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domenica 8 ottobre 2017
Dave Kerzner e il tributo a "The Lamb Lies Down on Broadway"
La prima edizione del ProgStock Festival, che si terrà dal 13 al 15 ottobre a Rahway, NJ, e doveva ospitare, tra le altre cose, gli Echolyn come headliner e un tributo a Kevin Gilbert con Randy McStine alla voce (Lo-Fi Resistance), Dave Kerzner alle tastiere e Nick D'Virgilio alla batteria, da un lato non è stata molto fortunata: prima ha dovuto incassare la rinuncia degli Echolyn a causa di una tendinite di Chris Buzby; in seguito, alcuni impegni sopraggiunti di McStine, hanno impedito a quest'ultimo di confermare la sua presenza al festival con la conseguente cancellazione del tributo a Gilbert.
A questo punto Kerzner è diventato il protagonista che dovrà colmare i buchi lasciati da queste defezioni, cercando, dall'altro lato, un modo di rimediare per mantenere almeno un legame con il programma iniziale. Oltre quindi a presentare per intero dal vivo il suo nuovo album come solista Static, Kerzner suonerà anche delle selezioni da THUD, l'album solista di Gilbert del 1995, in più con l'aiuto di Francis Dunnery dedicherà una parte dello show ad alcuni brani tratti da The Lamb Lies Down on Broadway del Genesis, omaggiando in questo modo trasversalmente anche Gilbert che suonò con lui il capolavoro dei Genesis nella famosa edizione del ProgFest del 1994.
Una cosa che non sapevo è che da qualche anno Kerzner, con il suo vecchio progetto Sonic Elements, stava lavorando anche ad un album tributo a The Lamb Lies Down on Broadway che sarebbe stato previsto per una pubblicazione nel 2015 e con ospiti lo stesso Dunnery, Nick D'Virgilio, Billy Sherwood (Yes), Steve Rothery (Marillion), Dan Hancock (Giraffe), Martin Levac (The Musical Box), Nad Sylvan (Steve Hackett). La rivisitazione pare prendere le mosse dal tributo realizzato da Nick D'Virgilio con il suo Rewiring Genesis nel 2009, il quale integrava un'orchestra sinfonica per dare un respiro quasi cinematografico alle tracce. Finora comunque possiamo farci un'idea da questi clip caricati da Kerzner su Soundcloud:
lunedì 6 ottobre 2014
Grandi novità dagli archivi di Kevin Gilbert
La Kevin Gilbert Estate, il management che amministra il materiale postumo del grande musicista, è sempre stata piuttosto avida nel gestire le numerose perle che ancora giacciono negli archivi di Gilbert. Dal 2009 qualcosa si è mosso con la pubblicazione delle raccolte Nuts e Bolts e il live al Roxy dei Toy Matinee. Ora è arrivato il momento di un'altra serie di uscite elettrizzanti (tre in tutto) che vedranno la luce in contemporanea verso la metà di novembre. Gran parte di queste pubblicazioni comprende materiale conosciuto tra i fans e che è trapelato negli anni sotto forma di bootlegs, ma questa volta la KG Estate ha deciso finalmente di riconoscerne l'ufficialità e dargli una veste audio ottimale.
1. THUD 20th ANNIVERSARY DELUXE EDITION
Edizione espansa e rimasterizzata del classico album da solista del 1995 con tre inediti e 18 demo e versioni alternative
2. Toy Matinee acoustic
Acoustic rehearsal recorded in 1990 with Kevin Gilbert, Marc Bonilla, and Spencer Campbell
- Suite: Judy Blue Eyes
- The Ballad Of Jenny Ledge
- Last Plane Out
- Rocket Man
- Things She Said
- If I Fell
**includes between song banter
Acoustic Christmas Track performed by Kevin Gilbert & Marc Bonilla in 1990
- O Come, O Come, Emmanuel
Bonus: Full-band live tracks recorded in Ventura, Ca. in 1991, with Kevin Gilbert, Marc Bonilla, Spencer Campbell, Sheryl Crow, and Toss Panos
- Remember My Name
- There Was A Little Boy
- Turn It On Salvador
3. Kevin Gilbert's GIRAFFE - A 20th Anniversary Performance Of “The Lamb Lies Down On
Broadway
Recorded live at Valley Arts Center, Los Angeles • November 8, 1994.
Audio recorded and mixed by Kevin Gilbert.
The Band was:
Kevin Gilbert: Vocals, Organ, 12 String on “The Musical Box”
David Kerzner: Hammond Organ, RMI Electric Piano,
Novatron, Yamaha CP-70B, ARP Pro-soloist
Stan Cotey: Bass, Bass Pedals, 12 String Electrics
Dan Hancock: Guitars
Nick D’Virgilio: Drums, Backing Vocals
- The Lamb Lies Down On Broadway
- Fly On A Windshield
- Broadway Melody Of 1974
- In The Cage
- The Grand Parade Of Lifeless Packaging
- Back In N.Y.C.
- The Carpet Crawlers
- Lilywhite Lilith
- The Lamia
- The Colony Of Slippermen
- In The Rapids
- It/Watcher Of The Skies
- The Musical Box
http://www.facebook.com/kevingilbertofficial
martedì 20 novembre 2012
Happy Birthday Kevin Gilbert
Se fosse vivo oggi Kevin Gilbert compirebbe 46 anni. Chi segue il blog conosce la mia stima per questo grande artista che ci ha lasciato troppo presto. Quindi, dato che non si parla mai abbastanza di Kevin Gilbert, prendo come scusa il suo compleanno per condividere un filmato che ho trovato da poco. E' il concerto completo che i Giraffe fecero nel 1994 al ProgFest suonando quasi per intero The Lamb Lies Down on Broadway. Gli appassionati naturalmente conosceranno bene questa performance, ma fino ad ora non era mai stata caricata interamente su YouTube. Credo che questa sia una buona occasione per riguardarsela.
