martedì 22 luglio 2014

KNIFEWORLD - The Unravelling (2014)


Anche se la line-up dei Knifeworld conta ben otto elementi, il gruppo è guidato con mano ferma dal veterano dell’underground britannico Kavus Torabi. Il suo nome è comparso con sempre più frequenza nell’ambiente sin da quando, nel 2003, entrò a far parte dei Cardiacs come membro effettivo, avendo già alle spalle la militanza nei The Monsoon Bassoon, un’originale band di prog alternativo. Da lì in poi il poliedrico chitarrista è stato coinvolto in molteplici progetti musicali tra i quali Guapo, Chrome Hoof, Mediaeval Baebes, North Sea Radio Orchestra e anche i Gong, al fianco del compianto Daevid Allen.

I Knifeworld sono però la sua creatura, nei quali riveste il ruolo di leader nonché di compositore. Torabi ha creato anche l'etichetta indipendente Believers Roast per produrre i propri lavori e quelli di artisti a lui affini, ma con The Unravelling i Knifeworld sono riusciti a fare il grande salto verso l'autorevole InsideOut. Dopo il fulminante esordio nel 2009 con Buried Alone - Tales of Crushing Defeat, Torabi ha continuato a lavorare sul sound della band, mettendolo a punto con due EP e consolidandolo in una psichedelia peculiare ed eclettica dove confluiscono inevitabili tracce di Cardiacs e di jazz rock canterburiano. Profondo conoscitore della materia progressive, Torabi cucina The Unravelling come fosse uno stregone freak: nei brani I Can Teach You How to Lose a Fight e Send Him Seaworthy si mescolano sovrapposizioni di rock alternativo e interventi minimal dei fiati il quale utilizzo ricorda molto i Roxy Music, altre volte si ha un collage di quadri da rock spaziale alla maniera dei Gong dove il collante è la fusion (Don't Land on Me).

Peccato si sia persa quell’impronta di R.I.O. che aveva reso Buried Alone tanto speciale. In The Unravelling viene privilegiata una sorta di psichedelia pop che può dare anche buoni frutti dal punto di vista melodico (Destroy the World We Love, I'm Hiding Behind My Eyes), ma spesso punta ad esperimenti da avant-garde un po’ forzata (The Skulls We Buried Have Regrown Their Eyes, This Empty Room Once Was Alive).


 
 

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