lunedì 1 luglio 2013

Owen - L'Ami du Peuple (2013)


Nella corposa discografia solista di Mike Kinsella (alias Owen, ex American Football e già nei recenti Their / They're / There, oltre che in altre numerose band), L’Ami du Peuple (titolo ripreso dal giornale politico fondato da Marat durante la Rivoluzione francese) credo rappresenti una delle migliori opere uscite dalla sua penna. La grande novità di questo album è la decisione di Kinsella di aggiungere alle sue ballate per chitarra acustica un impianto da rock band con tanto di batteria, basso e chitarra elettrica.

La riccamente arrangiata Blues to Black, ad esempio, è distante anni luce dai pezzi del passato. Vi trasuda ancora la malinconia di un tempo, ma tutta la canzone si sviluppa in maniera epica, a partire dal coro iniziale, il giocoso glockenspiel, la perfetta progressione di accordi, sino al poderoso finale (Tonight I'll sleep in the gutter / Tomorrow I won't remember / By the time I'm home / This nightmare will be only a dream). Gli altri strumenti fanno riscoprire a Kinsella pure il proprio retaggio proveniente dagli American Football, che si palesa nelle sbilenche bordate di math rock di Bad Blood, una struggente dichiarazione di resa (Bad blood / Hereditary mob you can't run away from / Trust me I've tried / You're better off holding your freak flag high) che contiene un fulminante solo di chitarra elettrica.

Kinsella è un poeta che racconta storie ordinarie e comuni, talvolta con disincanto, altre con delicata e sentita partecipazione, ma anche altrettanto realismo corrosivo. Il cinismo di Love is Not Enough viene suggerito in due semplici versi (Love is not enough / We need some money) e la rassegnazione di Coffin Companions passa tra una citazione degli Smiths e la consapevolezza di essere intrappolati in una routine da classe proletaria americana. Anche l'amore viene tratto in maniera non convenzionale, visto quasi come malattia da cui liberarsi in A Fever. Il disco si chiude con due canzoni collegate, con arrangiamenti scarni (chitarra fingerpicking e piano), riprendendo l'indie folk acustico degli album precedenti. Where Do I Begin è quasi un seguito di Coffin Companions per le tematiche trattate, mentre Vivid Dreams conclude con un gusto dolceamaro.

Con la sua vocalità idiosincratica, tutt’altro che virtuosa e quasi svogliata, Kinsella si pone in antitesi all’immacolata soavità del folk magico di Justin Vernon, senza paura di sporcarla con spietati racconti di quotidiane tribolazioni terrene. Se per gli altri lavori di Kinsella era consigliabile un ascolto in determinati stati d’animo (possibilmente malinconici), questo lo si può (anzi lo si deve) ascoltare in qualsiasi occasione. Io ad esempio sono giorni che non ascolto altro, davvero uno dei migliori album del 2013.




Tracklist:

 01. I Got High
 02. Blues to Black
 03. Love Is Not Enough
 04. Coffin Companions
 05. The Burial
 06. Bad Blood
 07. Who Cares?
 08. A Fever
 09. Where Do I Begin?
 10. Vivid Dreams

http://owenmusic.com/

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