mercoledì 28 dicembre 2011

FIELD MUSIC - Plumb (2012)


I fratelli Peter e Davis Brewis ci informano che il loro nuovo album intitolato Plumb uscirà il 13 febbraio 2012, a due anni esatti di distanza dall'ottimo doppio CD Field Music (Measure).

Il pop dei Field Music sembra vivere fuori dal tempo. Innanzitutto perché c’è da stare attenti a chiamarlo pop nell’accezione più classica, data la sua caleidoscopica visione e la sua sistematica destrutturazione della forma canzone. Ma in quale altro modo si potrebbero catalogare delle piccole melodie pressoché perfette? Poi c’è la scelta della durata. In tempi come questi, dove in media un album dura 50 o 60 minuti, far uscire un’opera di appena 36 minuti risulta una decisione abbastanza controcorrente, coraggiosa e quasi antiquata. I fratelli Brewis ritornano quindi al formato contenuto dei primi due lavori dopo l’esuberanza mostrata nel doppio album Field Music (Measure).

Ma parliamo delle canzoni. Plumb non somiglia prettamente al prog rock, anche se si può azzardare che ne abbia adottato alcune soluzioni stilistiche. L’effetto è strano poiché le 15 tracce di cui è composto l’album, seppur vengano divise dalle altre, danno l’impressione di essere parte di un’unica suite. All’interno non vi si trovano veri e propri ritornelli o strofe e le trame sono in continuo movimento. Anche se ogni brano raramente supera i tre minuti di durata, i cambi tematici sono vertiginosi e nei suoi pochi minuti succede di tutto. Non a caso, infatti, credo sia stato scelto come singolo apripista (I Keep Thinking About) A New Thing che è la canzone più lineare del lotto.

Field Music - (I Keep Thinking About) A New Thing by memphisindustries

Ecco perché Plumb potrebbe essere paragonato a un nastro di Möbius: non importa da dove lo si inizi ad ascoltare, andrebbe bene anche nel bel mezzo di una canzone. La sua natura circolare fa in modo di non perderne il filo. Ma è innegabilmente pop - nuovo, rinfrescante, intelligente, raffinato pop - quello che sprizza fuori dal variegato mosaico sonoro di Plumb, le cui tessere si colorano di Beach Boys, Beatles e XTC. Lo si respira nelle polifonie vocali, negli arrangiamenti degli archi e nel suo modo così gentile di essere allo stesso tempo minimale e barocco.

L’album segna un passo avanti e una maturazione nella scrittura del duo. Esso è tanto diverso dall’indie pop di Field Music (Measure), quanto riprende alcuni caratteri percussivi e spigolosi dei progetti da “separati in casa” di The Week That Was e School of Language. Plumb fa della sua breve durata e della sintesi un punto di forza. Se le convenzioni odierne ci obbligano ad ascoltare lavori con un minutaggio eccessivo, i Field Music operano in controtendenza producendo un album che si ascolta tutto d’un fiato dove non si butta via niente.

Tracklist:

#1 Start The Day Right
#2 It's Okay To Change
#3 Sorry Again, Mate
#4 A New Town
#5 Choosing Sides
#6 A Prelude To Pilgrim Street
#7 Guillotine
#8 Who'll Pay The Bills?
#9 So Long Then
#10 Is This The Picture?
#11 From Hide And Seek To Heartache
#12 How Many More Times?
#13 Ce Soir
#14 Just Like Everyone Else
#15 (i Keep Thinking About) A New Thing

http://www.field-music.co.uk/

2 commenti:

FRANCESCO GULINA ha detto...

Ma sono stupendi! Grazie al tuo blog sto scoprendo gruppi fantastici. Complimenti per il lavoro che fai, e per come lo fai!

Lorenzo Barbagli ha detto...

Grazie a te Francesco! Commenti come il tuo fanno sempre piacere.
Ciao!

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