Tracklist:
The Lamb Lies Down on Broadway
Fly on a Windshield
Broadway Melody of 1974
In The Cage
The Grand Parade of Lifeless Packaging
Back in N.Y.C.
The Carpet Crawlers
Lilywhite Lilith
The Lamia
The Colony of Slippermen
Raven (Instrumental)In The Rapids
It / Watcher of the Skies
The Musical Box
Band lineup:
Kevin Gilbert - vocals
Dan Hancock - guitar
David Kerzner - keyboards
Stan Cotey - bass
Nick D'Virgilio - drums
www.kevingilbert.com
Tracklist:
The Lamb Lies Down on Broadway
Fly on a Windshield
Broadway Melody of 1974
In The Cage
The Grand Parade of Lifeless Packaging
Back in N.Y.C.
The Carpet Crawlers
Lilywhite Lilith
The Lamia
The Colony of Slippermen
Raven (Instrumental)In The Rapids
It / Watcher of the Skies
The Musical Box
Band lineup:
Kevin Gilbert - vocals
Dan Hancock - guitar
David Kerzner - keyboards
Stan Cotey - bass
Nick D'Virgilio - drums
www.kevingilbert.com
venerdì 16 dicembre 2011
Kevin Gilbert - una retrospettiva

Ouverture
A molti probabilmente il nome di Kevin Gilbert non dirà nulla. Altri forse lo ricorderanno vagamente nei crediti di album come Beware of Darkness degli Spock’s Beard, NDV di Nick D’Virgilio o nel live Progfest ’94. Pur avendo scritto album memorabili e collaborato con grandi nomi della musica internazionale, la carriera di questo brillante musicista è costellata da una serie di occasioni mancate. Io stesso lo scoprii per caso, girovagando su Internet in siti specializzati in progressive come Ghostland.com, dove spesso erano recensiti entusiasticamente i suoi album. E così, necessitando sempre di nuovi stimoli musicali, un giorno, in crisi d’astinenza, decisi di ordinare The Shaming of the True a scatola chiusa. Quando il CD mi arrivò a casa, ero curiosissimo di ascoltarlo, non sapendo cosa aspettarmi. L’ascolto fu entusiasmante: l’album si dipanava meravigliosamente canzone dopo canzone, una più bella dell’altra. Ne fui immediatamente colpito. Subito dopo cercai altre informazioni su questo artista a me sconosciuto e capii che The Shaming of the True era solo la punta dell’iceberg.
I – I primi passi negli anni '80
La prima band che Kevin Gilbert formò, all’età di circa 17 anni, prese il nome di NRG (No Reasons Given) con Jason Hubbard alla chitarra e Mickey Sorey alla batteria. Sono i primi anni ‘80 e la loro musica è assolutamente fuori moda per l'epoca: puro progressive pock che ha solo qualche marginale influenza della new wave allora in voga. I veri punti di riferimento sono i gruppi degli anni ‘70. Anche per questo la band produce solo alcuni brani prima di sciogliersi. L’album omonimo degli NRG è oggi scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale di Kevin Gilbert (vedi discografia).
Si possono così finalmente ascoltare brani prog come Masques e Mephisto’s Tarantella che rivelano un’impressionante maturità compositiva nonostante la giovane età dei componenti. Poi si può passare ad un rock più classico sempre con venature prog con Watching Me, Wings of Time e Welcome to Suburbia dove fa la sua comparsa un basso alla Chris Squire. Per poi arrivare alla splendida ballata Mere Image che, partendo con un delicato arpeggio di piano, giunge ad un chorus da brivido e ad un intermezzo con synth altrettanto efficace. Altre due splendide ballate sono Tired Old Man e When Stranger Parts, questa volta dominate dalla chitarra.
Alla fine degli anni ‘80 Kevin Gilbert comincia a farsi notare nella Bay Area di San Francisco con una nuova band: i Giraffe. Con loro Gilbert produce solamente due album The Power of Suggestion (1987) e The View From Here (1988) ormai introvabili, poiché ne furono stampate solo poche copie (la maggior parte dei brani si possono comunque trovare nella raccolta Giraffe). In realtà in questi lavori, pur essendo presenti altri musicisti, la maggior parte degli strumenti sono suonati da Gilbert stesso, essendo un talentuoso polistrumentista. Lo stile musicale qui si fa più vicino al pop di quegli anni, dove alcune sonorità progressive sono mutuate dal Peter Gabriel di III e So.
