martedì 25 febbraio 2014

THE KNELLS - The Knells (2013)


Dopo anni e anni di Rock In Opposition e avant-prog, generi musicali sempre tesi a tracciare nuove vie per elevare il rock verso la musica colta, il debutto del chitarrista e compositore Andrew McKenna Lee - con il suo gruppo The Knells - è quanto di più perfetto si possa chiedere a queste aspirazioni. The Knells è infatti un album dalle caratteristiche estremamente originali e, forse, l'esempio più riuscito di simbiosi tra rock e musica classica. L'impostazione della line-up farebbe pensare a dei novelli Hatfield and the North dove però sono le chitarre a farla da padrone e non le tastiere. Anche perché l'ensemble dei The Knells non prevede alcun tastierista.

Il gruppo è così composto: abbiamo le tre voci femminili di Nina Berman, Amanda Gregory e Katya Powder, Paul Orbell che affianca Lee alla chitarra, Jude Traxler ai metallofoni, Michael McCurdy alla batteria e Joseph Higgins al basso, in più c'è da segnalare l'ospitata del quartetto d'archi MIVOS. Qualche volta, viste le soluzioni melodiche e timbriche, sembra effettivamente di stare tra le parti di Canterbury, ma sarebbe troppo limitativo ricondurre il tutto a quegli ambienti.

In un mare di musiche già sentite The Knells è un'opera che sa stupire, un concept album liricamente filosofico e musicalmente intellettuale, che applica la psichedelia dei Djam Karet al minimalismo di Steve Reich. Quello che fa la differenza è il retaggio da chitarrista classico di Lee che ha cercato di mutuare le sue varie esperienze verso i canoni del rock. Il suo solismo, lirico e ricercato, si può ricondurre alle sperimentazioni di Fred Frith, ai loop sonici di Gary Lucas e ai madrigali elettrici di Steve Howe, sapendo essere melodico e atonale senza mai risultare banale.





Su The Knells troviamo una musica fuori dal tempo alla quale però calza perfettamente la definizione di avant-garde progressive. E' l'originalità il motore che muove all'ascolto di brani mozzafiato come Airlift o Spiral Knells, riuscendo a scuotere la nostra curiosità per scoprire come si svilupperanno. Il crescendo di Distance crea un muro sonico esaltante, lavorando su dinamiche ineccepibili tra gli archi e i melismi vocali delle cantanti. La perizia dei contrappunti delle tre ricorda l'effetto sognante e ipnotico delle Northettes, ma la Berman, la Gregory e la Powder spingono di più su tratti prettamente operistici.

The Knells è l'album più audace e singolare che si possa trovare negli ultimi tempi e credo che ogni fan del Rock In Opposition lo dovrebbe ascoltare. Nella sua omogeneità sonora, riccamente orchestrata, vi si possono rintracciare molteplici stilemi: dalla musica da camera al jazz, dal progressive rock dei King Crimson al lied medioevale. Non per tutti i gusti, ma farà la felicità di chi lo saprà apprezzare.


http://theknells.com/

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