giovedì 1 giugno 2023

Altprogcore June discoveries



Il trio giapponese cero appartiene a quel tipo di gruppi che si è sempre evoluto album dopo album, partendo da quell'alone esotico ed elaborato che gli artisti provenienti dal Sol Levante sono soliti apportare nei propri lavori. In questo quinto capitolo della loro carriera dal semplice titolo e o i cero operano il salto artistico più ardito della loro carriera. Fatte le dovute proporzioni e tenendo presente il perimetro stilistico in cui si trova il gruppo, tra il precedente Poly Life Multi Soul e e o c'è la stessa distanza che i Talk Talk posero tra The Colour of Spring e Spirit of Eden. Qui la materia indie pop che ha guidato sinora i cero si fa progressiva e futurista, con direzioni formali talmente liquide che chiamare imprevedibili è limitativo. Sembra quasi che nel dipanarsi dei pezzi facciano di tutto per scegliere la soluzione armonica più spiazzante possibile. Gli arrangiamenti non sono da meno, affastellati di suoni elettronici sofisticati che possono arrivare direttamente dagli anni '80 così come dall'avanguardia RIO.


Una situazione analoga quella degli Hippo Campus che con il loro terzo album, intitolato semplicemente LP3, si sono prodigati nel maturare il proprio stile indie rock e dare alle canzoni (e alla forma canzone) arrangiamenti fantasiosi e stratificati, così da rendere il tutto imprevedibile nella prevedibilità della struttura.
 
 

Gruppo inglese di math prog punk di formazione abbastanza recente, considerando che i SENECA hanno prodotto sinora solo tre singoli interessanti.


Un EP che è l'unica testimonianza della defunta band Death Party, risalente al 2017. Alla voce abbiamo Amy Hoffman che adesso milita nei Future Teens e vale la pena soffermarsi su Skate Away anche solo per la descrizione che ne dà il gruppo stesso: "emo-adjacent but with vibraphone instead of a guitar".
 
 

I Cat Company tra quest'ultimo singolo e l'omonimo EP del 2018 suonano un mix di math rock, pop punk e post hardcore vicino alle cose di Dance Gavin Dance, Hail the Sun e Origami Button. Quindi possiamo dire swancore? Diciamolo.
 


Se siete degli estimatori del jazz in stile Jaga Jazzist, contaminato da influenze moderne tipo post rock, minimalismo, ambient e prog, allora il primo album della band finlandese Ultralum potrebbe interessarvi. 


Altra band vicina al jazz quella della chitarrista tedesca Monika Roscher che definisce il suo progetto "una prog big band tra math-jazz, avant-pop e elettronica". Formata nel 2011, la big band è, come si può intuire, un ensemble formato da diversi musicisti con strumenti a fiato aggiunti ai classici chitarra, basso, piano e Witchy Activities And The Maple Death è la loro terza prova.   


Il quintetto jazz/post rock maceratese dei Klidas esordisce con No Harmony sotto l'etichetta australiana Bird's Robe Records che tanti artisti prog di confine ci ha fatto conoscere negli ultimi 15 anni. I Klidas sono una perfetta sintesi del sound promosso dalla BRR, sospeso tra suggestiva psichedelia e astrazioni che lambiscono talvolta il metal, il prog e lo sperimentale. 

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