domenica 5 maggio 2013

Intervista con Paul Murphy (Wintersleep)


Una serranda che s’alza al mattino, una nuova speranza e la magnifica fiducia di un giorno nuovo che nasce; tutta questa è la musica dei Wintersleep, musica da conficcare nel cuore, attendere che compia il giro nelle vene per farsi dopare di serenità.

Per me sono attimi, frammenti della mia vita universitaria (2003 – 2006), le corse in bici (magnifica la scomparsa fiamminga), le birre bevute e di tutte le conseguenti macerie della speranza una volta conclusa questa fase.
È difficile invecchiare e mantenere, sempre, un sorriso allegro, vitale. È difficile staccarsi dall’omonimo primo album dei Wintersleep e dal susseguente secondo album che considero le loro opere migliori che mi portano con la mente ad Hernan Crespo al Milan, l’esame di storia moderna passato al primo tentativo  e le infinite chiacchierate e sigarette su un divano disastrato . Come la loro musica è cambiata, anche la mia vita è stata stravolta più volte: Roma, Australia e poi di nuovo Roma. Come di me posso citare episodi, di loro preferisco ricordarmi non di album, ma di  singole canzoni, Search Party, Archaeologists, Weighty Ghost da Welcome to the Night Sky, Encyclopedia e Mausoleum da New Inheritors e solo Rapture dall’ultimo Hello Hum.
L’intervista è più un ringraziamento alle emozioni che mi hanno regalato e un omaggio ai miei ricordi con la ferma consapevolezza che come i Wintersleep anche la mia vita sarebbe potuta essere migliore ed io, come la loro musica, avrei potuto dare di più, essere di più!!


Come sono nati i Wintersleep?
I Wintersleep sono nati come un progetto “collaterale”. Tutti facevamo parte di band dal suono più duro in quel periodo e la maggior parte della prima serie di canzoni dei Wintersleep sono state scritte tra l’estate del 2000 e del 2001, durante le vacanze. Tim (e il mio gruppo di quel periodo, Kary) ha fatto qualche tour con il gruppo di Loel, Contrived. Ci siamo ritrovati tutti nell’appartamento di Loel a Halifax e abbiamo registrato il primo disco. Il nostro primo vero show  è stato nel 2002 in un piccolo spazio artistico chiamato The And Cafe.


Quali sono stati i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente?
Tanti gruppi diversi. Quando eravamo più giovani, molte band locali, nelle zone di Maritimes. Probabilmente la maggior parte di loro rimane completamente sconosciuta al di là della nostra piccola scena locale. Il gruppo Christopher Robin Device era abbastanza cruciale per me, poi il gruppo Burnt Black e Eric's Trip. Anche gli Afghan Whigs personalmente erano estremamente importanti per me. Radiohead. Melvins. Queens of the Stone Age. Kyuss. Low. Smog. Nirvana certamente! Mi piacciono anche i suoni più duri e probabilmente anche qualche gruppo terribile dei miei 20 anni che anche oggi suonerei. Da allora c’è stata tanta, forse troppa musica.


Come scegliete dei titoli così interessanti per i vostri album?
Grazie. Sono contento che ti piacciono! Welcome to the Night Sky è stato preso da un libro sulle stelle che ho scoperto in una libreria, dopo aver sentito il demo di quel disco. C’era una mappa stellare enorme con sopra scritto The Night Sky in lettere cubitali e c’è stato un click. Molte canzoni contenevano i riferimenti allo spazio e la musica in generale sembrava funzionare bene con il titolo. New Inheritors è stato preso da un racconto breve di Nathaniel Hawthorne intitolato New Adam and Eve. A un certo punto del racconto, l’autore si riferisce ai propri personaggi come ai new inheritors of earth. Stavamo scrivendo il brano principale in quel momento, credo. Hello Hum è forse un po’ più semplice, ma è foneticamente interessante come titolo. Nella canzone Martyr, il secondo verso inizia con le parole a low hum. Loel ha pensato avessi detto hello hum e questo ci sembrava molto più pieno al livello di significato e il suono era abbastanza carino come titolo dell’album.


