lunedì 21 gennaio 2019

Introducing Qlaye Face


Il quartetto Qlaye Face, formato da Liam Bellman-Sharpe (chitarra) Cameron Bobbitt (chitarra, voce) Petrus Humme (batteria) Nyle Gibbens (basso) e proveniente da Melbourne, va ad aggiungersi ad una già eccellente scena progressive alternativa australiana. Arrivati nel 2016 con l'EP Nascence, il gruppo sta lavorando ormai da qualche tempo all'album di esordio Exodisi che vedrà la luce, fanno sapere, alla fine di questo anno. Il primo singolo che lo anticipa è la elaboratissima Elephants, brano che li colloca nella stessa orbita di sperimentazione dei conterranei Karnivool, ma pare che i Qlaye Face vogliano spingere i limiti della ricerca ancora più avanti. Proprio come nelle quattro tracce dell'EP, la band si dedica ad intricati passaggi e lunghe dissertazioni strumentali che collegano il post rock con il metal, creando un suggestivo labirinto di passaggi atmosferici abbinati a controtempi che rendono tutto più cerebrale.







sabato 12 gennaio 2019

The Jon Hill Project - Rebirth (2019)


Come suggerisce il titolo il primo album a nome The Jon Hill Project riguarda proprio una rinascita. Il titolare della sigla è infatti un batterista dal passato difficile che include dipendenza da droghe, episodi di bullismo da ragazzo e più recentemente il divorzio, dopo nove anni di matrimonio, dalla popolare YouTuber Jaclyn Hill (esperta di makeup e bellezza con cinque milioni di iscritti al suo canale) dalla quale ha ereditato una notorietà di riflesso che lo ha posto più volte sotto pressione. Hill ha quindi deciso di liberarsi da tutti questi demoni entrando per un periodo in una clinica di riabilitazione, ma soprattutto scegliendo un percorso alternativo che gli permettesse di condividere la sua esperienza. Hill ha quindi fatto leva sulle sue doti da compositore e intrapreso un percorso di guarigione attraverso la musica iniziato nel 2016.

Con l'aiuto del produttore Spencer Bradham e del chitarrista dei Tides of Man Spencer Gill, Hill ha collaborato nella stesura delle musiche per il suo esordio e messo su disco la propria sofferenza, aprendosi totalmente attraverso testi personali che raccontano la lotta ma anche la speranza per una nuova occasione. Da parte loro, Bradham e Gill sono stati in grado di riunire all'interno dell'album una serie di ospiti veramente impressionante al fine dare vita alle linee melodiche vocali delle canzoni. Pescando nel mondo del rock alternativo americano sono stati coinvolti Aaron Marsh (Copeland), Brennan Taulbee (Polyenso), Nate Barcalow (Finch), Tilian Pearson (Dance Gavin Dance), Donovan Melero (Hail the Sun, Sianvar), Keith Goodwin (Good Old War), Kerry Courtney (Goodnight Neverland), Casey Crescenzo (The Dear Hunter), Michael McGough (Being as an Ocean), Tanner Merritt (O'Brother), Nathan Hussey (All Get Out).

Musicalmente Rebirth si basa su brani alternative rock molto aderenti allo stile americano sospeso tra emo e indie rock, ma pur essendo l'album opera del suo autore, ha il pregio di far affiorare molte reminiscenze delle band dalle quali provengono gli ospiti citati e naturalmente il trio di autori si è dimostrato molto attento nella distribuzione dei ruoli in base al mood e alla tipologia dei brani. E così, quando compaiono Casey Crescenzo, Donovan Melero o Aaron Marsh, un sussulto di familiarità ci coglie all'improvviso. Ma un plauso va anche all'interpretazione molto coinvolgente di Flat Line da parte di Tanner Merritt che di solito con gli O'Brother si destreggia in ambiti molto più massicci. In questo senso Rebirth assume caratteristiche di una raccolta di artisti vari sotto la guida di un unico progetto.




venerdì 11 gennaio 2019

You Tell Me - You Tell Me (2019)


Nell'ultimo e più riccamente orchestrato album dei Field Music compariva una formazione allargata ad archi e ottoni che comprendeva tra gli ospiti una ragazza scozzese di nome Sarah Hayes al flauto, unitasi al gruppo anche nelle esibizioni dal vivo. Oltre ad avere un album solista all'attivo, la Hayes fa anche parte della band Admiral Fallow e adesso Peter Brewis (la metà dei Field Music), l'ha voluta con lui in questo nuovo progetto dal curioso nome You Tell Me. Lo stesso Brewis sulla sua origine ha svelato che quando qualcuno gli ha chiesto come avrebbe chiamato il suo nuovo gruppo, lui ha risposto: "Dimmelo tu", innescando inevitabilmente uno spiritoso paradosso.

