martedì 26 maggio 2020

The Velvet Teen - il nuovo singolo "Mean Mind" e un album in lavorazione


La storia che segue è il seguito di una notizia di due anni fa, quando i The Velvet Teen realizzarono un singolo inedito - Parallel Universes - che in realtà era già stato pubblicato in precedenza esclusivamente in Giappone in formato 7". Il lato B di quel vinile conteneva un altro inedito dal titolo Mean Mind che vede la luce in formato digitale solo ora e che, come Parallel Universes, non farà parte del nuovo album a cui il gruppo sta lavorando. La notizia che infatti accompagna l'uscita di Mean Mind è quella che i The Velvet Teen, reduci da poco da un tour con i Caspian, stanno dando gli ultimi tocchi a quello che sarà il successore di All is Illusory ormai risalente al 2015, e che i tre sperano di completare entro la fine dell'anno. Ma conoscendo i tempi dilatati del gruppo non stupisce che si stiano dilungando più del dovuto nella produzione di un nuovo lavoro.




lunedì 18 maggio 2020

Jaga Jazzist - Pyramid (2020)


Inizialmente previsto per la pubblicazione il 24 aprile, il nuovo EP dei Jaga Jazzist Pyramid, è stato spostato per il 7 agosto, una sorte simile ad altri album che hanno slittato l'uscita vista la situazione attuale sempre più incerta. Per la sua durata Pyramid potrebbe essere considerato comunque un album a tutti gli effetti, dato che sfiora i 40 minuti di durata e le quattro tracce contenute sono delle lunghe evoluzioni post jazz e psych fusion, che soddisfano un ascolto più profondo con la loro ricchezza sonica a più livelli. Il disco segna l'ingresso dell'ottetto norvegese nella scuderia Brainfeeder, l'etichetta curata da Flying Lotus, altro musicista di confine. Pyramid è un suggestivo viaggio e commento sonoro nel futuro passato, una specie di equivalente musicale delle illustrazioni retro futuristiche di Syd Mead.

Il mix strumentale che viene a crearsi è assolutamente affascinante: pur percependo la loro appartenenza al XXI secolo, le composizioni di Pyramid pongono l'accento in un'esplorazione timbrico/sonora piuttosto che snodarsi in sezioni multipartite. L'insieme genera un ibrido da corto circuito temporale: le spore psichedeliche provengono dagli anni '70, il sound design dei sintetizzatori ha un che di retrowave anni '80, mentre la coolness jazz delle vibrazioni ritmiche e orchestrali arriva direttamente dagli anni '60. In un certo senso Pyramid segna un capitolo nuovo per i Jaga Jazzist, frutto di una sinergia collaborativa tra i membri questa volta più attiva, dato che è il primo album autoprodotto dal gruppo stesso e realizzato in sole due settimane. Un ascolto tripedelico.


mercoledì 13 maggio 2020

Shiner - Schadenfreude (2020)


A cavallo del vecchio e del nuovo secolo gli Shiner hanno pubblicato una serie di album molto influenti, ma di culto, per la scena math rock e post hardcore, primo fra tutti Lula Divinia (1997). Per risalire all'ultimo capitolo discografico della band di Kansas City bisogna tornare indietro di addirittura diciannove anni. A distanza di tutto questo tempo, la stessa formazione che ci lasciò con The Egg (2001) torna adesso con Schadenfreude, un album che tiene conto delle trasformazioni del rock alternativo americano degli ultimi quindici anni. In molti hanno paragonato gli Shiner agli Hum e ancora in effetti risplende quella scintillante elettrificazione sonica di chitarre lisergiche e rallentate, ma gli Shiner vanno a scavare anche nel post grunge e nell'emocore, sembrando una sublimazione tra Soundgarden e Sunny Day Real Estate.

Come gli Hum, gli Shiner danno sfogo ad acide cavalcate space hardcore, arrivando a tracciare percorsi shoegaze che avvolgono la materia con tutto il loro calore su In the End. L'intento degli Shiner infatti non sembra quello di spingere ad ogni costo sulle dinamiche emozionali e sulla ruvidezza abrasiva ma, come nel singolo Life as a Mannequin e Low Hanging Fruit, dare origine a delle atmosfere lente ed inesorabili nelle quali sprofondare. Poi compaiono anche pezzi più energici tipo Nothing, Genuflect e Paul P Pogh che pongono in risalto la sezione ritmica e il pulsare incessante del basso. La distorsione rimane come sempre la protagonista negli album degli Shiner e anche su Schadenfreude assume un ruolo preponderante, ma la loro non è alimentata da propellente heavy rock, ma è più simile ai vortici nebulosi dello shoegaze, come se risucchiasse lo spazio intorno a sé. Bentornati Shiner, ce n'era bisogno.




martedì 12 maggio 2020

Introducing Animal Society


Giovanissimo quintetto proveniente da Glasgow, gli Animal Society hanno deciso di dare al jazz odierno un'impronta rock e prog con accenti aggressivi. Guidati dal chitarrista e principale compositore Joe Williamson, il gruppo si distingue per avere in organico due tastieristi: Alan Benzie e Craig McMahon, che si suddividono i compiti tra elementi elettronici, effetti al synth e solismo più consono al jazz, infine la sezione ritmica composta da Graham Costello (batteria) e Gus Stirrat (basso).