II – I prolifici anni '90
Per Kevin i Giraffe rappresentarono un ipotetico trampolino di lancio. Partecipando infatti ad un concorso per band emergenti organizzato dalla Yamaha, Kevin viene notato dal produttore e tastierista Patrick Leonard (autore di molti grandi successi di Madonna), il quale faceva parte della giuria ed era in cerca di un cantante per formare un proprio gruppo. Essendo rimasto positivamente colpito da Kevin, Leonard lo contatta per formare i Toy Matineè insieme a Guy Pratt al basso, Tim Pierce alla chitarra e Brian MacLeod alla batteria. L’album omonimo, uscito nel 1990, è un capolavoro di pop songs sofisticate pressoché perfette, arrangiate ed eseguite benissimo. Basta ascoltare pezzi come Last Plane Out , The Ballad of Jenny Ledge, Things She
Said e tutte gli altri per rendersene conto. Purtroppo però, nonostante questo, il progetto naufraga poco tempo dopo a causa di incomprensioni e litigi. Ma l’incontro con Leonard si rivela tutt’altro che infruttuoso, in quanto Kevin avrà la possibilità di lavorare con Madonna e con Michael Jackson.
Dal 1993 inoltre Kevin è impegnatissimo come produttore, ingegnere del suono e compositore collaborando con musicisti come Mike Keneally, Keith Emerson (il quale gli dedicherà il brano For Kevin nel suo Emerson plays Emerson), Spock’s Beard, Marc Bonilla, Linda Perry e molti altri.
In quel periodo Kevin inizia a collaborare con il produttore Bill Bottrell e con altri musicisti, tra i quali David Bearwald e Brian MacLeod, incontrandosi il martedì sera per suonare e divertirsi. Kevin decide di far partecipare alle prove di questo gruppo improvvisato, chiamato Tuesday Music Club, anche la sua ragazza, una certa Sheryl Crow. A questo punto è necessaria una piccola digressione. All’epoca la Crow aveva un contratto con l’etichetta A&M per registrare un album e Kevin chiese agli amici del TMC di aiutarla scrivendo insieme delle canzoni che potessero finire su questo lavoro. Sappiamo tutti che l’album in questione (Tuesday Night Music Club) fu un best seller, facendo tra l’altro vincere anche un Grammy Award a Kevin come co-autore del brano All I Wanna Do. Ironicamente, il successo che Kevin inseguiva da anni, arrivò inaspettatamente, ma alla persona più in vista di quel progetto, Sheryl Crow appunto, che non ebbe scrupoli a prendersi tutti i meriti e a liberarsi dai membri della band.
Rinnegato, allontanato e rimasto molto amareggiato da questa esperienza, Kevin cade in depressione e si dedica alla registrazione del suo primo lavoro solista. Nel frattempo partecipa a due album tributo dell’etichetta Magna Carta registrando le cover di Back in NYC dei Genesis e Siberian Khatru degli Yes insieme a Mike Keneally e Nick D’Virgilio. Una terza cover, Kashmir, verrà proposta per Encomium, il tributo ai Led Zeppelin, ma scartata dalla tracklist poiché il nome di Kevin Gilbert “non è abbastanza famoso per essere incluso”. Alla faccia dei meriti artistici e musicali. Kashmir farà la sua comparsa nel singolo che accompagnerà Thud, il primo album solista di Kevin Gilbert.
Nel ’94 riesuma temporaneamente il nome Giraffe, con una nuova formazione che comprende anche Nick D’Virgilio, per prendere parte al Progfest. Il loro set non presenta però il repertorio della band; Kevin e compagni decidono infatti di eseguire interamente The Lamb Lies Down on Broadway con un’ accuratezza impressionante per celebrarne il ventennale. D’altra parte Kevin non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per i Genesis e Peter Gabriel in particolare, tanto che, la settimana dopo la sua morte, sarebbe dovuto volare in Inghilterra per partecipare ai provini come nuovo cantante della band di Mike Rutherford e Tony Banks.
Nel 1995 esce Thud, primo album a nome Kevin Gilbert. Il suo stile, in questo lavoro, si fa più asciutto rispetto al passato, gli arrangiamenti, all’apparenza scarni ed essenziali, in realtà risultano funzionali e ben costruiti, creando un album abbastanza eterogeneo. C’è un po’ di tutto: brani quasi declamatori, impostati sulle percussioni, come Joytown e Waiting, riflessivi come Tea for One e Song for a Dead Friend e la multiforme Shadow Self, la canzone che più si avvicina al Progressive.
Anche Thud non ha il successo sperato, ma Kevin non si perde d’animo e comincia a lavorare ad altri progetti, tra cui una rock opera e un nuovo gruppo dal nome Kaviar, che però non potrà mai portare a termine. Infatti il 18 maggio del 1996, a soli 29 anni, Kevin Gilbert viene trovato morto nella sua casa fuori Los Angeles a causa di un suicidio accidentale causato da asfissia.
III – La sua eredità e le iniziative postume
Non tutto però è andato perduto. I nastri inediti di Kevin stanno lentamente tornando alla luce, grazie ai suoi collaboratori che hanno sempre avuto molta stima di lui e della sua opera, primo fra tutti il grande amico Nick D’Virgilio. Dopo la scomparsa di Kevin, oltre a pubblicare il materiale rimasto inedito, hanno costituito anche il Kevin Gilbert Memorial Fund, fondazione che si prefigge lo scopo di aiutare musicisti tecnicamente dotati a sviluppare il loro potenziale.
Nel ’99, oltre alla raccolta dedicata ai Giraffe, viene pubblicato il Live at the Troubadour, curato da D’Virgilio e da John Cuniberti, che ritrae una data del tour per promuovere Thud. In questo live fa la sua comparsa l’inedita Miss Broadway, sarcastica canzone indirizzata alla Crow, dove Kevin l’accusa di essersi impossessata del suo lavoro e di usare le persone per i propri scopi.