Quindi, se come sappiamo le radici musicali di Brewis risiedono nel pop barocco, quelle della Hayes  riguardano maggiormente il folk e la musica tradizionale delle sue terre. In questo incontro ne è nato un disco sospeso tra i due mondi che si divide in art rock, minimalismo folk e qualche accenno di chamber rock (Foreign Parts). E' ovvio che il risultato sarà apprezzato da chi già ama i Field Music, soprattutto nelle parti balzellanti di Water Cooler e nei pattern reiterati di Invisible Ink. Ma You Tell Me sa aprirsi anche a delicate ballate per piano come Springburn e Clarion Call. Un altro interessante esperimento di pop intelligente da parte di Peter Brewis che qui sembra aver trovato la perfetta partner in sostegno alle sue idee.


domenica 6 gennaio 2019

Altprogcore January discoveries


Guidati dalla pregevole e soave voce di Romy Ouwerkerk, il gruppo olandese Golden Caves ha esordito con Collision nel 2017, conquistando immediatamente i favori della critica prog più tradizionale. In effetti si tratta di un album che ha tutte le carte in regola per accontentare i fan del prog sinfonico moderno, con leggeri influssi metal, riconducibile a molte proposte della scuderia dell'etichetta InsideOut.



Dopo non aver avuto notizie per qualche tempo su nuove produzione della band math pop Venkman mi sono ritrovato per caso ad ascoltare la brava Kate McQuaide nel neonato gruppo Empires Decline che, dopo un piccolo EP, ha da poco pubblicato questo gustosissimo singolo dreampop-prog Incident Book con l'ex Jellyfish Roger Joseph Manning Jr. come ospite d'eccezione alla voce. Speriamo non spariscano prima del tempo come i Venkman, perché se queste sono le premesse chissà cos'altro potranno riservarci.



Essendo questo KEOR un progetto catalogabile come "one man band" e proveniente dalla Francia, portato avanti dal polistrumentista Victor Miranda Martin, per come è strutturato Petrichor nel suo progressive rock tra il sinfonico-elettroacustico-metal, mi verrebbe quasi da citare un parallelismo con i Demians di Nicolas Chapel.



Nuovissimo quintetto australiano guidato dal cantante dei Kodiak Empire, i Sum of Us con l'EP Sharp Turns in Dark Tunnels partono subito alla grande immersi in un musoclare math metal che, come loro stessi dichiarano, piacerà ai fan di Karnivool, The Dillinger Escape Plan, Leprous, nonché dei suddetti Kodiak Empire.

venerdì 4 gennaio 2019

Mineral - One Day When We Are Young (2019)


I texani Mineral negli '90 furono, insieme a Penfold e ai più noti Sunny Day Real Estate, i più rappresentativi esponenti di quella che fu la seconda onda dell'emocore, anche se rimasero una band di culto scomparsa dai radar nel 1998 dopo aver pubblicato due soli, ma fondamentali, album The Power Of Failing (1996) e Endserenading (1998). Con il grande revival dell'emo avvenuto nel 2014 che vide il ritorno di molti nomi importanti (American Football, Braid, ecc.) anche loro furono coinvolti in una reunion che però sfociò solamente in un tour mondiale senza aggiungere nulla discograficamente.

Il momento è giunto ora con l'operazione One Day When We Are Young: Mineral at 25 che festeggià i 25 anni dal debutto e che prevede un libro contenente foto, testi e interviste, più un 10″ con due nuovi brani inediti: Aurora e Your Body Is The World. Cronologicamente i Mineral possono essere considerati pionieri dell’emo alla stregua dei Sunny Day Real Estate, dato che avevano registrato i brani del loro esordio nel 1995, quando l’influenza della band di Seattle cominciava a far presa nel panorama musicale alternativo, ma The Power Of Failing fu pubblicato solo due anni più tardi il 28 gennaio 1997. Nel 1998 seguì il secondo e ultimo Endserenading, anche più mesto e inguaribilmente malinconico dell’esordio.

