venerdì 19 novembre 2021

Dredg - The making of Leitmotif


Nel 2019 i Dredg erano tornati insieme dopo anni di silenzio per lavorare e portare a termine un nuovo album il quale, nelle intenzioni, sarebbe dovuto uscire entro la fine 2020. Poi è successo quello che tutti sappiamo, il progetto è saltato e i lavori si sono bruscamente interrotti senza sapere se un giorno la cosa avrebbe avuto un seguito. Qualche giorno fa, comunque, il cantante Gavin Hayes, durante un'intervista in un podcast, ha confermato che nei mesi scorsi il gruppo ha continuato a vedersi, riuscendo a mettere da parte un consistente numero di idee musicali capaci, se sviluppate, di riempire due album. 

In ogni caso l'obiettivo adesso è pubblicare il nuovo album nel 2022, anno che vedrà anche l'anniversario per il ventennale di El Cielo, il loro album più celebrato. Nel frattempo i Dredg sono rimasti attivi nei social network (soprattutto Instagram) e hanno riesumato molti vecchi filmati tratti dalle registrazioni del primo album Leitmotif, montati assieme e pubblicati oggi su YouTube. L'occasione questa volta sono i venti anni di Leitmotif, del quale è pre-ordinabile una nuova versione in vinile che sarà pronta per essere spedita nel luglio 2022 (!) (per questi ritardi di stampa in vinile, che proseguiranno in futuro, possiamo ringraziare le maxi-star Adele e Ed Sheeran).

Nell’estate del 1998 i Dredg si rinchiusero per dieci giorni nei Brilliant Studios di San Francisco per registrare Leitmotif, album che aveva come tema una storia unitaria riguardante il viaggio come metafora della ricerca interiore. Il viaggio era narrato sotto forma di diario all’interno del booklet (privo delle liriche) e il concept narrava l’incontro dell’uomo con uno spirito che gli consigliava di intraprendere un cammino per liberarsi dalla sua malattia morale e ritrovare la purezza. In pratica Leitmotif si lega alla più classica delle allegorie sulla condizione dell’uomo moderno corrotto dalla società, che per ritrovare un barlume di integrità morale deve necessariamente allontanarsi e distaccarsi da essa. 

Già dal primo album, quindi, i Dredg fecero ampio uso di simbolismi e significati nascosti. La prima traccia di Leitmotif, ad esempio, aveva per titolo il simbolo che il gruppo adotterà come logo per tutta la propria carriera, ovvero una rielaborazione grafica del carattere cinese 易 che significa “cambiamento”. La canzone fu ribattezzata Symbol Song e fu il bassista Drew Roulette a dipingere e ideare quel simbolo sulla base dell’ideogramma originale. La prima stampa di Leitmotif uscì in realtà il 30 maggio 1999 realizzato in maniera indipendente, senza l’apporto di nessuna casa discografica. Il disco scolpiva un granitico post rock dai toni plumbei e opachi in dieci tracce che si susseguivano senza soluzione di continuità come fosse un’unica suite di quarantacinque minuti.

Il sound primordiale e crudo era ancora legato alla ruvidezza dell’hardcore dei primi EP e si coagulava in forma ancora acerba, impegnato a dare libero sfogo alla potenza degli strumenti piuttosto che puntando su una visione d’insieme per aggiungere più spessore agli arrangiamenti. Ma, d’altro canto, per paradosso, la crudezza di Leitmotif poteva essere considerata come un valore aggiunto al quale concorrevano la chitarra elettrica eruttiva di Mark Engles, i colpi primitivi di Dino Campanella e il basso densamente prominente di Roulette. Le reazioni positive suscitate da Leitmotif fecero in modo di far interessare alcune case discografiche al gruppo. La scelta dei Dredg ricadde sulla Interscope Records, grazie ad un contratto che lasciava piena libertà artistica al gruppo e che portò a ristampare Leitmotif, uscito nell’infausta data dell’11 settembre 2001 con una distribuzione appropriata.

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