venerdì 11 luglio 2014

Altprogcore July discoveries


Questo EP di tre tracce, esordio del quartetto di Brighton denominato Shrine, è un biglietto da visita di tutto rispetto che include molte cose che ci piacciono: rock duro, elaborato, multiforme e imprevedibile, un po' post hardcore, un po' progressive rock alla maniera degli Oceansize. Closer to the Sun ha già incontrato i favori della stampa di settore inglese e gli Shrine sono sicuramente da tenere d'occhio.



Il collettivo musicale Prismatic Mantis, guidato da Mark Reynolds offre un ascolto stimolante di fusion contaminata pesantemente da elettronica per una visione futurista e senza confini. In Swords of Truth i Prismatic Mantis usano ogni traccia come un contenitore di molteplici spezie musicali. Ci si può imbattere in influenze psichedeliche e post jazz tra Ozric Tentacles, Flying Lotus, Thundercat, Jaga Jazzist e Father Figure.




Still + Storm è un progetto di Dave Raymond (Damiera, Hidden Hospitals) e Rachel Raymond che lascia da parte il math rock in cui è solito cimentarsi Dave per dare spazio a delicate canzoni di dream pop elettronico dominate da malinconia, droni di basso e tempi rallentati. Molto suggestivo.




Questa non è proprio un nuova scoperta in quanto credo conoscerete il math prog strumentale e molto tecnico degli Scale the Summit. Il loro chitarrista, Chris Letchford, se ne uscira il 15 luglio con un album solista che sembra propendere verso una fusion in stile Pat Metheny. Ma non è finita qui, in quanto, tra gli ospiti dell'album, figurano il batterista Steven Padin e il tastierista Danny Pizarro entrambi dei The Reign of Kindo. Garanzia di qualità.




E, se vi piacciono gli Scale the Summit, potreste apprezzare anche il math rock del giovane quertetto Vasudeva. Life in Cycles è il loro primo album, dopo un buon EP, che conferma le ottime doti esecutive e compositive del gruppo. Grazie al costante tapping di chitarra (che ormai è divenuto un marchio di fabbrica per il genere) e i ricami psichedelici che ne conseguono, a me ricordano una versione strumentale dei Six Gallery e quindi la cosa è sicuramente positiva, con in più un tocco di new age virata in post rock.

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