Sempre D’Virgilio e Cuniberti nel 2000 portano a termine la rock opera alla quale Kevin stava lavorando prima di morire e aveva quasi ultimato: The Shaming of the True. Questo concept narra con disincanto l’ascesa e la caduta nel mondo del music business dell’immaginario musicista Johnny Virgil. Questo album è il capolavoro di Kevin Gilbert e sicuramente un importante punto di arrivo per la sua carriera che probabilmente avrebbe potuto aprirgli nuovi orizzonti. Le struggenti Water Under the Bridge e A Long Day’s Life, le nuove versioni di Staring Into Nothing, The Way Back Home, Imagemaker e From Here to There (già presenti nel repertorio di NRG e Giraffe), la perizia degli intrecci vocali alla Gentle Giant di Suit Fugue e la carica rock di Best Laid Plans fanno di The Shaming of the True più che un semplice testamento artistico, ma una vera e propria biografia in musica.
Un’altra pubblicazione postuma è The Kaviar Sessions. Come ben si intuisce dal titolo, questo album è rimasto incompleto, nonostante ciò, ascoltandolo, si capisce benissimo il percorso musicale intrapreso da questo ostico gruppo. Musicalmente parlando, Kevin opera una cesura netta nei confronti del suo stile: i Kaviar producono una musica molto tribale dai toni dissonanti, metropolitani e quasi punk che fa incontrare hard rock, industrial ed elettronica.
The Finale
Quando si perde un artista della sua caratura, aleggia sempre la retorica domanda su cosa avrebbe potuto realizzare in futuro. Una curiosità del tutto lecita, come dimostra il suo ultimo spiazzante progetto Kaviar. Kevin in vita ha dimostrato di sapersi adeguare ad ogni genere musicale, essendo lui stesso un vorace ascoltatore di musica. L’unico rimpianto è che siano ancora così pochi a conoscere l’opera di questo straordinario artista. Una cosa a cui ho cercato di porre rimedio con questo mio piccolo contributo, dedicandolo alla memoria di Kevin.
A molti probabilmente il nome di Kevin Gilbert non dirà nulla. Altri forse lo ricorderanno vagamente nei crediti di album come Beware of Darkness degli Spock’s Beard, NDV di Nick D’Virgilio o nel live Progfest ’94. Pur avendo scritto album memorabili e collaborato con grandi nomi della musica internazionale, la carriera di questo brillante musicista è costellata da una serie di occasioni mancate. Io stesso lo scoprii per caso, girovagando su Internet in siti specializzati in progressive come Ghostland.com, dove spesso erano recensiti entusiasticamente i suoi album. E così, necessitando sempre di nuovi stimoli musicali, un giorno, in crisi d’astinenza, decisi di ordinare The Shaming of the True a scatola chiusa. Quando il CD mi arrivò a casa, ero curiosissimo di ascoltarlo, non sapendo cosa aspettarmi. L’ascolto fu entusiasmante: l’album si dipanava meravigliosamente canzone dopo canzone, una più bella dell’altra. Ne fui immediatamente colpito. Subito dopo cercai altre informazioni su questo artista a me sconosciuto e capii che The Shaming of the True era solo la punta dell’iceberg.
I – I primi passi negli anni '80
La prima band che Kevin Gilbert formò, all’età di circa 17 anni, prese il nome di NRG (No Reasons Given) con Jason Hubbard alla chitarra e Mickey Sorey alla batteria. Sono i primi anni ‘80 e la loro musica è assolutamente fuori moda per l'epoca: puro progressive pock che ha solo qualche marginale influenza della new wave allora in voga. I veri punti di riferimento sono i gruppi degli anni ‘70. Anche per questo la band produce solo alcuni brani prima di sciogliersi. L’album omonimo degli NRG è oggi scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale di Kevin Gilbert (vedi discografia).Si possono così finalmente ascoltare brani prog come Masques e Mephisto’s Tarantella che rivelano un’impressionante maturità compositiva nonostante la giovane età dei componenti. Poi si può passare ad un rock più classico sempre con venature prog con Watching Me, Wings of Time e Welcome to Suburbia dove fa la sua comparsa un basso alla Chris Squire. Per poi arrivare alla splendida ballata Mere Image che, partendo con un delicato arpeggio di piano, giunge ad un chorus da brivido e ad un intermezzo con synth altrettanto efficace. Altre due splendide ballate sono Tired Old Man e When Stranger Parts, questa volta dominate dalla chitarra.
Alla fine degli anni ‘80 Kevin Gilbert comincia a farsi notare nella Bay Area di San Francisco con una nuova band: i Giraffe. Con loro Gilbert produce solamente due album The Power of Suggestion (1987) e The View From Here (1988) ormai introvabili, poiché ne furono stampate solo poche copie (la maggior parte dei brani si possono comunque trovare nella raccolta Giraffe). In realtà in questi lavori, pur essendo presenti altri musicisti, la maggior parte degli strumenti sono suonati da Gilbert stesso, essendo un talentuoso polistrumentista. Lo stile musicale qui si fa più vicino al pop di quegli anni, dove alcune sonorità progressive sono mutuate dal Peter Gabriel di III e So.II – I prolifici anni '90
Per Kevin i Giraffe rappresentarono un ipotetico trampolino di lancio. Partecipando infatti ad un concorso per band emergenti organizzato dalla Yamaha, Kevin viene notato dal produttore e tastierista Patrick Leonard (autore di molti grandi successi di Madonna), il quale faceva parte della giuria ed era in cerca di un cantante per formare un proprio gruppo. Essendo rimasto positivamente colpito da Kevin, Leonard lo contatta per formare i Toy Matineè insieme a Guy Pratt al basso, Tim Pierce alla chitarra e Brian MacLeod alla batteria. L’album omonimo, uscito nel 1990, è un capolavoro di pop songs sofisticate pressoché perfette, arrangiate ed eseguite benissimo. Basta ascoltare pezzi come Last Plane Out , The Ballad of Jenny Ledge, Things She
Said e tutte gli altri per rendersene conto. Purtroppo però, nonostante questo, il progetto naufraga poco tempo dopo a causa di incomprensioni e litigi. Ma l’incontro con Leonard si rivela tutt’altro che infruttuoso, in quanto Kevin avrà la possibilità di lavorare con Madonna e con Michael Jackson.Dal 1993 inoltre Kevin è impegnatissimo come produttore, ingegnere del suono e compositore collaborando con musicisti come Mike Keneally, Keith Emerson (il quale gli dedicherà il brano For Kevin nel suo Emerson plays Emerson), Spock’s Beard, Marc Bonilla, Linda Perry e molti altri.