Quello dei Mineral era una lamentazione narcolettica dai connotati hardcore impostata su crescendo dissonanti e indolente rassegnazione. In alcuni casi non era escluso che riuscissero ad essere più epici del solito, tipo negli arpeggi a carillon di ForIvadell o nelle delicate arie invernali di Gloria, il loro classico più conosciuto. I due inediti riprendono la malinconia dell'emocore, ma mettono da parte il lato più aggressivo e spostano l'attenzione su arpeggi e toni da ballad.

giovedì 27 dicembre 2018

Thingy - Morbid Curiosity (2018)


Premessa
- 2015: Rob Crow, conosciuto principalmente per la sua attività con i Pinback insieme ad Armistead Burwell Smith IV dei Three Mile Pilot, annuncia di ritirarsi dalla scena musicale per dedicarsi alla famiglia.
- 2016: si scopre che in realtà Crow non aveva realmente intenzione di ritirarsi e, a scanso di ogni equivoco, dà alle stampe il primo brillante album del suo nuovo progetto Rob Crow's Gloomy Place.
- 2018: Crow viene scelto come Artist in Residence del 2018 dall'etichetta Joyful Noise Recordings con lo scopo di realizzare 300 minuti di musica durante l'arco dell'anno da raccogliere all'interno di un box set a edizione limitata.

Quello che forse alcuni non sanno è che il musicista di San Diego è stato attivo fin dagli anni '90 con innumerevoli progetti musicali, Crow ha colto quindi l'occasione per suddividere ognuna delle dieci registrazioni contenute nel box set in alcuni dei suoi molteplici progetti: Optiganally Yours, Goblin Cock, Byre, Third Act Problems, Other, Remote Action Sequence Project, Physics, Anal Trump, Snotnose, Rob Crow(solo), Pinback, riesumando dagli archivi la sigla Thingy.

Thingy è stata una delle molteplici incarnazioni musicali di Rob Crow ferma discograficamente all'anno 2000 con solo due pubblicazioni, almeno fino ad ora. Nell'album Morbid Curiosity, che è anche il più interessante all'interno del progetto, emerge una rinnovata ispirazione math rock, a varie riprese più o meno costantemente presente nell'estetica di Crow, ma in questo caso viene incanalata con una forza e frenesia talmente pronunciate che le diciannove tracce qui presenti sembrano unite l'una all'altra per tutta la durata, sfociando anche sui parametri del sintetico pop punk di Alex Litinski (A.M. Overcast) e di quello più emocore dei Braid. Morbid Curiosity appare quindi come un unico pezzo musicale da gustare senza sosta per tutta la sua durata, una suite da poco più di mezz'ora che prosegue spedita fino alla conclusione senza un attimo di cedimento.

domenica 23 dicembre 2018

Thrailkill - Everything That Is You (2018)


Dopo una serie di album a nome Mammoth il chitarrista Wes Thrailkill, per non creare fraintendimenti con altre band con lo stesso nome, ha deciso di ripartire...non da zero, ma prendendo come sigla il suo cognome e rinfrescando la formazione con il nuovo batterista Lang Zhao che completa il terzetto con il bassista Yas Nomura. Everything That Is You è il primo album del nuovo "corso", anche se le coordinate di progressive fusion strumentali rimangono per lo più invariate. Ciò in cui si rinnova il gruppo riguarda una maggiore attenzione per i dettagli, smussature che eliminano il minutaggio superfluo, facendo in modo di aggiungere fluidità allo scorrere delle composizioni, ed infine uno spostamento verso parametri jazz più pronunciati che incrementano la varietà armonica. I Thrailkill vanno così a incrementare in modo positivo quella scena progressive metal che si nutre di chitarrismo virtuoso portata avanti da Intervals, Exivious, Plini e della quale, possiamo oggi aggiungere, il grande Allan Holdsworth è stato un pioniere.

Il fatto di tenere una durata contenuta sia per quanto riguarda i pezzi individuali sia per l'album intero (non si arriva a 40 minuti) è stata una scelta saggia, poiché non si viene mai assaliti da quel pericoloso senso di ridondanza che spesso assale quando si ascolta un disco del genere. Gone è l'unico a concedersi dieci minuti i quali vengono utilizzati per far venire a patti djent, math rock e fusion metal. Tra i vari ospiti presenti all'interno dell'album ci sono anche due conoscenze di altprogcore: Richard Blumenthal degli Aviations che presta il suo pianoforte in Interquaalude e Coco Columbia che compare alla voce nella title-track in chiusura. Insomma, dopo molti anni sulla breccia Wes Thrailkill ha ancora molto da aggiungere a quanto già da lui prodotto.