Cos'è che ispira la tua musica?
Molte cose m'ispirano durante la scrittura dei testi: libri, persone, cose che succedono attorno a me, nel mondo o cose che vengono riportate dai media. Generalmente penso a come funzionano alcune parole a livello delle sillabe e del suono o se si possono integrare nella totalità della canzone. Dopo penso a come ricavarne il senso. Qualche volta non hanno senso, ma suonano bene, sembrano giuste perché evocano le sensazioni giuste. Qualche volta ho anche i versi scritti prima che provo a inserirli nelle canzoni e questi ispirano le strofe o qualcos’altro. Non ci sono regole, direi. Uno prova solo a stare nel posto giusto mentalmente.


Puoi dirmi qualcosa di curioso riguardo al vostro primo album che possiedo in vinile e credo sia il migliore?
L’abbiamo registrato in una casa stregata con un carinissimo signore pazzo durante un inverno freddissimo. Lui stava buttando giù le cose da una scala. Noi dormivamo sulle coperte messe per terra e bevevamo davvero troppo caffè. E’ stato registrato a  Lunenburg, NS dove Bluenose è stato fatto, credo.


Hai mai pensato di fare un video animato come Fog?
Ci piacciono molto i video animati e vorremmo farne un altro come quello. E’ uno dei miei preferiti.


Cos'è cambiato in dieci anni dal primo anno?
Penso che siamo migliorati nelle registrazioni e nei live. Abbiamo sempre provato a fare diverse registrazioni, ma siamo sempre rimasti fedeli all' “anima” di quello che abbiamo iniziato nel 2002/2003.


Ho letto che il vostro ultimo album è stato registrato in un luogo isolato... come ha influenzato la band e l'atmosfera?
Abbiamo scritto molto di New Inheritors mentre stavamo in giro, nelle pause brevi tra le date di Welcome to the Night Sky, e credo che quell’album ci abbia trasformato da un gruppo che voleva stare sempre in tour, in un gruppo che effettivamente stava in tour tutto il tempo. Mi sembra che siamo migliorati come gruppo e questo contribuisce a un nostro diventare più uniti e completi in un certo senso.


Come le esperienze individuali (Kary, Postdata, Contrived, Holy Fuck) influenzano o contribuiscono al miglioramento dei Wintersleep?
Tutto aiuta. Tutto è un percorso di formazione. Con i Postdata è stato interessante e abbastanza umilmente abbiamo dovuto fare tutto da soli io e mio fratello. É stato  tipo di album che potevamo fare con un portatile, qualche tastiera e una chitarra. E un altro Murphy...ahahah!
Questo mi ha fatto porre più attenzione alla parte vocale, alla registrazione della stessa e quello che dovevo fare con le parti chitarristiche per creare spazio in cui potevano essere inserite.
Kary è stato il primo gruppo con il quale ho registrato in studio. Uno spazio nel mio cuore è riservato per quelle registrazioni. Era così difficile farle in tempo perché non c’era nessuno ad aiutarci, però forse appunto questa era la parte bella. Si dovevano fare in una settimana e con $1,000.


La vostra musica sembra essere influenzata da un suono progressive, molto più oggi che nei vostri primi lavori.
Siamo sempre stati interessati in strane “firme” temporali e strutture non tradizionali delle canzoni. Forse solo una o due canzoni sono orientate un po’ di più verso lo spettro “progressive” negli ultimi album, ma credo abbiamo sempre avuto quell’elemento nella nostra musica.


Esiste una "scena canadese", come sembra esserci guardando dall'Europa? Lo chiedo perché sia i Wintersleep, sia i gruppi paralleli appaiono più l'evoluzione di un certo tipo di musica indie anni '90 (e sottolineo l'evoluzione nel senso migliore) piuttosto che parte della scena canadese degli ultimi anni.
Penso che ci sia una scena canadese, ma il paese è così grande da non essere di certo locale e i gruppi non hanno necessariamente un suono simile. Noi conosciamo alcuni gruppi qui perché siamo in tour e tutto il resto, ma in fin dei conti noi facciamo solo le cose come vogliamo sperando che alla gente piacciano.



Intervista e traduzione a cura di
Francesco Notarangelo

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