In quel periodo Kevin inizia a collaborare con il produttore Bill Bottrell e con altri musicisti, tra i quali David Bearwald e Brian MacLeod, incontrandosi il martedì sera per suonare e divertirsi. Kevin decide di far partecipare alle prove di questo gruppo improvvisato, chiamato Tuesday Music Club, anche la sua ragazza, una certa Sheryl Crow. A questo punto è necessaria una piccola digressione. All’epoca la Crow aveva un contratto con l’etichetta A&M per registrare un album e Kevin chiese agli amici del TMC di aiutarla scrivendo insieme delle canzoni che potessero finire su questo lavoro. Sappiamo tutti che l’album in questione (Tuesday Night Music Club) fu un best seller, facendo tra l’altro vincere anche un Grammy Award a Kevin come co-autore del brano All I Wanna Do. Ironicamente, il successo che Kevin inseguiva da anni, arrivò inaspettatamente, ma alla persona più in vista di quel progetto, Sheryl Crow appunto, che non ebbe scrupoli a prendersi tutti i meriti e a liberarsi dai membri della band.
Rinnegato, allontanato e rimasto molto amareggiato da questa esperienza, Kevin cade in depressione e si dedica alla registrazione del suo primo lavoro solista. Nel frattempo partecipa a due album tributo dell’etichetta Magna Carta registrando le cover di Back in NYC dei Genesis e Siberian Khatru degli Yes insieme a Mike Keneally e Nick D’Virgilio. Una terza cover, Kashmir, verrà proposta per Encomium, il tributo ai Led Zeppelin, ma scartata dalla tracklist poiché il nome di Kevin Gilbert “non è abbastanza famoso per essere incluso”. Alla faccia dei meriti artistici e musicali. Kashmir farà la sua comparsa nel singolo che accompagnerà Thud, il primo album solista di Kevin Gilbert.
Nel ’94 riesuma temporaneamente il nome Giraffe, con una nuova formazione che comprende anche Nick D’Virgilio, per prendere parte al Progfest. Il loro set non presenta però il repertorio della band; Kevin e compagni decidono infatti di eseguire interamente The Lamb Lies Down on Broadway con un’ accuratezza impressionante per celebrarne il ventennale. D’altra parte Kevin non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per i Genesis e Peter Gabriel in particolare, tanto che, la settimana dopo la sua morte, sarebbe dovuto volare in Inghilterra per partecipare ai provini come nuovo cantante della band di Mike Rutherford e Tony Banks.
Nel 1995 esce Thud, primo album a nome Kevin Gilbert. Il suo stile, in questo lavoro, si fa più asciutto rispetto al passato, gli arrangiamenti, all’apparenza scarni ed essenziali, in realtà risultano funzionali e ben costruiti, creando un album abbastanza eterogeneo. C’è un po’ di tutto: brani quasi declamatori, impostati sulle percussioni, come Joytown e Waiting, riflessivi come Tea for One e Song for a Dead Friend e la multiforme Shadow Self, la canzone che più si avvicina al Progressive.Anche Thud non ha il successo sperato, ma Kevin non si perde d’animo e comincia a lavorare ad altri progetti, tra cui una rock opera e un nuovo gruppo dal nome Kaviar, che però non potrà mai portare a termine. Infatti il 18 maggio del 1996, a soli 29 anni, Kevin Gilbert viene trovato morto nella sua casa fuori Los Angeles a causa di un suicidio accidentale causato da asfissia.
III – La sua eredità e le iniziative postume
Non tutto però è andato perduto. I nastri inediti di Kevin stanno lentamente tornando alla luce, grazie ai suoi collaboratori che hanno sempre avuto molta stima di lui e della sua opera, primo fra tutti il grande amico Nick D’Virgilio. Dopo la scomparsa di Kevin, oltre a pubblicare il materiale rimasto inedito, hanno costituito anche il Kevin Gilbert Memorial Fund, fondazione che si prefigge lo scopo di aiutare musicisti tecnicamente dotati a sviluppare il loro potenziale.Nel ’99, oltre alla raccolta dedicata ai Giraffe, viene pubblicato il Live at the Troubadour, curato da D’Virgilio e da John Cuniberti, che ritrae una data del tour per promuovere Thud. In questo live fa la sua comparsa l’inedita Miss Broadway, sarcastica canzone indirizzata alla Crow, dove Kevin l’accusa di essersi impossessata del suo lavoro e di usare le persone per i propri scopi.