Gli Animal Society hanno debuttato con l'EP RISE nel 2018 e proprio due mesi fa è stato rilasciato un nuovo pezzo dal titolo Hieroglyph, molto potente e incisivo nel dettare una chiara linea di crossover tra jazz e math rock. Williamson è stato in precedenza coinvolto nel quartetto Square One col quale ha realizzato due album e nel 2018 è stato insignito del premio Young Scottish Jazz Musician of The Year al Glasgow Jazz Festival.




lunedì 11 maggio 2020

City of Souls - SYNÆSTHESIA (2020)


Il nome dei City of Souls, band che si affaccia come una novità nella scena prog metal, racchiude in realtà un collettivo di sei elementi veterani della scena musicale alternativa neozelandese, un supergruppo con membri provenienti da vari gruppi tra cui Blindspott, Blacklistt, 8 Foot Sativa. I City of Souls vengono fondati nel 2014 dai chitarristi Trajan Schwencke e Steve Boag ai quali si aggiungono, il terzo chitarrista Marcus Powell, il cantante Richie Simpson (New Way Home), il bassista Daniel Insley (Solstate) e il batterista Corey Friedlander (In Dread Response / 8 Foot Sativa).

Dal 2015 il sestetto è già attivo nel rilasciare i primi singoli, anche se l'uscita dell'album d'esordio SYNÆSTHESIA prodotto dal veterano Forrester Savell, si è concretizzata solo ora, dopo un lungo ed accurato lavoro in studio portato avanti per cinque anni. Forse anche per questo il disco contiene la bellezza di sedici tracce per una durata complessiva di quasi 70 minuti.

La presenza di Savell al banco di regia è quasi una garanzia per chi ama quel prog metal proveniente dall'emisfero australe, andando a toccare quelle corde di equalizzazione tra pesantezza e melodia, bagagli genetici che fanno parte di storici nomi come Karnivool, Caligula's Horse, Circles, Chaos Divine, Dead Letter Circus. E proprio a questi ultimi, tra i tanti nomi che possiamo citare, i City of Souls si avvicinano in quanto ad approccio, per cercare di non esagerare troppo con la durata o la complessità formale. Le canzoni della band sono infatti costruite su binari piuttosto consoni a forme ortodosse e basate su chorus ben definiti.



domenica 10 maggio 2020

The Physics House Band - METROPOLIS (2020)


I The Physics House Band con METROPOLIS realizzano il loro primo album live, alquanto anomalo dato che registrato in studio con un pubblico di poche persone, ma con i tempi che corrono tale procedura potrebbe diventare la norma, anche se il presente documento risale al 2019. Suonato ai Metropolis Studios di Londra, il set di brani si apre naturalemnte con l'intera performance dell'ultimo EP Death Sequence (2019) con il fondamentale apporto al sax del nuovo membro Miles Spilsbury, che si è recentemente unito all'originale trio formato da Dave Morgan (batteria), Adam Hutchison (basso, synth) e Samuel Organ (chitarra, synth). Si continua poi nella rivisitazione di alcuni pezzi tratti dai precedenti Mercury Fountain (2017) e Horizons/Rapture (2013) nel consueto ventaglio che spazia tra jazz fusion, prog e math rock.



sabato 9 maggio 2020

Sunset Mission - Journey to Lunar Castellum (2019)


I Sunset Mission sono un nome assolutamente nuovo nella scena prog e questo perché è costituito da giovani musicisti, provenienti da Boston, oltretutto talentuosi. Sì, poiché c'è da sottolineare come i componenti Dana Goodwin, Jan Schwartz, Jacob Schwartz siano in grado di intercambiarsi tra i vari strumenti in modo competente, assumendo vari ruoli nelle tracce, infine il gruppo è completato dalla voce femminile di Jessica Gray e dal batterista Cam Roux.

Journey to Lunar Castellum è quindi il loro esordio, che fortunatamente privilegia un approccio fresco e originale al progressive rock, tralasciando i classici canoni barocchi e sinfonici. Si va dal beat disco e funk di Writer's Block e Redemption Drive al math rock a più strati di Kaleidoscopic Key e Forest Slope, dall'ambient new age di Ceilica alla prog fusion di All This Time We Wait e Time Station. Tutti questi generi affrontati con giovane entusiasmo, fanno di Journey to Lunar Castellum una lavoro eclettico e pieno di vitalità, pervaso da quell'urgenza creativa tipica di un'opera prima. Il fatto poi di come sia suonato in modo eccellente e portato a termine con grande senso di una visione e direzione ben precise, non fa altro che aggiungere un occhio di riguardo nei confronti di una band appena nata.