giovedì 1 dicembre 2016

Altprogcore December discoveries


Ultimo appuntamento dell'anno con questa forma antologica mensile di scoperte che avevo solo abbozzato negli anni passati, ma che ho iniziato con cadenza regolare solo a partire da gennaio. Per l'occasione l'offerta è più ricca del solito, quindi prendetevi il vostro tempo.

Il sestetto svizzero dall'improbabile nome öz ürügülü, sceglie un titolo per il proprio secondo album che per assonanza ci fa pensare a Steve Vai. Ma, se è vero che nel loro prog fusion non sono esclusi colpi di scena, più che rifarsi al virtuoso chitarrista, nei brani di Fashion and Walfare è presente lo spirito ironico e iconoclasta di Frank Zappa e quello dedito alle sperimentazioni di Mike Keneally.


I romani La Bocca della Verità esordiscono con questo fantascientifico concept album intitolato Avenoth e per l'occasione sfoggiano delle caratteristiche da far gioire i fan del prog anni 70, con particolare riferimento a Le Orme e PFM. Le 11 tracce sono praticamente parte di un'unica lunga suite che si dipana per quasi 80 minuti con musica e testi molto descrittivi e immaginifici al modo degli album "cinematografici" dei Ranestrane.



SILO è il progetto musicale di Eric Rinker che propone musica prevalentemente strumentale dal carattere fusion, mathrock e prog.



Davvero un peccato che questo "EP", così come è stato definito dalla band, contenga solo due canzoni (e quindi più simile ad un singolo), perché all'interno di esse si percepisce un buon potenziale emo/math rock che parte dal midwest dei fratelli Kinsella e arriva alle atmosfere alternative dei TTNG.


I Daima sono invece un quartetto polacco che suona puro prog metal/djent strumentale. Il loro primo EP Resurgence si ascolta molto bene anche per la sua vicinanza ai paesaggi onirici del post rock che crea una sorta di metal atmosferico.



Che cosa sarebbero le scoperte mensili senza l'obbligata citazione di un nuovo chitarrista strumentale di djent fusion? Questa volta tocca al canadese Zac Tiessen.



Dalla lontana Nuova Zelanda il trio dei Troika, dopo un album e un EP, pubblica My Brain is a Receiver che prosegue tra brani strumentali e vocali una visione stilistica che avvicina il metal intellettuale dei Tool ai trip psichedelici e reiterati tipici del post rock.



Uno strano ibrido tra i Porcupine Tree atmosferici del primo periodo e post hardcore alternativo, i Cauls sono un quintetto inglese di Newcastle Upon Tyne del quale aspetto di ascoltare qualcosa di più approfondito oltre il singolo Épée, tratto dall'album Recherché in uscita il 16 di questo mese.



I due musicisti tedeschi Phillip Tielsch e Mario Katz hanno creato il progetto Zon e, aiutati alla batteria da John Stainer dei Battles, si sono cimentati in un estremo mathcore metal strumentale dell'EP Palace diviso in due parti: nella prima otto brevi tracce affilate, distorte e glaciali; nella seconda una rivisitazione del materiale in chiave drone-industrial.



I Virta sono un trio di post jazz finlandese proveniente da Helsinki che, nel vero rispetto della definizione, suonano un post rock molto atmosferico e notturno condito da elementi ambient jazz. Hurmos è il loro secondo album in uscita in questi giorni, a quattro anni di distanza dal debutto Tales from the Deep Waters (2012).


1 commento:

Bernardo Pacini ha detto...

Ottimi i Cauls!