domenica 22 dicembre 2013

BEING - Anthropocene (2013)


La prima volta che ho sentito parlare dei Being fu all'interno del fan forum dei Dredg più di un anno fa. Le voci davano per imminente il loro album di debutto, ma, dopo un'attesa senza riscontri, si scoprì che il disco era stato rimandato a data da definire. La storia di Anthropocence è quella di una lunga e travagliatissima gestazione, dato che sarebbe dovuto uscire esattamente un anno fa. Prova ne è che i Being avevano già realizzato via web quasi tutte le tracce in una versione però ancora non definitiva. Ma, per vari problemi legati al mixaggio e alla produzione, la band non era completamente soddisfatta dei risultati e ha preferito quindi aspettare. Già all'epoca, comunque, il "metal cosmico" dei Being mi aveva incuriosito, però il tempo è passato e mi ero quasi dimenticato di loro.

Adesso possiamo infine ascoltare Anthropocene in tutta la sua gloria e, come nel fan forum dei Dredg facevano notare, i Being assomigliano ad una versione djent del gruppo di Los Gatos. In realtà il riferimento al djent è un po' forzato poiché quello dei Being è un progressive metal spaziale (Devin Townsend è un altro paragone) che per non nascondere le proprie radici djent ospita molti musicisti del genere tra i quali spiccano Misha Mansoor e Spencer Sotelo dei Periphery. Mentre il riferimento ai Dredg è marginalmente portato a galla dalle inflessioni vocali di Casprin Haruna che dona alle linee melodiche lo stesso gusto di Gavin Hayes, ancora più palese quando il suono si alleggerisce specialmente su Sorrow.

Sarà forse proprio per questa lunga gestazione che Anthropocene appare un lavoro imponente. Un concept album di circa 71 minuti con muri di suono che fondono metal con l'elettronica (anche se l'intermezzo su Escape è alquanto fastidioso) come vuole l'ultima tendenza del genere. I famigerati growl sono dosati con sapienza e non si scade mai in aggressività eccessive. Qualche volta l'album soffre per un eccessivo uso di espedienti da studio, palese nel confusionario collage dei 12 minuti finali di The Singularity - Cosmits II, artefatti ai limiti del midi file. Oppure quando la voce del cantante Casprin Haruna viene modificata e fatta sfumare per sembrare uno strumento elettronico, credo attraverso l'utilizzo di autotune.

A parte ciò, Anthropocene è un lavoro che regala momenti memorabili come CosmonautThe Singularuty - Terrans I, i tour de force di DNA e Perpetual Groove. Rientrando nei territori djent, anche i Being, come i DispersE, cercano di infondere alla musica un carattere spaziale e mistico. Entrambi hanno il pregio di traghettare il prog metal metaforicamente verso visioni ampiamente epiche, partendo da sensibilità simili ma differenti. Se quella dei DispersE è un'estensione della meditazione trascendentale legata alla vita terrena, quella dei Being è come un telescopio puntato negli angoli remoti dell'universo.

    

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