Sempre D’Virgilio e Cuniberti nel 2000 portano a termine la rock opera alla quale Kevin stava lavorando prima di morire e aveva quasi ultimato: The Shaming of the True. Questo concept narra con disincanto l’ascesa e la caduta nel mondo del music business dell’immaginario musicista Johnny Virgil. Questo album è il capolavoro di Kevin Gilbert e sicuramente un importante punto di arrivo per la sua carriera che probabilmente avrebbe potuto aprirgli nuovi orizzonti. Le struggenti Water Under the Bridge e A Long Day’s Life, le nuove versioni di Staring Into Nothing, The Way Back Home, Imagemaker e From Here to There (già presenti nel repertorio di NRG e Giraffe), la perizia degli intrecci vocali alla Gentle Giant di Suit Fugue e la carica rock di Best Laid Plans fanno di The Shaming of the True più che un semplice testamento artistico, ma una vera e propria biografia in musica.
Un’altra pubblicazione postuma è The Kaviar Sessions. Come ben si intuisce dal titolo, questo album è rimasto incompleto, nonostante ciò, ascoltandolo, si capisce benissimo il percorso musicale intrapreso da questo ostico gruppo. Musicalmente parlando, Kevin opera una cesura netta nei confronti del suo stile: i Kaviar producono una musica molto tribale dai toni dissonanti, metropolitani e quasi punk che fa incontrare hard rock, industrial ed elettronica.
The Finale
Quando si perde un artista della sua caratura, aleggia sempre la retorica domanda su cosa avrebbe potuto realizzare in futuro. Una curiosità del tutto lecita, come dimostra il suo ultimo spiazzante progetto Kaviar. Kevin in vita ha dimostrato di sapersi adeguare ad ogni genere musicale, essendo lui stesso un vorace ascoltatore di musica. L’unico rimpianto è che siano ancora così pochi a conoscere l’opera di questo straordinario artista. Una cosa a cui ho cercato di porre rimedio con questo mio piccolo contributo, dedicandolo alla memoria di Kevin.
Discografia
NRG
No Reasons Given (1984; scaricabile gratuitamente a questo indirizzo: http://www.kevingilbert.com/disco.htm#noreasongiven)
Giraffe
The Power of Suggestion (1987)
The View From Here (1988)
Giraffe (1999; antologia)
Toy Matineè
Toy Matineè (1990)
Toy Matineè Special Edition (2001; versione rimasterizzata con brani inediti)
Kevin Gilbert Performs Toy Matinee Live (2010)
Kevin Gilbert
Thud (1995)
Kevin Gilbert & Thud – Live at the Troubadour (1999)
The Shaming of the True (2000)
Nuts (2009)
Bolts (2009)
Welcome to Joytown - Thud: Live at The Troubadour (2009)
Kaviar
The Kaviar Sessions (2002)
www.kevingilbert.com
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Toy Matineè,
Video
mercoledì 9 novembre 2011
AFTER THE FLOOD - Progressive Rock 1976-2010

E' disponibile a questo indirizzo e su Amazon un'antologia dei miei due libri sul progressive rock, aggiornata e arricchita. Un'occasione per chi volesse averli entrambi in un unico libro.
Questo libro raccoglie in un unico tomo i due volumi Guida al Nuovo Progressive Rock 1990-2008 (Lulu.com, 2009) e Il Progressive Rock nell'Era del Punk e della New Wave 1976-1989 (Lulu.com, 2011), ampliandoli con l'aggiunta di molte integrazioni e alcune foto.
After the Flood ripercorre quindi gli anni successivi all'epoca d'oro del progressive rock - e cioè i meno indagati a livello storico e bibliografico -, dall'avvento del punk fino al ritrovato interesse nei suoi confronti negli anni '90 e oltre, in un arco di tempo lungo 34 anni.
mercoledì 6 aprile 2011
Il Progressive Rock nell'Era del Punk e della New Wave 1976-1989

Da oggi è disponibile il mio nuovo libro Il Progressive Rock nell'Era del Punk e della New Wave 1976-1989 ed è acquistabile a questo link e su Amazon
La nascita del punk per molti ha sancito la fine del progressive rock. Al contrario quest’ultimo ha trovato in tale contrasto la forza per reinventarsi e rinascere. Il libro prende in esame quei gruppi che, nati in un contesto storico a loro avverso, sono riusciti a creare qualcosa di originale nel vero spirito che da sempre anima il rock progressivo.
Mentre si urlava contro i dinosauri del rock, alla fine degli anni ’70 alcuni audaci musicisti, inaspettatamente, si dedicarono ad un progressive rock ancora più complesso. Influenzato dall’avanguardia, dal jazz e dal neoclassicismo, esso andò a rafforzare le fila della scuola di Canterbury e del Rock In Opposition (RIO) in entrambe le sponde dell’Atlantico. Negli Stati Uniti si formò una fervente scena underground e in Europa nacquero nuovi pionieri come gli Univers Zero, fino ad arrivare poi ai primi anni ’80 con l’avvento del neo progressive e il successo internazionale dei Marillion.
Il libro è diviso in cinque capitoli e di seguito potete leggere gli argomenti e i principali gruppi trattati. Ogni capitolo è introdotto da un inquadramento della scena musicale nella quale operarono queste band con riferimenti ad altri gruppi "minori". La prefazione al libro è stata scritta da Pas Scarpato, leader del gruppo Malaavia.
