martedì 21 luglio 2009

MEW - No More Stories Are Told Today I'm Sorry They Washed Away No More Stories The World Is Grey I'm Tired Let's Wash Away (2009)


Dopo una lunghissima attesa (4 anni) il nuovo album dei Mew uscirà in agosto con date diverse a seconda dei paesi: il 19 in Scandinavia, il 24 in Inghilterra, il 25 in USA e come download digitale il 17. Le mie considerazioni dopo i primi ascolti sono state tiepide senza tralasciare un pizzico di delusione. Nonostante il materiale di ...And the Glass Handed Kites avesse una natura di pop non ortodosso, era comunque in grado di suscitare consensi e giudizi favorevoli fulminei.

No More Steries non possiede quelle folgoranti girandole sonore che catturano immediatamente, ma, mi sono detto, forse crescerà con il tempo. Ciò che risalta all'orecchio dunque è che quest'ultima fatica della band danese ha bisogno di un ascolto attento e continuato. Anche dopo ripetuti ascolti però il mio giudizio non è cambiato di molto. Paragonerei l'impressione che mi ha fatto No More Stories a quella che ho avuto ascoltando Act III dei Dear Hunter: entrambi sono dei buoni album ai quali però manca quel non so che per raggiungere l'eccellenza. Credo che un fattore determinante che caratterizza la similitudine del giudizio dato alle due band è che entrambe avevano alle spalle dei lavori importanti, già maturi, che hanno segnato profondamente la loro carriera.

New Terrain è una sbalorditiva apertura con quel suo effetto estraniante di backward applicato ad un andamento new wave, come per turbare l'equilibrio di una canzone synth pop altrimenti perfetta. Introducing Palace Players è molto impressionante nella sua costruzione: inizia con una ritmica scombinata, una cacofonia di tastiere, dopodiché si getta in una classica Mew song, piena di accordi sintetici e l'inconfondibile voce efebica di Jonas Bjerre. Beach è la canzone più regolare e pop dell'album e ricorda da vicino il materiale di Frengers. Repeater Beater è invece un brevissimo e istantaneo ritorno al passato prossimo, con arrangiamenti molto simili all'album precedente. Anche Silas the Magic Car è una ninnananna uscita da una costola delle cose più quiete di Frengers. Cartoons and Macramé Wounds è il pezzo più lungo dell'album che, in quasi sette minuti e mezzo, cerca di scandagliare le possibilità della psichedelia pop (tra alti e bassi) con ritmiche rallentate e intermezzi narcotici.

La seconda parte, che si apre con il breve sipario di Hawaii Dream, è forse quella dove i Mew hanno cercato di sperimentare nuove soluzioni per la loro musica. Hawaii ha un inizio percussivo e corale vicino alle canzoni degli Anathallo e si trasforma poi in una strana mistura di calypso sperimentale e world music solenne. Tricks è un'elegia per sintetizzatori abbastanza fredda e robotica anche quando entra il chorus. Vaccine e Sometimes Life Isn't Easy sono forse i pezzi più compiuti dell'album, specialmente la seconda, con i suoi improvvisi cambi di umore tra muzak sintetica e pop ballad. Reprise è il manifesto programmatico di questi "nuovi" Mew al servizio della supremazia dei sintetizzatori e delle tastiere rispetto alle chitarre. Una scelta sonora che dona al tutto un perfetto ma freddo impasto strumentale.

www.myspace.com/mew

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