in the British Theatre project. After two EPs, are you thinking to creare a full length album? And, in your own opinion, what are the main differences between Oceanszie, British Theatre and Vennart?

It’s easy to diffrentiate between my album and what British Theatre’s forthcoming album, but then I’d have to start revealing what British Theatre is going to sound like, and I kinda want it to be a surprise. Suffice to say, it’s gonna be very different…Very different even to the previous EPs... With regard to how it compares to Oceansize - the basis difference is that I’m calling the shots here, and I don’t need to crowbar 100 different ideas into one song just to appease everyone. I’m proud of what Oceansize did, but sometimes it was just a little too showy, too clever for the sake of it.


Do you think that today, if Oceanszie were still together, you would preserved these songs for your solo album or you wouldn't have thought to publish something and simply offered them to the band?

I was dreaming of a solo album as far back as Frames, as it was clear that I had different tastes. I can tell you now, these songs wouldn’t have made it past the demo stage in Oceansize. They’re too simple, too tuneful and too optimistic. Frankly, if they HAD been worked on by that band there’s a good chance I would’ve been disappointed by the inevitable butchering they’d have received.


In their four studio album Oceansize have always tried to change and modify the writing approach, keeping the formal complexity intact. Do you think today they eventually would sound in a different way from Self-Preserved While the Bodies Float Up, your last album before you broke up?

I think in the last album you can hear the constant compromise. Oceansize HAD to operate by process of elimination. In other words, you had to cater for the tastes of each band member, otherwise you’d suffer their whinging forevermore about a song they hated. Self-Preserved… is varied but we’d lost direction. I tried to instigate a more sprawling/psychedelic/experimental edge but it just wasn’t really in our nature by that point. Don’t get me wrong, that album is great, and I’m proud of it, but it’s quite confused. It doesn’t really sound like a cohesive album like the previous works.


I think that there will be difficult to see you on tour in Italy...so, in your live shows do you play also some songs of Oceansize? If yes, what are the songs that you play?

Yes, we play some of the old songs. I’m not gonna tell you what they are, but they’re the ones that are most in keeping with the vibe of the music I’m making now.


Before saying hello, can you suggest to us and to our readers some new artists?

I don’t know about new, but I’m currently listening to Super Furry Animals, Matt Berry, Stealing Sheep, Vessels, Gaz Coombes, Blanck Mass, David Bowie, Kathryn Joseph….


http://mikevennart.tumblr.com/
www.facebook.com/vennartvennart

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...