CAPITOLO I (esempi musicali)
- Canterbury, atto secondo
(Gilgamesh, National Health, Bill Bruford, Richard Sinclair, Phil Miller, Allan Holdsworth, Steve Hillage, Picchio dal Pozzo, Happy the Man, The Muffins, Kenso, Ain Soph)
CAPITOLO II (esempi musicali)
- Avant-Prog o Rock In Opposition
(Univers Zero, Present, Art Zoyd, Miriodor, Birdsongs of the Mesozoic, 5uu’s / U Totem, Thinking Plague / Hamster Theatre, French TV, Cartoon, However, Cheer-Accident)
CAPITOLO III (esempi musicali)
- Il Progressive Rock fuori dall’Europa
(Yezda Urfa, Starcastle, Dixie Dregs, Djam Karet, Phish, Harmonium, Maneige, Saga, Témpano, Sebastian Hardie / Windchase)
CAPITOLO IV (esempi musicali)
- Reduci europei
(U.K., The Alan Parsons Project, Asia, The Enid, Locanda delle Fate, Maxophone, Kaipa, Isildurs Bane, Anyone’s Daughter, Solaris)
CAPITOLO V (esempi musicali)
- Neo Progressive Rock
(Marillion / Fish, Twelfth Night, Pallas, IQ, Pendragon, Ezra Winston, Arcansiel, Nuova Era)
giovedì 26 febbraio 2009
Come acquistare i miei libri
Come avrete notato alla vostra destra, tramite AltProgCore è possibile acquistare i miei libri: The Lamb ordinandolo direttamente a me tramite Paypal (ma ricordo che è disponibile anche su IBS, Libreria Universitaria, BOL e altri) e l'ultimo, appena pubblicato, tramite il sito Lulu.com.
Ho comunque a disposizione, per il momento, alcune copie di Guida al Nuovo Progressive Rock 1990-2008 che possono essere acquistate tramite Paypal per chi non volesse usare Lulu.com.
Ricordo che i prezzi comprendono anche le spese di spedizione.
Ho comunque a disposizione, per il momento, alcune copie di Guida al Nuovo Progressive Rock 1990-2008 che possono essere acquistate tramite Paypal per chi non volesse usare Lulu.com.
Ricordo che i prezzi comprendono anche le spese di spedizione.
mercoledì 21 gennaio 2009
REWIRING GENESIS - A Tribute to The Lamb Lies Down on Broadway
La proprietà del silenzio non appartiene più a questa società. E non parlo della funzione oggettiva del silenzio come annullamento dei rumori (urbani, umani, ecc.), ma di una intromissione ben più invasiva e difficile da evitare.Nel giornalismo, ad esempio, si insiste senza pietà di fronte ad argomenti di cronaca assolutamente personali e delicati, legittimando chiunque legga a poter dire la sua e pensare di essere dalla parte del giusto. Quando invece non c'è nè giusto, nè sbagliato, ma ci sono solo le ragioni profonde ed intime delle persone che vivono tale esperienza.
Nella rete abbiamo l'esempio di Facebook (un social network all'ennesima potenza) dove ognuno è ansioso di elargire giudizi e commenti su qualsiasi cosa gli passi per la testa.
Tutto questo preambolo per spiegare che un fenomeno simile è presente anche nella musica, rappresentato dai tribute album: innocui se a carattere antologico (tipo raccolta con vari artisti che coverizzano canzoni da album diversi), letali se riguardano album interi. Operazioni inutili che lasciano il tempo che trovano.
Ed ecco che anche in questo caso sarebbe meglio tacere, non mostrare il proprio "punto di vista" su un'opera, ma ammirarla per come è e basta. Non mi risulta che qualcuno abbia riscritto I Promessi Sposi o che qualcuno abbia dipinto un'altra Las Meninas.
Perchè nella musica invece, di tanto in tanto, arriva qualcuno con la malsana idea di risuonare in studio gli album che hanno segnato la storia del rock? Perchè The Wall, The Lamb Lies Down on Broadway, The Dark Side of the Moon non possono rimanere così come sono stati concepiti senza nessuno che li "rilegga" a modo suo? Che senso ha rifare un album intero, ancor più se trattasi di un capolavoro, rischiando anche di compromettersi artisticamente, e andare a minare quella perfezione che gli era propria?
Una cosa del genere la capirei più impostata per una esibizione dal vivo: una volta terminata la performance la cosa finisce lì; ci si diverte e si suona la musica dei propri idoli.
Considero Nick D'Virgilio il miglior batterista moderno, ma ho sempre avuto riserve su di lui come solista o frontman. In queste vesti si è sempre mosso all'ombra di colui che deve essere stato il suo mentore, Kevin Gilbert, cercando di coglierne l'idea musicale, senza riuscire però neanche ad esserne un epigono.
Gilbert si esibì con i Giraffe al Progfest del 1994 con una leggendaria riproposizione di The Lamb Lies Down on Broadway proprio con D'Virgilio alla batteria. La prematura scomparsa di Gilbert non ci impedisce di asserire che una registrazione in studio del suddetto album non era nei suoi piani. Anche perchè il concerto fu una celebrazione del ventennale di The Lamb senza ulteriori speculazioni.
Invece D'Virgilio è tornato sul luogo del delitto, magari pensando di poter aggiungere qualcosa di buono, ma ha sbagliato totalmente il media.
