sabato 23 gennaio 2010

JAGA JAZZIST - One-Armed Bandit (2010)


Cinque anni sono lunghi. Tanti ne sono passati dall'ultimo lavoro in studio dei Jaga Jazzist ed è un peccato che il nonetto (nella formazione odierna, beninteso) ci abbia fatto attendere così tanto. Il jazz, è noto, è musica libera per sua stessa natura, ma i Jaga Jazzist, durante la loro carriera, hanno contribuito a renderlo ancora più libero e sciolto, contaminandolo di volta in volta con ogni sorta di linguaggio elettronico. E One-Armed Bandit è l'opera che sinora si addentra con più profondità in questo concetto, lasciandosi alle spalle i lidi più rockeggianti, ma altrettanto affascinanti, di What We Must.

Su One-Armed Bandit i fiati e il tappeto sonoro creato da sintetizzatori e tastiere rivestono la stessa importanza, anche se questa volta, nell'economia sonora, i secondi operano su un piano mai così prominente. Ance, trombe e tromboni nel gruppo, più che dedicarsi ad assoli in modo ortodosso al jazz "tradizionale", servono a guidare le melodie, che sono a loro volta completate dai contrappunti di tastiere che doppiano le linee guida - come, ad esempio, nella frizzante lounge della title-track. Uno dei pezzi più riusciti è Banafleur Overalt che fonde in maniera fresca, originale e inedita jazz bandistico e psichedelia, che trova una variazione nell'epopea da colonna sonora di Prognissekongen e nell'incedere sicuro di Book of Glass - che è un tripudio di variazioni tematiche (da applauso).

I Jaga Jazzist in pratica usano il jazz come trampolino per lanciarsi nelle contaminazioni più disparate, privilegiando sempre l'elettronica, senza paura di confrontarsi con i linguaggi musicali colti e l'avanguardia. Nulla sfugge al radar della band sia che si tratti di rivisitare il minimalismo di Steve Reich in Toccata, lanciata come un treno in corsa, sia raddoppiare il rischio, intercalando e farcendo la musica con sacrileghe ritmiche jungle e breakbeat su pezzi come Music! Dance! Drama! e Touch of Evil. Ma i Jaga Jazzist hanno sempre fatto questo: congiungere ciò che è distante o, meglio ancora, far incontrare senza incidenti estremità opposte.

www.myspace.com/jagajazzist

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