Il suo The Lamb è un disco che sprigiona un'incompatibilità nei confronti dell'ambiente studio, dato che sembra concepito solo con lo scopo di essere suonato dal vivo. In questo non ci sarebbe nulla di sbagliato, ma se lo avesse proposto esclusivamente come concerto, con un tour, non sarebbe stato meglio? Un pò alla Musical Box, ma almeno loro hanno la decenza di non registrare in studio gli album dei Genesis che portano sul palco.
A questo punto qualcuno potrà obiettare che D'Virgilio ha utilizzato sapienti arrangiamenti orchestrali e ha infuso nuovo spessore alle canzoni. Questa, al contrario, è la motivazione principale che contribuisce alla teatralità fuori luogo imposta dal batterista degli Spock's Beard. D'Virgilio ha allestito questo album come fosse un musical, esagerando il concetto di opera-rock.
Il fatto che nel titolo sia nominata Broadway non vuol dire necessariamente che si debba suonare it come in uno spettacolo alla Chorus Line, o pretendere che la title track e In the Cage sembrino dirette da Leonard Bernstein.
The Lamb è prima di tutto una collezione di canzoni sperimentali con arrangiamenti superbi. E cosa rimane se andiamo a boicottarele con archi e fiati? Brani spogliati dalle loro peculiarità elettroniche: che senso ha l'arpeggio invasivo di Back in NYC rifatto con una debole chitarra punteggiata fastidiosamente dai fiati? Dove sono scomparse le già elusive "enossificazioni"? Perchè raggiungere il ridicolo involontario nell'intermezzo dixieland in Counting Out Time?
Quando D'Virgilio non sa che pesci prendere i brani restano molto simili agli originali, ma senza sprigionare neanche la metà dell'energia degli originali.
Ecco forse è questo il vero problema, alla rilettura di D'Virgilio manca l'anima, l'energia, l'emozione. In una parola il sentimento: tutto sembra meccanico a tratti esitante ed insicuro.
www.myspace.com/ndvmusic
lunedì 29 dicembre 2008
The Lamb - Il Percorso del "lamb" di Peter Gabriel

"Quello di Barbagli è un lavoro intelligente e rigoroso [...]. Un saggio che stimola a riascoltare l'opus magnum gabrielliano con la lente del detective [...]."
Rockerilla
Rockerilla
"Lorenzo Barbagli offre una nuova interpretazione in cui si intrecciano mitologia comparata e psicologia. Un'analisi puntuale e decisamente "alta"."
Jam
Jam
"Ha ragione Mario Giammetti (uno dei maggiori conoscitori dell’ “universo Genesis”, che ha firmato l’introduzione al presente volume) quando afferma che l’accurata opera di Lorenzo Barbagli "permette una nuova ed affascinante chiave di lettura per entrare in sintonia con uno degli antieroi più carismatici della ricca storia del rock."
Guide SuperEva Rock Progressive
"L'analisi è precisa, puntuale [...] la parte testuale è tradotta e decodificata in profondità [...], il volume di Barbagli ha il merito di stimolare l'approfondimento e accendere la voglia di conoscere, di percorrere strade contigue e parallele: narrativa, cinema, musica."
Wonderous Stories
"Il giovane scrittore ci accompagna quindi attraverso tutti i testi dei brani dell'opus magna dei Genesis, rivelandoci parola per parola il significato recondito di questo viaggio allucinante e allucinato, intriso di metafore e richiami biblici, mistici e religiosi. Grande e impegnativo lavoro svolto da Lorenzo Barbagli, a cui va il merito di aver fatto finalmente luce in modo sicuramente più approfondito, se non migliore di altri che ci hanno provato, su uno dei concept album più articolati e di difficile comprendonio partoriti dalla mente di un'artista che definire brillante è veramente poco."
Movimenti Prog
"La storia di Rael viene sviscerata parola per parola alla ricerca di parallelismi con Freud, con la storia delle religioni, con la mitologia greca e con la cabala."
Dusk
Ad oltre trent’anni dalla sua pubblicazione, The Lamb è un disco ancora controverso. Lo studio di Lorenzo Barbagli offre, se non la soluzione, quanto meno forti stimoli per rileggere la storia in maniera diversa. Non soltanto attraverso la lente di quelle che risultano, nella lettura delle traduzioni delle liriche, note influenze di Gabriel quali la letteratura e la mitologia, ma anche attraverso la psicologia, secondo le teorie di Joseph Campbell, scrittore statunitense e soprattutto studioso di mitologia comparata e religioni che si ispirava a Carl Gustav Jung. L’accurata opera di Barbagli permette una nuova ed affascinante chiave di lettura per entrare in sintonia con uno degli antieroi più carismatici della ricca storia del rock.
The Lamb può essere ordinato direttamente su AltProgCore tramite Paypal, ma ricordo che è disponibile anche su molte librerie online come IBS, Libreria Universitaria, BOL e Amazon.it.
giovedì 11 dicembre 2008
A proposito di Kevin Gilbert - parte II
Sempre riguardo a Kevin Gilbert fatevi un bel regalo di Natale e scaricatevi la sua esibizione con i Giraffe al Progfest '94 quando suonarono quasi tutto The Lamb Lies Down on Broadway!
Roba da far impallidire i Musical Box.....
www.hammerslug.com/gilbert
Roba da far impallidire i Musical Box.....
www.hammerslug.com/gilbert
Dopodichè scricatevi questo capolavoro degli NRG, prima band di Kevin Gilbert.
www.kevingilbert.com/Sounds/NRG/NRG_album.html
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